lug
24

WorldSBK: Biaggi, è l’anno buono

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Nessun Italiano ha ancora vinto un mondiale in Superbike; ci sono andati vicini Davide Tardozzi e Fabrizio Pirovano, potevano farcela Frankie Chili e Giancarlo Falappa.
Ma mai nessuno come Biaggi è sembrato avere l’occasione d’oro per potare a casa il tanto agognato titolo.

Il 2010 di Biaggi è stato fin’ora caratterizzato da ben quattro doppiette; Portimao, Monza, Salt Lake City e Misano. Max si è ben difeso anche su piste ostiche come Kyalami e potendo contare su una moto potentissima e molto duttile è riuscito sempre a tenere a bada l’arrembante Leon Haslam (Suzuki), il suo avversario diretto per il campionato.
Dopo una partenza scoppiettante Haslam si è lentamente perso nel corso della stagione, palesando forse carenze di tenuta psicologica nella lotta per il titolo, cosa che invece Max, avendone vinti quattro in carriera e avendo lottato per diversi anni con Rossi, non ha.

La Suzuki non sembra a livello di Aprilia, ma è pur sempre un’ottima moto; peggio di loro stanno sicuramente Ducati, BMW, Honda, Yamaha e Kawasaki, ma non dobbiamo dimenticarci che se la casa di Noale sta facendo quello che sta facendo, lo deve sicuramente al proprio pilota.
Il compagno di team di Max, Leon Camier si è ben distinto in alcune gare, ma se andiamo a scorrere la classifica iridata lo troviamo solo al nono posto a 214 punti (!) dal caposquadra, un abisso.
Il vantaggio che Max ha su Haslam (68 punti) non è un margine di assoluta sicurezza; una caduta, una rottura o una giornata storta possono rimettere in gioco tutto, mentre il pilota Inglese d’ora in poi non può più sbagliare.
Deve attaccare e sperare che qualcun’altro (ma chi?) rubi punti pesanti a Biaggi; il problema di fondo è che in questo 2010 il pilota più atteso, Johnny Rea (Honda), ha deluso le aspettative, trascinandosi in una spirale di errori e sfortune, compromettendo ogni minima speranza di vincere o perlomeno lottare per il mondiale.
Le due Ducati sembrano in affanno; Haga e Fabrizio, secondo e terzo nel 2009 dietro al fenomeno Spies, sembrano l’ombra di sè stessi.
Forse la moto inizia a pagare pegno in termini di potenza rispetto alle quattro cilindri, ma se è vero come è vero che Carlos Checa, con la Ducati semiufficiale, occupa il terzo posto in classifica e spesso e volentieri è finito davanti agli ufficiali, qualche problema ci dovrà pur essere.

Max quindi è chiamato ad affrontare le ultime quattro prove (8 manches) guidando come sempre, ma con un occhio alla classifica; finire sempre a podio probabilmente gli garantirebbe il titolo e le possibilità di vederlo stappare lo champagne sono altissime.


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