set
02

World Rally Championship Germania: Loeb ipoteca il titolo

Oramai il settimo titolo mondiale (consecutivo!) sembra solo una formalità; sull’asfalto Tedesco, per l’ottava volta di seguito Sebastien Loeb (Citroen) mette tutti in fila, aumentando cosi il distacco dal secondo in classifica Ogier (Citroen) qui classificatosi terzo.

In verità la vittoria di Loeb non è mai stata in discussione; dopo una prima tappa presa con le molle e conclusa con solo una decina di secondi di vantaggio sul compagno di squadra Dani Sordo, durante la seconda giornata di prove speciali Loeb ha spinto fortissimo, approfittando degli stages più lunghi (come la storica panzerplatte, ricavata in un’area militare) per scavare un solco definitivo tra se e gli avversari.

Sordo dal canto suo ci ha provato, ma visto che non c’era nulla da fare, nel terzo giorno ha alzato il piede, potendo agevolmente controllare i quasi due minuti di vantaggio su Ogier e Latvala, rispettivamente terzo e quarto.
L’enfant prodige Ogier e il cavallo pazzo di casa Ford Latvala hanno dato vita ad una bellissima lotta per il podio, iniziata con Latvala davanti e conclusasi con Ogier vincitore; più terraiolo che asfaltista, il pilota Francese di casa Citroen sta crescendo tantissimo anche su questo tipo di fondo e non sarà di certo una sorpresa vederlo lottare alla pari con Loeb il prossimo anno.

Fuori dal podio sono finiti Latvala, come detto e Petter Solberg (Citroen), autore di una prestazione stupenda ma macchiata dalla foratura che durante la prima prova speciale lo costringe a fermarsi facendogli perdere circa due minuti e mezzo; la rabbia con la quale ha continuato il rally gli ha fatto commettere qualche errorino qua e la, ma i tempi dei singoli stages sono spesso stati all’altezza di Loeb, segno che, senza problemi, avrebbe sicuramente lottato per il podio.
L’altro alfiere Ford, Mikko Hirvonen, ha dovuto invece alzare bandiera bianca per problemi tecnici che lo hanno attanagliato per tutto il weekend; ormai per lui il mondiale è definitivamente perso.

La sesta e la settima posizione sono invece andate a Matthew Wilson (Ford) e Kimi Raikkonen (Citroen) protagonisti di una lotta sul filo dei secondi fino all’ultima prova speciale; ultimo stage vinto poi da Raikkonen, che sigla cosi la sua prima vittoria parziale da quando corre nel mondiale.
Un settimo posto amaro per Kimi, che durante il rally ha dimostrato le sue grandi potenzialità ma ha pagato l’inesperienza e il fatto di non conoscere le prove speciali; prove che da otto anni vengono invece battute dai suoi avversari, quindi ben più preparati di lui.
Nei secondi passaggi però Kimi ha dimostrato, tempi alla mano, di poter dimezzare il distacco dai primi; al termine della seconda giornata infatti il Finlandese era riuscito a stabilizzarsi in sesta posizione ma, nella PS15, complici due suoi errori, ha perso più di 20 secondi da Wilson dovendo quindi rincorrere negli ultimi quattro stages.

Aver fatto segnare tempi migliori di Wilson e aver vinto anche l’ultima speciale non è bastato a Kimi, che ha visto perdere il sesto posto per poco più di 3 secondi, un’inezia dopo tre giorni e 19 prove speciali.
Il manico però c’è ed è importante, vedendolo dal vivo non si notano praticamente differenze rispetto ai big e il suo controllo del mezzo è parso a tutti di livello assoluto; se continuerà la sue esperienza nel mondiale rally anche nel 2011 siamo sicuri che nei rally su asfalto potrà avvicinarsi di molto al podio, un risultato storico se si pensa che fin’ora, su questa superficie, Kimi ha corso soltanto tre rally.

apr
23

World Rally Championship: Turchia, Loeb scappa, Raikkonen stupisce

Sebastian Loeb (Citroen) vince il rally di Turchia, quarta prova del campionato del mondo rally, davanti a Petter Solberg (Citroen) e Mikko Hirvonen (Ford) confermando la sua leadership nel mondiale; il regno Loeb, insomma, non è destinato a finire.

