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24

Motogp Repubblica Ceca: Pagelle

Jorge Lorenzo – 9,5. Ha commesso un solo errore, cadendo nell’ultimo giro di qualifica il sabato.
Per il resto altro weekend fenomenale per questo pilota che si avvia a battere il record di vittorie e punti in una stagione.
Si è detto da tempo, il mondiale 2010 ce l’ha in tasca. Una tasca chiusa con la zip.

Daniel Pedrosa – 8,5. Ci prova sempre, confermandosi l’unico rivale rimasto a Jorge.
Sabato conquista una pole con un giro incredibile ma poi durante la gara non riesce a scappare; costretto a fare la cosa che gli riesce meno bene (inseguire), Dani alza bandiera bianca solo negli ultimi giri, quando capisce che contro un Lorenzo cosi, non ce n’è.

Casey Stoner – 6,5. Perchè questo non è Stoner.
Non vince da 11 gare, non riesce più a fare la differenza nè in qualifica nè in gara e nessuno capisce il perchè.
Non può aver perso di colpo la sua riconosciuta capacità nel guidare al limite; i maligni dicono che si sta risparmiando in ottica 2011, quando cioè guiderà la Honda, ma da un animale come Casey questo non ce lo aspetteremmo mai.

Ben Spies – 8. Secondo in griglia e quarto in gara, un passo molto buono e la consapevolezza che il prossimo anno con la Yamaha ufficiale potrà dire la sua.
Il campione del mondo Sbk sta confermando ciò che di buono ci si aspettava da lui e siamo sicuri che da qui alla fine dell’anno le cose potranno solo che migliorare.

Valentino Rossi – 5. Sbaglia anche lui come Lorenzo nelle fasi finali della sessione si qualifica, ma quello che ci lascia interdetti è la poca competitività mostrata in gara; gira un secondo più lento rispetto alle prove e lotta con Edwards prima e con Hayden poi, non riuscendo ad avvicinare Ben Spies.
Gamba e spalla non c’entrano, la moto non aveva grip; colpa sua o delle gomme?

Nicky Hayden – 7. Perchè dopo il volo delle prove e conseguente infortunio alla mano, Nicky riesce a mettersi dietro un buon Edwards e riesce per buona parte della gara a tenere il passo di Rossi.
Detto questo continua a prenderle di santa ragione da Stoner e questo non fa altro che qualificarlo come ottimo gregario, anche in ottica Valentino Rossi 2011.

Colin Edwards – 6,5. Buone prove e buona gara; niente di straordinario ma dal vecchio Colin non possiamo aspettarci di più. Sta cercando in tutti i modi di rimanere in motogp anche nel 2011 ma le porte della Ducati Sbk sono spalancate e forse per lui questa sarebbe la scelta giusta.
Può chiudere con onore la sua carriera in motogp, cercando di stare nei primi otto.

Marco Melandri – 6. Inizio di gara poco esaltante, poi recupera e a fine gara riesce ad artigliare un buon ottavo posto concludendo davanti al compagno di team Marco Simoncelli.
La competitività della motogp  è altissima se guardiamo le prime sei posizioni, ma molto più bassa nel resto della griglia; moto troppo diverse, team privati che non riescono ad essere all’altezza nonostante i grandi sforzi, forniture tardive di pezzi competitivi.
E i piloti in pista pagano tutto questo.

ago
17

Motogp Repubblica Ceca: Lorenzo si conferma, Rossi cambia pagina

Nel giorno della settima vittoria di Jorge Lorenzo su dieci gare (e tre secondi posti!), Valentino Rossi annuncia il suo passaggio alla Ducati nella prossima stagione; ovviamente la notizia era già nell’aria da un paio di mesi, ma mancava l’ufficialità.
Ora che i diretti interessati hanno vidimato il cambio di casacca di Rossi, possiamo immaginarci come sarà l’anno prossimo venturo; ma senza dimenticarci di quello che sta succedendo in questo 2010.

