lug
28

Formula 1 Germania: Ferrari, doppietta amara

Fernando Alonso (Ferrari) vince il GP di Germania ad Hockenheim davanti al compagno di team Felipe Massa e a Sebastian Vettel (Red Bull).
Il dominio Ferrari in gara non è mai stato messo in discussione; dalla prima curva in poi è apparso chiaro come le due rosse fossero a loro agio nel toboga tedesco, appendice dello storico circuito immerso nella foresta che regalava duelli sul filo dei 350 km/h.

Una gara quella tedesca segnata però non tanto dalla ritrovata competitività della Ferrari, ma quanto dal discusso ordine di scuderia arrivato a Felipe Massa che ha di fatto lasciato strada al compagno, regalandogli cosi la vittoria e 7 punti mondiali.
Gli ordini di scuderia sono parte integrante dello sport della Formula 1, da sempre; dal mio punto di vista infatti non è in discussione il fatto che siano di cattivo gusto o no.
Il problema vero, al vaglio del consiglio mondiale della FIA che si riunirà a settembre per decidere il da farsi, dopo aver multato la Ferrari di 100 mila dollari, è che nel regolamento ufficiale esiste una norma, la 39.1 che vieta espressamente gli ordini di scuderia.

Ma cos’è successo in pista? Dopo una partenza convulsa, nella quale Alonso si è trovato stretto da Vettel, Massa ha approfittato del corridoio libero lasciato dal pilota Red Bull ed ha infilato entrambi, prendendo la testa della corsa.
Alonso è rimasto alle sue spalle fino alla sosta ai box, poi cambiate le gomme, ha iniziato a mettere pressione a Felipe, attaccandolo pure ma ricevendo una difesa ostinata della posizione da parte del pilota brasiliano.
Alonso ha apostrofato via radio la manovra con un secco “it’s ridicolous” e poco dopo Rob Smedley, ingegnere di pista di Massa, ha chiamato Felipe comunicandogli “Fernando è più veloce di te, conferma che hai capito il messaggio”.

Massa non ha risposto, rendendo eloquente il suo stato d’animo; chiunque mastichi un pò di Formula 1 sa infatti benissimo che questo è il tipico messaggio che sta a significare chiaramente “fai passare il tuo compagno”.
Poco dopo infatti, all’uscita del tornantino, Massa apre il gas solo a metà e Alonso lo sorpassa come se fosse un semplice doppiato; una manovra troppo plateale, che poteva sicuramente essere gestita meglio.
A quel punto Rob Smedley richiama Massa: “Ok Felipe, buon lavoro, ora rimani vicino a Fernando. Scusa.”

Quel “scusa” è la dimostrazione lampante di ciò che la Ferrari ha fatto ma che avrebbe potuto mascherare se non altro in maniera migliore.
In un periodo delicato nei repporti con la FIA, il team di Maranello ha (volutamente?) gestito in maniera un pò dilettantistica una situazione estremamente delicata; le bugie, le mezze frasi ma soprattutto le facce di Alonso, Domenicali e soprattutto Massa dicevano più di mille parole.

Un podio triste, sottotono, ben lontano da come dovrebbe essere un podio conquistato con una doppietta con la conseguenza di un mondiale piloti riaperto.
Certo, ormai è acclarato; Massa all’interno della squadra è il numero 2, sia quando è dietro sia quando è davanti ad Alonso.
L’unico modo che ha la Ferrari per portare a casa il titolo è quello di favorire sempre e comunque l’asturiano, ma ci sono mille modi per evitare di finire sotto la gogna mediatica e quella regolamentare.
Ora non rimane che aspettare la decisione dei giudici FIA a settembre; la Ferrari rischia da una semplice ammonizione alla cancellazione del risultato conseguito, un’eventualità che avrebbe un peso altissimo nelle dinamiche del campionato.
Infine un’ultima considerazione; ma è possibile che in tutte le squadre in cui Fernando Alonso mette piede, debbano avvenire scandali, giochi “sporchi”, ombre, dubbi e chi più ne ha più ne metta?

lug
26

Motogp USA: Pagelle

Jorge Lorenzo – 10. Pole position e vittoria. Non parte benissimo; rimedia subito sorpassando Spies, poi si aggancia a Stoner e appena Casey commette un errore si tuffa all’inseguimento di Pedrosa.
Rosicchia decimi su decimi a Camomillo che poi esagera e cade e da li in poi Jorge pensa solo a tenere a debita distanza Stoner.
Sei vittorie e tre secondi posti in nove gare. Il mondiale è finito.