Il rally Turco, nuovo nel disegno del tracciato, ha portato sotto le luci dei riflettori anche lo splendido quinto posto dell’ex campione del mondo di formula 1 Kimi Raikkonen; dopo l’ottavo posto in Giordania Kimi è riuscito a migliorare, approfittando di guai e incidenti altrui, ma mettendosi dietro piloti ben più esperti come Wilson e Villagra.

Ma veniamo alla cronostoria del rally.
Durante la prima tappa, Sebastian Ogier (Citroen), enfant prodige del rally transalpino, si era messo tutti dietro, spingendo sempre al limite; ma in 27 secondi erano racchiusi tutti i protagonisti, a dimostrazione del grande equilibrio che regna quando Loeb si trova in difficoltà.
All’inizio della seconda tappa subito primo colpo di scena: Latvala (Ford) cappotta e perde potenza al turbo, lasciando sul percorso (dovendo concludere anche le prove successive con un gap di potenza non da poco) circa 18 minuti.
Ogier tiene testa a tutti, seguito da Solberg a 10 secondi, con il trio ufficiale Loeb, Sordo e Hirvonen circa a 15; dietro di loro, più staccati, Raikkonen, Villagra e Wilson si contendono lo scettro del migliore tra i “terrestri”, con il finlandese ex f1 costantemente nei primi 8, molto veloce nei tratti di asfalto, sorprendendo pure nelle prove più lunghe e difficili.

Ma il colpo di scena arriva nel pomeriggio; verso il fine prova della seconda speciale a Ogier esplode un pneumatico a circa 180 km/h facendo perdere al transalpino circa 3 minuti per la sostituzione. Loeb prende la palla al balzo, si scatena e prende la testa della corsa, senza mai più lasciarla.
Dietro di lui Solberg e Hirvonen si contendono il podio con Sordo, ma l’ultimo colpo di scena arriva nella terza ed ultima giornata.
Mikko Hirvonen sbatte il posteriore, perde il terzo posto a vantaggio di Dani Sordo ma lo stesso pilota spagnolo rompe una sospensione a tre speciali dalla fine riconsegnando al finlandese della ford il terzo posto permettendo cosi a Kimi Raikkonen di salire al quinto.

Loeb vince cosi il suo 57esimo rally mondiale, un record assolutamente incredibile; non ci sono motivi per non pensare che Seb possa conquistare il suo settimo (!) mondiale consecutivo.
La sua superiorità, freddezza, capacità di trovare e mantenere il limite senza errori non ha eguali e solo in alcune occasioni i piloti nordici (Hirvonen, Solberg e Latvala) possono impensierirlo; detto questo però il rischio per Loeb è lo stesso che lo scorso anno gli ha quasi fatto perdere il mondiale, la troppa facilità nel vincere.
Il talento indiscusso dei suoi competitors, in ottica mondiale non è all’altezza di quello del francese, che dai tempi di Gronholm non ha un avversario in grado di metterlo sotto pressione dall’inizio alla fine; il cambio di passo che Loeb ha nel piede probabilmente non è di casa nel resto dei piloti, ma è comunque molto interessante la lotta che imperversa dietro il cannibale, tra piloti che, fra qualche anno, ne prenderanno inevitabilmente il posto sul trono.

