lug
24

WorldSBK: Biaggi, è l’anno buono

Nessun Italiano ha ancora vinto un mondiale in Superbike; ci sono andati vicini Davide Tardozzi e Fabrizio Pirovano, potevano farcela Frankie Chili e Giancarlo Falappa.
Ma mai nessuno come Biaggi è sembrato avere l’occasione d’oro per potare a casa il tanto agognato titolo.

Il 2010 di Biaggi è stato fin’ora caratterizzato da ben quattro doppiette; Portimao, Monza, Salt Lake City e Misano. Max si è ben difeso anche su piste ostiche come Kyalami e potendo contare su una moto potentissima e molto duttile è riuscito sempre a tenere a bada l’arrembante Leon Haslam (Suzuki), il suo avversario diretto per il campionato.
Dopo una partenza scoppiettante Haslam si è lentamente perso nel corso della stagione, palesando forse carenze di tenuta psicologica nella lotta per il titolo, cosa che invece Max, avendone vinti quattro in carriera e avendo lottato per diversi anni con Rossi, non ha.

La Suzuki non sembra a livello di Aprilia, ma è pur sempre un’ottima moto; peggio di loro stanno sicuramente Ducati, BMW, Honda, Yamaha e Kawasaki, ma non dobbiamo dimenticarci che se la casa di Noale sta facendo quello che sta facendo, lo deve sicuramente al proprio pilota.
Il compagno di team di Max, Leon Camier si è ben distinto in alcune gare, ma se andiamo a scorrere la classifica iridata lo troviamo solo al nono posto a 214 punti (!) dal caposquadra, un abisso.
Il vantaggio che Max ha su Haslam (68 punti) non è un margine di assoluta sicurezza; una caduta, una rottura o una giornata storta possono rimettere in gioco tutto, mentre il pilota Inglese d’ora in poi non può più sbagliare.
Deve attaccare e sperare che qualcun’altro (ma chi?) rubi punti pesanti a Biaggi; il problema di fondo è che in questo 2010 il pilota più atteso, Johnny Rea (Honda), ha deluso le aspettative, trascinandosi in una spirale di errori e sfortune, compromettendo ogni minima speranza di vincere o perlomeno lottare per il mondiale.
Le due Ducati sembrano in affanno; Haga e Fabrizio, secondo e terzo nel 2009 dietro al fenomeno Spies, sembrano l’ombra di sè stessi.
Forse la moto inizia a pagare pegno in termini di potenza rispetto alle quattro cilindri, ma se è vero come è vero che Carlos Checa, con la Ducati semiufficiale, occupa il terzo posto in classifica e spesso e volentieri è finito davanti agli ufficiali, qualche problema ci dovrà pur essere.

Max quindi è chiamato ad affrontare le ultime quattro prove (8 manches) guidando come sempre, ma con un occhio alla classifica; finire sempre a podio probabilmente gli garantirebbe il titolo e le possibilità di vederlo stappare lo champagne sono altissime.

mag
02

WorldSBK Assen: Straordinario Rea!

Jonathan Rea (Honda) torna a stupire e raccoglie ad Assen una strepitosa doppietta che lo rilancia nella corsa per il titolo mondiale, accorciando le distanze in classifica da Haslam e Biaggi, entrambi non in grande spolvero nel weekend olandese.

Il pilota Inglese della Honda ha dimostrato ancora una volta che quando c’è da fare a sportellate, lottare, piazzare la zampata, non si tira mai indietro, dando l’impressione di esaltarsi proprio in questi frangenti; un pilota più cuore che testa, come piace agli appassionati di SBK.
Nei piani alti si è rivisto James Toseland (Yamaha), terzo in gara-1, mentre l’Aprilia si è dovuta rivolgere al giovane Leon Camier per la conquista del podio, visti i problemi di assetto di Max Biaggi. Continua invece la crescita della Bmw, con Troy Corser.