Casey Stoner – 7,5. Parte bene ma quando Pedrosa tenta la fuga, Casey sbaglia facendosi passare da Lorenzo. Da quel momento sigla un giro velocissimo (record della pista) ma poi non riesce ad essere più cosi incisivo.
Un secondo posto un pò sottotono, lamenta problemi all’avantreno ma a vederlo in tv non sembra ancora lo Stoner schiacciasassi. O è giù di testa o si sta risparmiando per il 2011 in Honda; ma Stoner che si risparmia sembra un pò strano.

Valentino Rossi – 9. La pista di Laguna pare più esigente dal punto di vista fisico rispetto al Sachsenring e per Rossi i problemi di tenuta fino a fine gara aumentano.
Parte cauto e si accoda a Dovizioso che poi sembra averne di più; nel finale però Valentino aumenta il ritmo e lo va a prendere, conquistando un podio insperato alla vigilia del GP.
Altro passo avanti verso il raggiungimento della piena forma, a Brno vedremo se riuscirà a lottare per la vittoria.

Andrea Dovizioso – 6,5. Pedrosa con la sua stessa moto stava dominando il GP fin oalla caduta; Andrea era riuscito a sbarazzarsi di Rossi ma poi sul finire della gara viene letteralmente risucchiato dalla rimonta di Valentino. Chiude alle calcagna del Pesarese cercando in tutti i modi di attaccarlo, ma non ci riesce.
Manca sempre qualcosina per stare con i migliori, chissà se il momento arriverà prima o poi.

Nicky Hayden – 6. L’ormai ex mostro della Laguna conduce una gara abbastanza anonima, sempre alle spalle di Rossi, sfruttandone ritmo e traiettorie; riesce a concludere primo degli americani solo perchè Spies commette un errore a un pai odi giri dalla fine, ma per il resto non sembra molto incisivo.
Ennesima bastonata ricevuta dal compagni di squadra.

Ben Spies – 6,5. Forse da lui qui a Laguna ci si aspettava qualcosina in più, ma non dobbiamo dimenticarci che questo è il suo primo anno in motogp.
Parte bene, poi sbaglia e si fa passare da tre piloti.
Recupera, si accoda ad Hayden, lo passa, avvicina Rossi e nel tentativo di attaccarlo sbaglia di nuovo e torna dietro Hayden.
Sul finire ci riprova ma è troppo lontano e si deve accontentare di un buon sesto posto, anche se lui in casa sua avrebbe preferito qualcosa in più.

Colin Edwards – 5,5. Texas Tornado ormai si sta affievolendo piano piano; non è più il Colin Edwards da primi sei posti stabile, oramai il posto che gli compete è ai margini della top ten.
Qui a Laguna offre una gara discreta condita dai sorpassi effettuati ai danni di Simoncelli e Melandri, ma nulla più; il vero Colin oggi sarebbe stato con Dovizioso e Rossi.
Prossimo anno in Superbike con Ducati, pare cosa fatta.

Marco Melandri – 5,5. Lotta con Simoncelli sin dall’inizio, poi subisce Edwards e quando SuperSic cade per lui la strada è in “discesa”.
La sua Honda clienti non è sicuramente il massimo, ma viaggiare ai margini della top ten è sempre dura per uno che nel 2006 ha rischiato di vincere il mondiale.
Il suo futuro pare in Superbike con la BMW, con l’obiettivo di rientrare nel motomondiale, sempre con la casa Bavarese, nel 2012. Vedremo.

lug
24

WorldSBK: Biaggi, è l’anno buono

Nessun Italiano ha ancora vinto un mondiale in Superbike; ci sono andati vicini Davide Tardozzi e Fabrizio Pirovano, potevano farcela Frankie Chili e Giancarlo Falappa.
Ma mai nessuno come Biaggi è sembrato avere l’occasione d’oro per potare a casa il tanto agognato titolo.

Il 2010 di Biaggi è stato fin’ora caratterizzato da ben quattro doppiette; Portimao, Monza, Salt Lake City e Misano. Max si è ben difeso anche su piste ostiche come Kyalami e potendo contare su una moto potentissima e molto duttile è riuscito sempre a tenere a bada l’arrembante Leon Haslam (Suzuki), il suo avversario diretto per il campionato.
Dopo una partenza scoppiettante Haslam si è lentamente perso nel corso della stagione, palesando forse carenze di tenuta psicologica nella lotta per il titolo, cosa che invece Max, avendone vinti quattro in carriera e avendo lottato per diversi anni con Rossi, non ha.