A Brno Jorge Lorenzo ha dominato la gara, inseguito invano da Pedrosa, con uno Stoner spento ed uno Spies bello acceso davanti a Valentino Rossi inspiegabilmente lento su una delle sue piste preferite; Dovizioso è invece caduto nelle fasi iniziali di gara mentre lottava con i primi, proprio come Capirossi, con la differenza che Loris, da un bel pò, con i primi non ci sta più.

Il mondiale è da tempo in mano al Maiorchino della Yamaha, scomodissimo compagno di team di Valentino Rossi (chiamarla squadra appare un pò troppo ottimistico) e molto probabilmente il rivale più forte, più tosto, più efficace che Valentino abbia mai avuto.
Più veloce di Biaggi, più tosto di Gibernau, più costante di Stoner, Lorenzo quando sale sulla sua M1 sembra un automa programmato per vincere.
Quest’anno doveva essere l’anno della sfida definitiva e purtroppo l’infortunio capitato a Valentino ci ha tolto di mezzo la possibilità di gustarcela fino in fondo, ma nonostante questo, il dominio messo in campo da Lorenzo non lascia dubbi.

Quest’anno il più forte è lui.
D’altronde se su 250 punti disponibili Jorge ne ha conquistati “solo” 235 un motivo ci dovrà pur essere.
Il passaggio di Rossi in Ducati va quindi letto (soprattutto) come una naturale conseguenza di una logorante rivalità interna; il futuro a lungo termine è nelle mani di Lorenzo, ma Rossi è lontano dall’abdicare e siccome Yamaha, pur volendo entrambi in squadra, non poteva garantire  ad uno dei due lo status di prima guida, ha dovuto fare una scelta.

Rossi si è sentito quindi messo da parte, ha sentito venire a meno la riconoscenza che la casa di Iwata gli dovrebbe per averne risollevato le sorti nelle quali era caduta nel  2003 e ha  deciso di cedere alle avances  messe in campo dalla Ducati.
Moto Italiana e pilota Italiano, una coppia altamente competitiva in grado di fare grandi cose; l’operazione sta scaldando gli animi dei tifosi e vedere il 46 sulla rossa sarà un pò come rivivere i fasti di Giacomo Agostini e la sua Mv Agusta.

ago
10

Formula 1 Ungheria: Pagelle

Mark Webber – 9,5. Non raggiunge la perfezione perchè in qualifica becca quattro decimi dal compagno e alla partenza perde la posizione a vantaggio di Alonso; ma dall’ingresso della Safety Car in poi si trasforma in un supereroe, infilando 42 giri con gomme morbide sbriciolando ad ogni passaggio il record della pista.
Vince e si riporta in testa al mondiale, non sarà il prescelto in casa Red Bull ma va dannatamente forte.

Fernando Alonso –  8,5. Fa il massimo. Si qualifica terzo e allo start del GP sopravanza Webber piazzandosi subito in seconda posizione.
Dall’ingresso della Safety Car in poi deve solo difendersi da Vettel, più veloce di lui e aiutato dalla conformazione della pista, lo fa al meglio.
Se Vettel non avesse subìto la penalizzazione sarebbe giunto terzo, ma ogni tanto un pò di fortuna ci sta.

Sebastian Vettel – 5. Strepitoso in qualifica, ingenuo in gara.
Era scattato bene, riuscendo a difendere la pole position dagli attacchi di Alonso, ma poi spreca tutto quando la Safety Car rientra ai box; Sebastian tenta il gioco di squadra rallentando il gruppone per far scappare Webber, ma i giudici lo beccano e lo penalizzano.
Scivolato alle spalle di Alonso, nulla può su una pista dove sorpassare è pressochè impossibile.
Ogni tanto spegne il cervello e se non prova a migliorare sotto questo punto di vista, il titolo rischia seriamente di perderlo, nonostante guidi la macchina migliore.

Felipe Massa – 6,5. Niente di che, parte quarto e arriva quarto.
Perde la posizione durante la sosta ai box, ma poi Hamilton rompe il cambio e Felipe torna quarto.
Non ha il passo di Alonso e non è nemmeno motivato a fare meglio visto che le sue ruote, per contratto devono stare dietro quelle dello Spagnolo.
Frustrato.