Capitolo Kimi Raikkonen. Il pilota finlandese, ricordiamolo rookie nel mondiale rally, ha migliorato sensibilmente le sue prestazioni, soprattutto sotto il profilo della costanza del passo gara evitando di ricadere negli errori di “gioventù” che lo hanno contraddistinto nei primi due rally.
In sostanza, mentre nei primi due rally Kimi aveva già dimostrato un’ottima velocità, ma non salvandosi da errori, ora Iceman riesce ad essere nello stesso modo incisivo senza strafare, imbrigliando la sua esuberanza nella guida riuscendo a portare a termine il rally, cosa fondamentale quando si deve fare esperienza.
Mettendosi dietro Wilson e Villagra, Kimi ha conquistato il primo posto nella serie B del rally mondiale, ma la serie A è ancora lontana; certo, approfittando di guasti o errori dei big, Kimi potrà avvicinarsi anche al podio, ma per copiarne le prestazioni, molto probabilmente non sarà sufficiente quest’anno.
Come ha detto Latvala “io ci ho messo 5 anni per andare come Loeb”.
Quasi come Loeb.
Prossimo rally 6-9 maggio in Nuova Zelanda.


V
incitori Speciali: Loeb 8, Solberg 5, Ogier 4, Hirvonen 3, Sordo 1

feb
22

World Rally Championship: Svezia, Hirvonen vince, Raikkonen convince?


E’ stata una battaglia vera ma alla fine ce l’ha fatta. Mikko Hirvonen (Ford) vince il rally di Svezia (neve)  trionfando al primo appuntamento stagionale concludendo davanti al campione del mondo in carica Sebastien Loeb (Citroen) e al compagno di squadra Jari Matti Latvala (Ford).

E’ stata una battaglia vera dicevamo, tutta sul filo dei secondi, a volte dei decimi.
Uno scenario quello Svedese innevato ma non troppo, con il fondo stradale costituito da un misto ghiaccio-ghiaia che rendeva difficile la vita a rallysti navigati ed ex campioni del mondo come Gronholm e Solberg.
Durante la prima tappa la sfida tra i due pezzi da novanta del rallysmo mondiale è stata fenomenale; a parte qualche inserimento sporadico di Dani Sordo (Citroen), la torta se la sono divisa Hirvonen e Loeb, siglando tempi inarrivabili per tutti e divisi da loro da pochissimi secondi.
La difficoltà di Loeb nel tenere il passo di Hirvonen tornava a galla nella seconda tappa, alla fine della quale proprio il francese si lasciava scappare un “non c’è nulla da fare, in queste condizioni Hirvonen è il più forte“; non uno sprovveduto quindi il campione del mondo, il quale continuava a tenere sotto pressione il finlandese, ma senza rischiare troppo confermando la sua seconda posizione.

Hirvonen dal canto suo ha dimostrato come si fa a battere Il Cannibale. Il terreno innevato era sicuramente a suo favore, terra di conquista dei nordici per antonomasia, ma non si è fatto prendere dal panico quando Loeb non gli si scrollava di dosso e nelle prime due tappe il distacco fra di loro nella classifica generale si aggirava intorno ai 4-6 secondi.

Grande prova anche del rientrante Marcus Gronholm che a bordo di una Ford Focus nera ha segnato tempi di assoluto livello, spesso al pari dei due contendenti di cui sopra, ma che a causa di un problema elettrico ha perso circa 20 minuti nella stessa prova speciale in cui si è innevato Kimi Raikkonen.

Passiamo quindi all’analisi della sua prestazione dell’ex pilota Ferrari.
I suoi detrattori (e fra i mass media ne ha tanti) hanno subito commentato con parole disprezzanti il suo 30esimo posto a 38 minuti da Hirvonen, ma senza spiegare il perchè del ritardo finale.
Kimi durante la prima giornata ha viaggiato sempre intorno al decimo tempo di prova, confermando una buona velocità di base a cospetto di piloti come Matthew Wilson (debutto 2004 e pilota del team Ford Stobart) e una propensione all’incremento delle prestazioni nel corso del rally.
Durante la Ps 6 però ha commesso un errore, innevandosi a bordo strada e dovendo poi liberare l’auto a mani nude perdendo quasi mezz’ora dai primi.