La Suzuki non sembra a livello di Aprilia, ma è pur sempre un’ottima moto; peggio di loro stanno sicuramente Ducati, BMW, Honda, Yamaha e Kawasaki, ma non dobbiamo dimenticarci che se la casa di Noale sta facendo quello che sta facendo, lo deve sicuramente al proprio pilota.
Il compagno di team di Max, Leon Camier si è ben distinto in alcune gare, ma se andiamo a scorrere la classifica iridata lo troviamo solo al nono posto a 214 punti (!) dal caposquadra, un abisso.
Il vantaggio che Max ha su Haslam (68 punti) non è un margine di assoluta sicurezza; una caduta, una rottura o una giornata storta possono rimettere in gioco tutto, mentre il pilota Inglese d’ora in poi non può più sbagliare.
Deve attaccare e sperare che qualcun’altro (ma chi?) rubi punti pesanti a Biaggi; il problema di fondo è che in questo 2010 il pilota più atteso, Johnny Rea (Honda), ha deluso le aspettative, trascinandosi in una spirale di errori e sfortune, compromettendo ogni minima speranza di vincere o perlomeno lottare per il mondiale.
Le due Ducati sembrano in affanno; Haga e Fabrizio, secondo e terzo nel 2009 dietro al fenomeno Spies, sembrano l’ombra di sè stessi.
Forse la moto inizia a pagare pegno in termini di potenza rispetto alle quattro cilindri, ma se è vero come è vero che Carlos Checa, con la Ducati semiufficiale, occupa il terzo posto in classifica e spesso e volentieri è finito davanti agli ufficiali, qualche problema ci dovrà pur essere.

Max quindi è chiamato ad affrontare le ultime quattro prove (8 manches) guidando come sempre, ma con un occhio alla classifica; finire sempre a podio probabilmente gli garantirebbe il titolo e le possibilità di vederlo stappare lo champagne sono altissime.

lug
21

Motogp Germania: Pagelle

Daniel Pedrosa – 10. Quando è in giornata è incontenibile. Cosi come al Mugello, anche al Sachsenring nessuno aveva il passo di Pedrosa; Lorenzo si è dovuto arrendere, gli altri non lo hanno mai visto. Non si capisce se Dani sia un fenomeno che non riesce ad esprimersi sempre al meglio, oppure un bel pilota in grado, solo ogni tanto, di fare gare della vita.
Io propendo per la prima; rimane il fatto che quando guida cosi è inavvicinabile.

Jorge Lorenzo – 9. E’ maturo per il titolo e lo fa vedere anche in questa gara; nonostante Pedrosa sia il vero “nemico” in casa (sono Spagnoli entrambi), Jorge lascia acceso il cervello, capisce che nulla può e porta a casa 20 punti fondamentali per il mondiale.
Il più vicino in classifica è proprio Pedrosa, ma 49 punti di vantaggio sono gestibilissimi; considerato anche che come peggior risultato 2010 Jorge ha un secondo posto.
Fate vobis.

Casey Stoner – 8,5. Si pensava fosse più competitivo, ma nella seconda parte di gara soffre per un decadimento eccessivo del pneumatico posteriore; Rossi lo avvicina, lo attacca, lo passa.
Ma Casey è li che si accende.
Risponde colpo su colpo al maestro del corpo a corpo e all’ultima curva lo infila con una staccata tanto violenta quanto aggressiva.
E’ questo il vero Casey Stoner.

Valentino Rossi – 9. Se ne sono dette di tutti i colori prima del suo rientro; tempi truccati durante il test SBK, gomme speciali ecc. Balle.
Semplicemente era sufficientemente in forma per guidare (e forte) una moto da corsa.
I medici e preparatori hanno fatto un grande lavoro, cosi come lo ha fatto Valentino, che ha messo li una gara maiuscola, arrendendosi solo alla fine ad uno Stoner incontenibile.
Il secondo giro veloce della gara dimostra come fosse già in ottima forma.
A Laguna cosa combinerà?

Andrea Dovizioso – 6. Ancora non sembra in grado di stare costantemente con i primi; purtroppo per lui sarebbe importante stare più vicino ai Rossi, ai Pedrosa ecc, ma per ora non si può.
Lotta con Simoncelli e Hayden, riuscendo a strappare un quinto posto che gli garantisce il terzo posto nel mondiale.
Andrea perà sa che per confermare la sua presenza in HRC nel 2011 serve di più.
E anche noi ci aspettiamo di più da lui. Molto di più.

Marco Simoncelli – 7. Sesto posto per l’ex campione del mondo della 250 cc e debuttante quest’anno in motogp, un ottimo risultato considerando il fatto che Dovizioso, ufficiale HRC, è finito davanti a lui di pochi decimi.
Era riuscito anche a salire al quinto posto, ma dopo un grosso spavento per una perdita di aderenza, ha forse deciso di non esagerare troppo.

Nicky Hayden – 6. Come Dovizioso paga pesanti distacchi dal compagno di team; le gare di inizio stagione sono un lontano ricordo e ora che Stoner sta tornando Bastoner la forbice tra i due è destinata inevitabilmente ad allargarsi.
Nicky è un buon gregario e forse anche la Ducati non si aspetta vittorie da lui.