Gara-1. Nella prima manche Corser parte a razzo e conquista subito la testa della corsa; Rea, partito in pole, stecca allo start ed è costretto ad inseguire il duo di testa formato appunto da Corser e Camier.
Il pilota inglese dell’aprilia è in grande spolvero, ma commette troppi errorini, facendosi passare prima da Rea e poi da Smrz (Ducati) e Toseland.
I primi cinque sono racchiusi in un fazzoletto; dietro di loro a un paio di secondi Biaggi se la deve vedere con Checa ma i due, pur velocissimi, non sembrano in grado di potersi ricongiungere.
Poco dopo metà gara Rea rompe gli indugi; nel tratto finale del tracciato attacca Corser infilandolo in velocità quasi sull’erba prima dell’ultimo curvone a sinistra realizzando un bellissimo sorpasso.
A quel punto Corser sembra in difficoltà e ne approfittano Toseland e Camier che lo passano ed iniziano a battagliare anche con Rea; Jonathan però risponde e mette le cose in chiaro scappando via, lasciando a Leon e James lottare per il secondo posto.
I due non si risparmiano, mentre da dietro Checa ha saltato Corser e si sta riavvicinando ai primi; ma non basta. Toseland e Camier si passano e rispassano ma alla fine sul traguardo (dietro a Rea) passa prima James. Quarto Checa, quinto Corser e sesto Biaggi.
Malissimo le Ducati ufficiali di Haga e Fabrizio, inspiegabilmente in difficoltà qui e male pure il leader del mondiale Leon Haslam, solo undicesimo, proprio dietro ad Haga.

Gara-2. Anche nella seconda partenza Corser schizza via ma questa volta Rea riesce a rimanergli vicino; alla fine del primo giro infatti nello stesso punto di gara-1 attacca l’australiano e lo infila nel tratto veloce, prendendo subito la testa della corsa.
Corser risponde poco dopo, mentre dietro di loro si rifà vivo Haslam, con una Suzuki in forma a differenza di gara-1; dietro di loro Camier e Toseland seguono vicinissimi, mentre Haga è costretto al ritiro per noie tecniche.
Haslam non vuole lasciare punti per strada e attacca cosi Rea, Jonathan va largo e viene passato anche da Camier che però nella staccata successiva va leggermente lungo costringendo Rea ad un numero per evitarlo e risorpassarlo.
Haslam conquista la testa della corsa passando Corser, mentre  Rea, costretto al recupero, si riavvicina ai due di testa abbastanza agevolmente, sorpassando anch’egli il pilota della Bmw.
Corser però è duro a morire e risponde all’inglese, ma Rea si sa, ha coraggio da vendere e con un sorpasso all’esterno rimette le cose a posto liquidando definitivamente la questione-Corser.
A quel punto rimane solo Haslam davanti; i due lottano appaiati, si passano e ripassano, fino al curvone finale nel quale Rea si tuffa col cuore in mano passando in testa.
Haslam non può contenere il connazionale e le prime due posizioni si cristallizzano; dietro di loro invece la battaglia per il terzo posto fra Camier e Toseland è infernale.
Camier però esagera e vola fuori nel tratto veloce; Biaggi nel frattempo approfitta della lotta e recupera sui primi sorpassando Corser e guadagnando una posizione per il volo del compagno di team.
Riesce ad avvicinarsi a Toseland ma non ad attaccarlo, portando cosi a casa un quarto posto buono per la classifica mondiale. Quinto chiude Corser, sesto un ottimo Smrz.
L’altra Ducati ufficiale di Fabrizio invece ancora dietro, per lui solo un anonimo dodicesimo posto dietro anche all’ottimo Luca Scassa.

Honda. Rea ha dimostrato che quando la moto è a posto non c’è n’è per nessuno; cattiveria agonistica da vendere e coraggio a palate sono le caratteristiche principali di questo straordinario pilota, il più temibile in ottica mondiale.
La sua moto non è la più veloce ma nelle sue mani sembra facile da guidare e molto agile soprattutto durante le fasi di bagarre.
La dimostrazione di quanto di buono stia facendo Rea è data dai scarsi risultati del pur quotato compagno di team Neukirchner, in difficoltà in questa fase della stagione.