Tornato in gara, nonostante una classifica disastrosa, Iceman ha continuato il suo apprendistato segnando tempi sempre intorno alla decima posizione con distacchi nell’ordine di 1,5-2 secondi al chilometro da Hirvonen che, su un fondo cosi difficile e considerando il debutto nel mondiale, sono da considerarsi tanta roba.
Grazie all’ottavo tempo nella PS 12 e il sesto tempo nella PS 15 Kimi ha concluso in crescendo la seconda tappa, condita sempre da piccoli errori, ma come ha confermato il navigatore Lindstromviaggiando sempre in sicurezza senza forzare” dimostrando come il finnico abbia considerato questo rally più come una fase di rodaggio che altro.

I tempi vicino a quelli di Wilson ed Ostberg fanno ben sperare, senza l’errore nella Ps 6 Kimi avrebbe concluso il rally a punti nei primi 10 e la conferma della buona prestazione (al di la della classifica finale) viene sia dal proprio navigatore ed ex co-pilota di Makinen (“Kimi è un talento puro“) sia dal boss di Citroen Sport, Olivier Quesnel, ringraziati poi da Raikkonen con il sesto tempo nell’ultima prova speciale, davanti al compagno e astro nascente Ogier con un distacco di 1 secondo al chilometro da Hirvonen.
Nei prossimi rally vedremo se le sue prestazioni miglioreranno, ma ora come ora mi pare eccessivo, miope e affrettato dire che l’approdo di Kimi nel mondiale rally sia da considerarsi un flop.
Prossimo appuntamento dal 5 al 7 marzo al rally del Messico.

gen
31

Intercontinental Rally Challenge: Montecarlo, vince Hirvonen


Mikko Hirvonen ha vinto il Rally di Montecarlo, prima prova valida per l’Intercontinental Rally Championship, a bordo della nuovissima Ford Fiesta Super 2000, tenuta a battesimo dal vicecampione del mondo WRC proprio sulla neve del mitico “Monte”.

Un rally dominato dall’inizio alla fine, nonostante la grande pressione di Sebastien Ogier, alfiere del team Citroen WRC Junior (lo stesso che ha ingaggiato Raikkonen), per l’occasione in gara con una Peugeot 207 S2000 che nel corso della seconda tappa ha dato spettacolo vincendo prove speciali su prove speciali (7 su 15 in totale) fino al ritiro avvenuto nella penultima speciale causa problema meccanico alla sua vettura.
Secondo classificato l’altro finlandese Hanninen e terzo Vouilloz entrambi alla guida della Skoda Fabia S2000, ormai non più una sorpresa nel panorama internazionale; debàcle invece per la Peugeot che, detto di Ogier, riesce a concludere solo quarta grazie a Sarrazin, ma a più di 7 minuti dal vincitore, visto che anche il grande talento Chris Meeke ha abbandonato causa un’uscita di strada.
Stessa sorte per la FIAT; Toni Gardmeister e la sua Punto S2000 si sono infatti dovuti ritirare dopo un paio di “toccatine” e conseguenti problemi meccanici.

Hirvonen, sempre al comando, si è dovuto comunque impegnare a fondo per portare a casa il suo primo successo a Montecarlo, svezzando la neonata in casa Ford che sarà molto probabilmente la nuova WRC quando i regolamenti manderanno in pensione le attuali.
Infine nota sugli Italiani. 15esimo Cinotto (Mitsubishi EVO IX) e 18esimo Simone Campedelli a bordo della Clio RS3; sono risultati loro i migliori classificati per quanto riguarda quattro ruote motrici e due ruote motrici, mentre il rally ha perso sin da subito l’ospite d’onore Robert Kubica in quanto la sua Clio RS3 ha accusato problemi irrisolvibili prima del via.


dic
23

World Rally Championship: Welcome Kimi Raikkonen!