Ben Spies – 6,5. Debuttante al Sachsenring, pista dove i distacchi sul giro sono minimi e ottavo posto che fa capire quanto margine ha ancora Ben a sua disposizione.
Dopo una qualifica non buona, fuori dalla top ten, Spies in gara viene fuori con un buon ritmo, concludendo a soli 3 secondi da Hayden.
Se non sbaglio, questo qui il prossimo anno qualche grattacapo ai fantastici 4 potrà iniziare a darlo.

giu
23

Motogp Inghilterra: Pagelle

Jorge Lorenzo – 10. Di un’altra categoria. Pole position al sabato e un passo gara di quasi un secondo al giro più veloce la domenica. Per lui la conquista del mondiale pare una formalità; in cinque gare ha messo assieme tre vittorie e due secondi posti, correndo con intelligenza come dimostrato al Mugello, accontentandosi di fronte ad un Pedrosa più forte.
Certo, vincere un mondiale senza Rossi in pista non sarà la stessa cosa, ma per quello dovremo aspettare il 2011 e ne vedremo delle belle.

Andrea Dovizioso – 8,5. Lorenzo era irraggiungibile, Pedrosa mezzo rotto e Stoner nelle ultime posizioni. Ma conquistare il secondo posto non è stato facile; DePuniet prima e Hayden e Spies poi lo hanno messo sotto pressione ma Andrea ha dimostrato sangue freddo e con staccate al limite ha difeso al meglio la sua posizione che gli vale il secondo posto nel mondiale.
Lorenzo però sembra ancora troppo lontano.

Ben Spies – 9. Finalmente il rookie partiva senza l’handicap di dover essere l’unico a dover imparare la pista. A Silverstone si correva per la prima volta e Ben ha dimostrato che fra poco sarà un cliente difficile per tutti.
Per ora si è messo dietro Hayden Stoner DePuniet Simoncelli e Pedrosa; vedremo se riuscirà entro fine stagione a mettersi dietro anche Lorenzo.
Rimane il fatto che è l’unico ex-superbikers ad aver interpretato nel migliore dei modi la guida di una motogp.

Nicky Hayden – 7. Il quarto posto è un buon risultato, ma dopo una gara ad inseguire Dovi e DePuniet, dopo aver conquistato il terzo posto, farsi passare nel finale da Spies lascia l’amaro in bocca.
In più c’è da aggiungere che arriva si davanti a Stoner, ma Stoner alla prima curva era nelle ultime posizioni mentre Nicky tra i primi.
Rimane un ottimo secondo pilota, che porta punti pesanti al team, ma che non può tenere in piedi la baracca da solo.

Casey Stoner – 6. Media fra l’ 8 della gara e il 4 della partenza. Spreca tutto allo start, trovandosi invischiato nelle ultime posizioni, poi evitando di cadere esagerando scalda ben bene le gomme e inizia il rimontone che lo riporta alle calcagna di Dovi e compagnia.
A pochi giri dalla fine fa il secondo giro più veloce della corsa e questo dimostra che se fosse partito bene, probabilmente avrebbe portato a casa un secondo posto, ottimo per il morale.
Che ora, purtroppo per lui e per lo spettacolo, è sotto i tacchi.

Randy De Puniet – 7,5. Sul finale di gara spreca tutto, forse per irruenza o per l’inesperienza di giocarsi certe posizioni che contano. Peccato perchè per tutto il weekend aveva messo in pista una competitività pazzesca, girando spesso e volentieri come Lorenzo e gli altri top.
Fa tutta la gara abbottonato a Dovizioso, poi quando arrivano Hayden, spies e Stoner va in confusione e alza bandiera bianca. Continua a dimostrare di essere un bel manico.

Marco Simoncelli – 7. Conclude a 5 secondi dal gruppo che si gioca la seconda posizione, ma intanto si mette dietro Pedrosa. Per buona parte della gara mette giù un buon passo che gli consente di guardare non troppo da lontano quelli davanti, poi nel finale paga un pò di inesperienza nel gestire le gomme consumate e si deve accontentare del settimo posto.
In crescita.

Daniel Pedrosa – 5. Sabato in qualifica cade e la moto lo investe; domenica corre un pò acciaccato, parte bene, poi scivola indietro piano piano inesorabilmente.
Al di la dell’infortunio che sicuramente avrà avuto il suo peso, non si riesce a capire come mai un pilota che due settimane fa sembrava Superman su una pista come il Mugello, sfoderi una prestazione cosi sottotono.
Doveva rompere le uova nel paniere di Lorenzo, ma riesce a farlo solo ogni tanto.