Yamaha. Crutchlow non è mai stato nel gruppo di testa, mentre Toseland si è ritrovato competitivo conquistando due podi utilissimi soprattutto per fargli ritrovare la consapevolezza nei propri mezzi dopo anni difficili in motogp.
La M1 nelle mani di Ben Spies era tutt’altra cosa, ma va detto che quest’anno i valori sembrano molto più livellati e spesso tra il primo ed il sesto posto in gara è questione di decimi.

Aprilia. Camier ha dato spettacolo; il pilota inglese (come del resto tutti i piloti inglesi) ha una guida tutt’altro che pulita, ma molto spettacolare e votata alla bagarre.
Spesso però Leon esagera e oltre ad una miriade di piccoli errori, questa volta ha rischiato grosso in gara-2 volando fuori nel tratto veloce.
Biaggi dal canto suo con un sesto ed un quarto posto non ha sicuramente timbrato la sua migliore prestazione, ma considerando che partiva dalla terza fila, le due gare a ridosso dei primi dimostrano che il corsaro quando si spengono i semafori può dire sempre la sua.
Come al solito pecca nel corpo a corpo e questa condizione forse si rivelerà decisiva nella lotta per il titolo.

Bmw. Con un Ruben Xaus poco incline al risultato, la casa tedesca deve puntare tutto su Corser; Troy non delude, è velocissimo in qualifica (terzo), mentre in gara riesce a farsi valere lottando per la testa della corsa e rispondendo a muso duro ai sorpassi di Rea e company.
La debordante potenza della moto tedesca si farà valere settimana prossima nei lunghissimi rettilinei di Monza e sono sicuro che il vecchio coccodrillo sarà di nuovo della partita.

Ducati. Un disastro se si guardasse solo al team ufficiale. Quello privato Althea invece si difende benissimo con Checa (sempre a ridosso dei primi) mentre Smrz tiene alta la bandiera del privatissimo team Pata, conquistando il secondo posto in qualifica e regalando emozioni in gara con bellissimi sorpassi.
Rimane un mistero la poca competitività degli alfieri ufficiali di Borgo Panigale, entrati in un vortice di problemi all’apparenza inspiegabili. A Monza sarà dura, vedremo.

Kawasaki. Vermeulen tornava dopo un bruttissimo incidente con relativo infortunio e quindi non può far testo. Sykes corre una buona gara-1 mentre cade nel primo giro di gara-2.
A Monza Chris è sempre andato forte, se il motore si rivelerà valido, potremmo vedere anche la verdona nella top ten.
Prossimo appuntamento a Monza il 10 maggio.

apr
13

WorldSBK Valencia: Haga risorge, Haslam si conferma

Domenica 11 aprile è andato in scena il terzo round del mondiale Superbike sul circuito Ricardo Tormo di Valencia, un catino pieno zeppo di tifosi, molto caldo dal punto di vista del tifo, forse inadatto a gare con moto di questa potenza.
Nori Haga è tornato alla vittoria dopo un inizio di mondiale travagliato, mentre Haslam, con un primo e un quarto posto si conferma in testa al mondiale consolidando la sua posizione e contenendo un Biaggi ancora una volta in grande spolvero che in Spagna ha conquistato due podi.

Gara-1. Crutchlow parte dalla pole ma parte male; meglio di lui fa Corser che balza in testa seguito da Biaggi e Checa. Carlos però non aspetta e si libera subito dei due piloti davanti tentando una fuga; purtroppo per lui però un’imbarcata gli procura la rottura di una delle due pedane della sua moto ed è costretto al ritiro.
A quel punto Leon Haslam (Suzuki) parte all’attacco, rinvenendo benissimo su Biaggi e Corser e prendendo la testa della corsa; anche Toseland appare in gran spolvero e, forte delle sue staccate riesce a sopravanzare Biaggi, mettendosi cosi alla caccia dei primi due.
Max però non si da per vinto e in scia a Toseland riesce a sopravanzare Corser ma l’osso più duro da superare si rivelerà proprio l’inglese della Yamaha.
Nel frattempo Haslam prende un discreto vantaggio sugli inseguitori, mettendo in cascina la vittoria di gara-1; Biaggi però negli ultimi giri porta l’assalto a Toseland e riesce a passarlo.
Il suo passo gara è molto veloce ma ormai è tardi e nonostante riesca a recuperare anche su Haslam si deve accontentare della seconda posizione.
Toseland chiude terzo, poi Corser ed un redivivo Haga, svegliatosi nella seconda parte di gara, davanti a Rea (Honda in difficoltà qui a Valencia) e il poleman Crutchlow. Ottimo settimo posto per Lanzi. Caduta invece per Michel Fabrizio.