Il campionato del mondo 2010 di formula 1 non vedrà tra gli iscritti il pilota che ha saputo regalare l’ultimo titolo mondiale a Maranello.
Kimi Raikkonen ha deciso infatti di prendersi un anno di pausa dal grande circus andando a sfogare il suo istinto innato per i traversi nel mondiale Rally a bordo della Citroen C4 del team Junior della casa francese.
La decisione ha spiazzato i numerosissimi fan del finlandese, ma non chi lo conosce bene; da qualche anno infatti Kimi aveva in mente il passaggio di categoria e il titolo mondiale del 2007 con la Ferrariaveva in qualche modo completato il disegno di Iceman, iniziato nell’inverno del 2000 (sotto i vigili occhi di Schumy) al Mugello a bordo di una Sauber.

L’ambiente della Formula 1 non è mai piaciuto tanto a Kimi; pilota e uomo riservato, silenzioso, che solo in privato tra amici si scioglie. La sua provenienza è garanzia di questo; la Finlandia presenta lande sperdute e silenziose, spazi ampi e strade sterrate che si snodano tra prati e alberi.
Il passaggio al mondiale rally per Kimi ha il sapore di un ritorno alle origini, origini venute a galla recentemente con la sua partecipazione a bordo della Grande Punto S2000 (comprata a sue spese) al Lapponian Rally, al Marca trevigiana e all’appuntamento mondiale del Rally di Finlandia.

Ma la scelta di Kimi è apparsa come un sollievo non solo per questioni di istinto, ma anche per essere stato “tagliato” dalla Ferrari un anno prima della scadenza del suo contratto.
Le trattative tra Ferrari e Alonso risalgono al 2007 e con l’accordo (si dice) di inizio 2008 il futuro dell’oneroso contratto di Raikkonen era segnato.
Un Massa nato e cresciuto a Maranello e molto più “economico” di Raikkonen aveva in qualche modo la garanzia di avere il suo sedile anche per il 2010, mentre il pilota più pagato e più silenzioso della Formula 1 era designato a farsi da parte, anche per evitare dualismi nocivi per il team con l’altro Campione del Mondo Fernando Alonso, in arrivo al Cavallino dopo due anni bui alla Renault.

Dopo essere stato tacciato di incapacità nel rapportarsi con la squadra, alcuni giorni fa Kimi si è “ribellato” a modo suo, raccontando cioè candidamente come in realtà sarebbero andate le cose; “I motivi del divorzio? Bisogna domandarlo a loro -ha detto ad ‘Autosport’ - Sono abbastanza sicuro di sapere la risposta e non ha niente a che fare con le corse. Quando entrano in gioco i soldi… Credo che abbia molto a che fare con l’ingresso di Santander, forse hanno preso degli accordi, non so…”.
Parole che lasciano trasparire un pò di delusione da parte di un pilota che dopo l’era-Schumy è stato in grado, al primo anno, di riportare l’iride a Maranello.

Come è noto oramai da tempo e come scritto qui qualche settimana fa, lo sponsor principale di Alonso, ilBanco Santander, è stato l’artefice del matrimonio tra lo spagnolo e la Ferrari, anche se Montezemolo ha tenuto a precisare che i piloti li sceglie la squadra e non lo sponsor.
La questione però non sembra aver scatenato la passione della stampa, tutta presa e sottolineare l’arrivo di Alonso e, ora che Raikkonen non è più un ostacolo per Fernando, a cercare in qualche modo di sminuire il possibile ritorno di Schumacher con la Mercedes.

Alberto Antonini un paio di settimane fa scrisse su Autosprint che con l’addio di Kimi Raikkonen se ne va un pezzo di storia della Formula 1 e dispiace che in molti non se ne siano accorti.
Ora Iceman si divertirà nel mondiale rally; dubbi sulla sua competitività ce ne sono, non tanto sul suo talento, quanto sull’interazione con il navigatore e le sue note, fondamentali per andare forte.
L’operazione, accolta positivamente dai piloti del mondiale rally, è stata resa possibile grazie a CitroenSport e allo sponsor Red Bull, che si riserva eventualmente di rendere disponibile una monoposto per il ritorno di Kimi in Formula 1 nel 2011.
Il diretto interessato però non ha voluto prendere impegni oltre il 2010 sottolineando che se si divertirà e otterrà discreti risultati, il suo futuro avrà le ruote artigliate.

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