Vitaly Petrov – 8. Grande prova del rookie Russo che vicino casa sfodera una prestazione di assoluto livello; sempre velocissimo in tutti i turni di prove, si toglie lo sfizio di qualificarsi davanti al compagno di box Kubica (mai successo fin’ora) e di impostare una gara costante e veloce.
La Renault pensava di tagliarlo ma ora gli darà ancora qualche altra possibilità.

Nico Hulkenberg – 7,5. Anche il pilota della Williams sfodera un’ottima prestazione in terra Magiara; evidentemente la scuola GP2 (vedi Petrov) da queste parti da i suoi frutti.
Già in qualifica aveva messo dietro il ben più esperto compagno di team Barrichello, mentre in gara non fa errori e sfruttando la strategia migliore conclude sesto alle calcagna di Petrov.
Deve riconfermare questi risultati per far gola a qualche top team in ottica futura.

Jenson Button 4,5. Si qualifica undicesimo e conclude ottavo; considerando il fatto che davanti a lui si sono ritirati Hamilton e Kubica, non è assolutamente un risultato da campione del mondo in carica.
La sua McLaren soffre, ma non può star dietro a Sauber e Williams; certo, il circuito non permette grandi rimonte forse, ma qui Jenson è incappato in una weekend da dimenticare al più presto.

Lewis Hamilton – 7,5. Rompe il cambio poco dopo la Safety Car e molto probabilmente rinunciando ad un quarto posto sicuro.
In qualifica fa quello che può, classificandosi quinto dietro ai due team più in forma; in gara perde la posizione da Petrov in partenza ma poi lo infila all’esterno in un punto impossibile.
Passa Massa durante il pit stop ma poi è costretto ad alzare bandiera bianca; un leone in gabbia, in attesa che la sua monoposto torni a volare.
Nel frattempo a livello di prestazioni pure, sovrasta Button, senza se e senza ma.

ago
05

Motogp: Rossi-Ducati, finalmente!


Dopo fiumi, mari, oceani di parole, finalmente possiamo dirlo; Valentino Rossi nel 2011 coronerà il sogno di milioni di appassionati cavalcando la moto Italiana più veloce del mondo, la Ducati Desmosedici.
Ancora manca l’ufficialità (arriverà dopo il GP di Repubblica Ceca a Brno a metà agosto), ma tutto lascia intendere che già da qualche tempo, le due parti in causa si siano accordate per tentare di sconfiggere, nel 2011, il probabile campione del mondo 2010, Jorge Lorenzo.

Casey Stoner invece dal canto suo ha già ufficializzato ciò che si sapeva da tempo; nel 2011 sarà in Honda HRC, probabilmente in squadra con Pedrosa.
Decisione presa lo scorso anno, cioè quando durante il periodo di stop per problemi fisici Casey ha visto proprio la Ducati offrire un contratto ben più oneroso del suo a Jorge Lorenzo; squadra e sponsor hanno infatti ritenuto Stoner poco affidabile visti i suoi problemi psicofisici e hanno cercato altri lidi.
La fuga di Stoner da Borgo Panigale e la contemporanea decisione di Yamaha di continuare a puntare su Lorenzo per il futuro ha costretto Valentino Rossi a prendere la via di Bologna per cercare di firmare un mondiale con la quarta casa differente, dopo averli vinti con Aprilia, Honda e Yamaha.

LO SGARBO.
La priorità di Valentino era senz’altro quella di concludere la carriera con la squadra attuale, ma risvolti aziendali da lui del tutto inaspettati, hanno aperto una falla nel rapporto tra Rossi e la dirigenza Yamaha.
Secondo quanto riportato da fonti vicine alla squadra di Iwata, la casa dei tre diapason avrebbe offerto a Valentino una riduzione dell’ingaggio per i prossimi anni, giustificato dal periodo di crisi, ma allo stesso tempo aumentandolo a Lorenzo che a suon di vittorie sta sempre più rafforzando il suo potere contrattuale nei confronti di eventuali e futuri datori di lavoro.