Gara-2. Il semaforo verde vede scattare bene Biaggi, sopravanzato però quasi subito da Checa e Rea; al terzo giro però il brutto incidente di Andrews (Kawasaki) che coinvolge anche Iannuzzo (Honda), costringe i commissari alla bandiera rossa.
Alla ripartenza (con la classifica congelata al terzo giro che vedeva Checa Biaggi Rea e Haga), Biaggi prende la testa, poi sopravanzato dal compagno di team Leon Camier; il ritmo dell’inglese è altissimo ed infatti dopo pchi giri esagera nello spingere e vola fuori.
A quel punto Biaggi (che aveva appena ripassato Checa), tenta la fuga, ma da dietro risale a velocità incredibile Haga; a suon di giri veloci aggancia e passa entrambi, lanciandosi verso la vittoria.
La gara però non è cosi scontata come appare; infatti, i distacchi visivi sono diversi da quelli reali in quanto i cronometri sono stati tarati tenendo in memoria i tempi dei primi tre giri prima dell’interruzione; i tre piloti quindi sono in realtà racchiusi in un paio di decimi in quanto Checa, ora terzo, era in testa con 7 decimi su Biaggi e poco più di un secondo su Haga.
Per vincere quindi il giapponese deve staccare di più di un secondo lo spagnolo e Biaggi deve fare lo stesso; gli ultimi giri sono una sorta di qualifica per tutti e tre i piloti e sul traguardo il verdetto è inesorabile.
Vince Haga con 26 millesimi (!) di vantaggio su Checa, terzo Biaggi a tre decimi; seguono Haslam, Rea, Guintoli, Toseland e Byrne. Solo nono l’autore della pole Cal Carutchlow (Yamaha). Ancora a terra Michel Fabrizio.

Aprilia. Il team Italiano oramai è una conferma; con Biaggi (e spesso anche con Camier) riesce ad essere competitivo su tutti i circuiti e la testa del mondiale è li, a portata di mano.
Max pecca sempre un pò nella lotta corpo a corpo in quanto subisce chi è più bravo di lui in staccata; sul ritmo gara però non ci sono dubbi e il romano appare sempre fra i più veloci.
Due podi sono importanti per non perdere troppo contatto da Haslam e di questo passo l’aggancio sembra possibile.

Suzuki. Un perentorio Haslam ha vinto gara-1 ed è arrivato quarto in gara-2. L’inglese è maturato tantissimo ed ora non sbaglia più; in bagarre si fa sentire la sua capacità di saper rischiare e di frenare tardissimo e forte della potenza della sua moto riesce a confermarsi in vetta alla classifica. Tre vittori e due secondi posti in sei gare sono la dimostrazione che il pilota da battere quest’anno è lui. Da rivedere il compagno di team Guintoli.

Ducati. In chiaro/scuro. Haga è tornato e sulla sua pista (ci ha vinto tante di quelle volte da perderne il conto) ottiene un quarto posto in gara-1 ed una vittoria bellissima in gara-2, recuperando e sorapssando i diretti rivali.
Tornare a galla per il titolo non è impossibile ma da qui in avanti non dovrà più sbagliare.
Capitolo Michel Fabrizio; cade due volte perdendo l’anteriore e questa è la peggior cosa per un pilota. Non vorremmo commentare più errori del genere, considerando anche che quest’anno per lui è il campionato della definitiva consacrazione.
Tradotto: non può buttare via altre occasioni.
Interessante infine come Carlos Checa alla guida di una Ducati semiufficiale data in gestione al team privato Althea, sia costantemente tra i primi in ogni GP, in barba spesso e volentieri ai piloti ufficiali.

Yamaha. Crutchlow in prova va fortissimo ma in gara non riesce a ripetersi; commette errorini qua e la e considerando che il passo gara non è dei migliori, il podio ogni volta si allontana.
Toseland dal canto suo ogni tanto rialza la testa come dimostra il podio di gara-1, ma da qui a dire che potrà essere fra i papabili campioni ce ne passa.

Honda. E’ la più in difficoltà fra i top team; Rea cosi in difficoltà non si è quasi mai visto e Neukirchner cosi indietro nemmeno. Urgono cambiamenti sulla moto altrimenti il titolo prenderà altre strade. Rimango convinto che su una Suzuki o un’Aprilia, Rea farebbe vedere i sorci verdi a tutti. Si attendono piste più congeniali.

Bmw. Corser acchiappa un quarto posto memorabile in gara-1 ma in gara-2 sprofonda di nuovo nei bassifondi, dietro anche al suo compagno Xaus, in ombra nella prima frazione.
Il segreto è partire bene e non lasciarsi prendere dalla bagarre nella quale il rischio altissimo è quello di consumare troppo le gomme vista la potenza mostruosa del quattro cilindri bavarese.
Aprilia ha debuttato l’anno scorso proprio come Bmw; che la tedesca rimanga la bella incompiuta?

Kawasaki. Senza Vermeulen infortunato è impossibile capire perfettamente il potenziale di questa moto; c’è da dire però che Sykes in gara-1 ha conquistato l’11esimo posto, in barba a Neukirchner e Xaus quindi male male non dovrebbe essere. La 15esima posizione di gara-2 però rispedisce la verdona nel limbo delle moto che soffrono; quando Chris tornerà vedremo se riuscirà a bissare le belle gare di Phillip Island.

Prossimo round ad Assen il 25 aprile.


Foto e tempi da Worldsbk.com

mar
29

WorldSBK Portimao: Biaggi, che doppietta!

Max Biaggi (Aprilia) realizza una splendida doppietta nel round portoghese di Portimao, secondo appuntamento del mondiale superbike; il romano piazza due zampate risalendo la classifica iridata e rilanciandosi cosi nella lotta per il titolo.
Due gare nelle quali Max si è dovuto confrontare con Leon Haslam (Suzuki), giovane pilota inglese al primo anno su una moto ufficiale e capace (in queste prime 4 manches della stagione) di portare a casa 85 punti sui 100 disponibili.

Tracciato favorevole all’Aprilia quello di Portimao, molto meno invece alle Ducati, incappate in una giornata nerissima; Haga e Fabrizio sono sempre stati ai margini e mai in grado di giocarsela con i migliori.
Solo Carlos Checa, in sella alla Ducati semiufficiale del team Althea è riuscito a stare aggrappato al treno di testa, ma l’inferiorità del bicilindrico di Borgo Panigale sul lungo rettilineo di Portimao gli ha impedito di entrare veramente nel vivo della lotta.

Le quattro cilindri Giapponesi si sono dovute affidare ai loro piloti di punta; Haslam (Suzuki), Rea (Honda) e Crutchlow (Yamaha) hanno lottato per le prime posizioni in entrambe le manches ma solo Haslam (causa caduta di Crutchlow in gara-1 e rottura del motore di Rea in gara-2) è sembrato in grado di giocarsela alla pari con Max.

Gara-1. Biaggi scatta benissimo dalla seconda posizione e prende subito la testa della corsa; lo segue Haslam che poco dopo lo attacca e lo passa. Dietro a loro Rea commette un errore e scivola parecchio indetro, costringendolo ad una grande rimonta.
Corser (Bmw) sorprende tutti e si accoda al duo di testa, sfruttando anche la grande potenza del quattro cilindri tedesco; dovrà poi arrendersi a Crutchlow che, partito dalla pole, nei primi giri perde contatto con Biaggi e Haslam.
La gara si delinea con Haslam e Biaggi in fuga, seguiti a circa due secondi da Crutchlow il quale deve guardarsi le spalle dalla prorompente rimonta di Rea che si sbarazza con sorpassi fantastici di tutti i suoi avversari fino a piombare addosso all’inglese della Yamaha.
A quel punto Crutchlow alza il ritmo per non cadere nelle grinfie del pilota della Honda ma esagera e va a terra, regalando il podio a Rea.
Halsam e Biaggi continuano la loro lotta a suon di giri veloci e staccate in fondo al rettilineo fino a che Haslam esce leggermente largo nel tratto misto; Biaggi prende al volo l’occasione, lo infila e piazza il forcing decisivo, staccando negli ultimi 3 giri l’avversario di quel tanto che basta per portare a casa la vittoria.
Dietro al terzetto giungono Checa (Ducati), autore di una bella gara e giunto in volata davanti a Leon Camier (Aprilia), poi Byrne (Ducati), Toseland (Yamaha) e Haga (Ducati). Solo undicesimo Fabrizio con la seconda Ducati ufficiale.

Gara-2. Come nella manche precedente, Biaggi scatta come un fulmine e conquista la testa della corsa; questa volta però gli inseguitori non commettoni errori gravi e compattano il trenino di testa. Insieme al romano rimangono Haslam, Crutchlow, Rea, Checa e Corser.
Mentre sembra perdere leggermente terreno a Rea scoppia il motore in fondo al rettilineo ed è costretto al ritiro; brutta tegola in ottica mondiale, anche se le manches da correre sono ancora tantissime.
A quel punto  in testa alla corsa rimangono Biaggi, Haslam, Crutchlow e Checa che danno il via ad una serie di sorpassi e controsorpassi che rallentano il ritmo di gara e rimescolano le carte;  i protagonisti rimangono però sempre Biaggi e Haslam che grazie anche alla potenza delle loro moto rmangono inattaccabili per gli altri due.
A portare un pò di brividi ci pensa Biaggi; esce lungo nella stessa curva che in gara-1 ha visto Haslam perdere la corda e viene passato dall’inglese della Suzuki e da Crutchlow.
La gara però non è finita e Max non si perde d’animo; prima sorpassa la Yamaha e poi si butta sulla Suzuki, sempre in rettilineo, dimostrando come in Aprilia sappiano tirare fuori cavalli con facilità disarmante.
Ripresa la testa della corsa Max gestisce perfettamente gli ultimi giri con un gran ritmo ma chiudendo senza errori la porta ad Haslam, presentandosi in testa sul traguardo.
Dietro di loro Crutchlow, Checa, Camier, Toseland, Byrne e Haga, mentre Fabrizio timbra mestamente ancora l’undicesimo cartellino.

L’appuntamento di Portimao ha mostrato quindi un’Aprilia in grande spolvero ed un Biaggi in grado di sfruttarla al meglio; negli ultimi anni Max non era mai partito cosi bene nel mondiale, che sia la volta buona?
Ottime prestazioni anche del rookie Leon Camier, molto costante e capace di due belle gare; ne sentiremo parlare.

Ducati ha pagato dazio, ma non si spiega il perchè; a fine 2008 Bayliss dominò entrambe le manches prima del suo addio, ora dopo un anno e mezzo troviamo le stesse moto ufficiali arrancare tra l’ottavo e l’undicesimo posto. Certo, le quattro cilindri sfoderano la loro potenza sul lungo rettilineo, ma Checa ha portato a casa due quarti posti. Da rivedere.

Suzuki con Haslam si dimostra la vera pretendente al mondiale; sia a Phillip Island che qui a Prtimao non è mai andato oltre il secondo posto e questo è il termometro di ciò che l’inglese sarà in grado di fare in questo 2010. Suzuki ha realizzato una GSX-R spaventosamente veloce e, quando riuscirà a non commettere più errori, anche Guintoli potrà ambire a buoni risultati.

Honda sembra essere Rea-dipendente; il nuovo acquisto Neukirchner deve ancora tornare in piena forma e il brutto incidente subìto durante le prove ha solo peggiorato la situazione.
Rea invece da l’impressione di essere di un’altra categoria; coraggioso, veloce, imprevedibile, anche quando parte male sfoggia rimonte da urlo, ma se poi la moto lo abbandona i risultati è normale che non arrivino.

Yamaha, come Honda, deve i suoi risultati ad un solo pilota; Cal Crutchlow. Toselando sembra smarrito e forse l’involuzione è la conseguenza dei magri risultati raccolti in motogp, ma aspettiamo ancora un pò. Crutchlow invece dopo aver sbriciolato il record della pista in superpole ha offerto due prove di alto livello, cadendo mentre era terzo in gara-1 e giungendo sempre terzo, ma a un soffio dai primi, in gara-2.

Bmw con Corser e Xaus non riescono a schiodarsi dalla decima posizione e gli exploit in gara di Troy rimangono ormai delle belle immagini ma non capaci di ripetersi lungo tutto il gran premio.  Kawasaki invece, con il solo Sykes per via dell’infortunio di Vermeulen, recita come ormai da anni la parte del fanalino di coda; solo un Vermeulen in piena forma e in grado di dare costanza alle sue prestazioni può far si che nella lotta per le posizioni che contano ci possa stare anche la verdona.
Prossimo round a Valencia l’ 11 aprile.

mar
06

WorldSBK Phillip Island: Haslam e Checa sorprendono

Il mondiale Superbike è ripartito da Phillip Island ed ha rispettato le attese; come sempre in pista non sono mancate lotte col coltello fra i denti mentre noi davanti alla TV ci siamo sbalorditi fino all’ultimo giro. Anzi, fino all’ultimo metro.

Leon Haslam (Suzuki) e Carlos Checa (Ducati) hanno trionfato nelle prime due manches del 2010 facendosi largo a suon di staccate tra una selva di pretendenti alla vittoria; Fabrizio e Haga (Ducati) e Guintoli (Suzuki) sono stati i più competitivi grazie a delle moto veramente a posto su questo circuito.
Honda e Aprilia, capitanate rispettivamente da Rea e Biaggi, hanno dovuto arrancare un pò, ma se fossero partiti meglio avrebbero sicuramente lottato per il podio in entrambe le manches.

Gara-1. Partenza a razzo per Haslam che tirandosi dietro Fabrizio e Haga, fa il vuoto relegando le Yamaha di Toseland (poi caduto) e Crutchlow, la Honda di Rea e l’Aprilia di Biaggi e le Ducati private di Smrz e Checa ad una strenua lotta per tentare di riprenderli. Invano.
Davanti il ritmo impresso dal giovane Inglese della Suzuki pare infernale e solo Fabrizio e Haga riescono a resistergli.
Dietro di loro la spuntano Rea e Biaggi che, seppur più veloce, deve arrendersi alle staccate furibonde del nuovo asso della Honda, terminando quinto.
Ma se Haga c’è ma non ruggisce (causa caduta e conseguente dolore nel warm up mattutino), negli ultimi due giri è Michel Fabrizio a tentare la zampata su Haslam.
Dopo aver preparato senza successo il sorpasso al primo tornantino, il romano rimane addosso all’inglese anche sul secondo rampino prima del curvone finale; in quel momento però Haslam arriva leggermente lungo e Fabrizio di slancio affronta l’ultima piega ad una velocità superiore passando sul traguardo appaiato all’inglese.
I cronometri (ed i cronometristi) vanno in tilt; in principio viene assegnata la vittoria a Fabrizio, ma dopo le dovute verifiche la vittoria viene data a Leon Haslam, che trionfa in gara-1 per soli 4 (!) millesimi di secondo. In soldoni, per 20 centimetri.
Terzo Haga, quarto Rea e quinto Biaggi, mentre Checa (settimo) è primo dei privati. Corser con la sua BMW chiude nono, mentre va peggio a Vermeulen (Kawasaki) che cade nelle fasi iniziali mentre era nel gruppone di testa.

Gara-2. Guintoli (Suzuki) parte meglio rispetto a gara-1 e si “accomoda” quasi subito in testa seguito dal compagno di team Haslam dalle Ducati ufficiali di Haga e Fabrizio e, a sorpresa, dalla Kawasaki di Chris Vermeulen, protagonista di una partenza da cineteca (dalla quarta fila!).
Rea e Biaggi non riescono a fare di meglio e nel corso del primo giro vanno per campi, rientrando in pista nelle ultimissime posizioni; saranno protagonisti di una rimonta furibonda.
Mentre le Suzuki e le Ducati ufficiali dettano il ritmo, Vermeulen spinge troppo e cade violentemente a 200 km/h nella parte finale del tracciato senza riportare, per fortuna, nessun danno grave. La moto invece è distrutta, cosi come le sua possibilità di far ben figurare la verdona, dopo risultati alquanto deludenti negli ultimi anni.
Le Yamaha sembrano un pò in difficoltà e mentre Corser con la sua BMW si inserisce nella lotta interna tra le due moto della casa di Iwata, sale in cattedra Carlos Checa.
Davanti Haslam e Guintoli sembrano due pistoleri del far west; ogni staccata è una sfida, all’esterno o all’interno non fa differenza e sebbene siano compagni di squadra non si tirano indietro.
Lo spettatore si lecca i baffi, ma tutto ciò fa il gioco degli inseguitori; infatti mentre Fabrizio e Haga rimangono appesi alle Suzuki, da dietro si fa largo Carlos Checa con la sua Ducati del team Althea.
Lo spagnolo grazie ad un ritmo infernale (e alle sportellate dei primi) piomba sui fuggitivi a pochi giri dalla fine; con calma riesce a sorpassarli tutti lasciandosi all’ultimo giro solo Haslam davanti a sè.
Ma Carlos è in stato di grazia e all’ultimo tornantino stacca all’interno e lo infila; l’inglese non può nulla, tenta di resistergli ma Checa nel curvone successivo è un missile terra-aria che ha come obiettivo quello di piombare sul traguardo in testa. E ci riesce.
Terzo giunge Fabrizio mentre il quarto posto va a Guintoli e il quinto ad Haga.
Dopo una spettacolare rimonta a suon di sorpassi, sesto giunge Johnatan Rea, settimo a sorpresa è Corser che nonostante la crisi di aderenza della sua BMW sublima la sua guida con derapate a ruote fumanti, mentre l’ottavo posto è per Max Biaggi.

Il round di Phillip Island ha offerto tanto spettacolo ma soprattutto ha chiarito i valori in campo, perlomeno in questa prima parte del campionato.
Le Ducati sono sempre in cima, il tempo passa ma il bicilindrico di Borgo Panigale ha evidentemente risorse inaspettate a fronte di un continuo sviluppo delle quattro cilindri; Fabrizio e Haga forse soffriranno in circuiti iper veloci, ma nel misto sono ancora imbattibili.
La Suzuki è una sorpresa, cosi forte non ce l’aspettavamo ed ora che Haslam sembra in stato di grazia, non è utopia parlare di titolo mondiale.
Honda e Aprilia invece hanno sofferto; probabilmente le caratteristiche della pista non si sposavano completamente alle loro esigenze, ma non parliamo di crisi; nel prossimo appuntamento a Portimao saranno davanti.
Yamaha ha fatto un sostanziale passo indietro a livello di risultati; la dipartita di Ben Spies ha lasciato la casa di Iwata senza un mago che sapesse mettere una pezza in ogni momento e mentre Toseland sembra un pò involuto rispetto al bicampione 2004 e 2006, il giovano Crutchlow pare essere ancora un pò troppo acerbo per lottare coi primi. Non gli manca il manico, ma un pò di costanza.
BMW senza Xaus si è dovuta affidare al vecchio coccodrillo Troy Corser e lui non ha deluso; il settimo posto in gara-2 è tutta farina del suo sacco e vederlo derapare dopo aver sorpassato le Yamaha è una goduria.
Infine la cenerentola del campionato, la Kawasaki; Vermeulen ci ha provato, ma è caduto in entrambe le manches.
Per stare con i primi è troppo presto, mancano un pò di decimi al giro e Chris ce li stava mettendo con il polso; ma rischiare cosi tanto non può garantire risultati certi e per ora ciò che può aspirare Kawasaki è una sortita nella top ten.
Prossimo round il 28 marzo a Portimao.

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