LA SCELTA.
Il Dottore si è cosi ritrovato in mezzo a due fuochi; Lorenzo, compagno di team lanciatissimo verso il mondiale e la Yamaha che anche a livello di scelte aziendali ha deciso di riconfermare lo spagnolo all’interno del team.
Valentino non ne ha mai fatto mistero, avrebbe preferito un compagno di squadra più “mansueto” (già nel 2007 appose il veto alla scelta Yamaha di ingaggiare Stoner) proprio per affrontare in modo meno “estremo” la rivalità.
Ora si apprende che la rottura tra le due parti del box (quella di Lorenzo e quella di Rossi) è arrivata al punto più alto e il rientro dopo l’infortunio di Valentino va letto proprio in questo senso;  ”probabilmente vincerai il mondiale, ma ti dimostrerò che sarà solo grazie al mio infortunio”.
Questo sembra voler dire Valentino a Jorge, buttando benzina su un fuoco già ben acceso.

COSA LO ASPETTA.
Ma in Ducati, Rossi chi troverà? La squadra storica che già lo seguì da Honda a Yamaha, più l’elettronico della Desmosedici, colui che conosce la belva rossa meglio di chiunque.
Senza dimenticare quel genio di Filippo Preziosi, colui che ha inventato la Desmosedici; una coppia quella formata da Rossi e Preziosi che sulla carta non può che produrre ottimi risultati.
Ducati da parte sua pare aver già in serbo diverse soluzioni di motore e telaio da far mettere alla frusta dal Dottore, di modo che Rossi possa cucirsi addosso al meglio la moto con cui affronterà i mondiali del 2011 e del 2012.

SARA’ UN SECONDO MIRACOLO?
Questa volta, a differenza del 2004 quando approdò alla guida di una moto assolutamente non vincente, Valentino avrà a disposizione un mezzo assolutamente già in grado di vincere; la conquista del titolo, a mio avviso, non potrà essere letta come un nuovo miracolo, bensì come l’ennesima dimostrazione del fatto che la duttilità e la sensibilità del pilota nell’adattamento alle varie situazioni è sicuramente fuori dal comune.
Vincere con tre moto diverse in motogp sarebbe cosa per pochi, anzi per nessuno, visto che nessuno, nella classe regina, c’è mai riuscito.

ago
03

Formula 1 Ungheria: Webber e Alonso ridono, Vettel no

La lotta per il titolo mondiale 2010 di Formula 1 è ufficialmente riaperta.
Dopo gli ultimi due GP (Germania e Ungheria) la classifica si è accorciata ed ora presenta ben cinque piloti racchiusi in venti punti; i due della Red Bull, i due della McLaren più Fernando Alonso.
Proprio Alonso ha colto al meglio le opportunità che gli si sono presentate in questi due GP, sfruttando una Ferrari F10 tirata a lucido e sviluppata al meglio, approfittando degli errori della Red Bull, dei problemi tecnici della McLaren e di un compagno di team mansueto come si è dimostrato Felipe Massa.

In Ungheria le Red Bull durante le qualifiche avevano dimostrato di poter sbriciolare la concorrenza, potendo contare su una velocità talmente superiore che la doppietta sembrava una semplice formalità.
Anche la brutta partenza di Webber (scavalcato da Alonso) poteva essere facilmente rimediabile sfruttando i giri in più che il pilota Australiano poteva fare una volta che lo Spagnolo della Ferrari fosse rientrato ai box.
Vettel era scappato via, sfruttando pista libera e la gara sembrava poter prendere la piega più scontata; doppietta Red Bull con le due Ferrari terza e quarta.

Invece la Force India di Sutil perde l’alettone anteriore e i commissari optano per l’entrata in pista della Safety Car; a quel punto quasi tutti si precipitano ai box.
Situazione caotica; Rosberg durante la ripartenza dalla piazzola di sosta perde una ruota, la stessa gomma rimbalza tra i meccanici degli altri team colpendone (in maniera non grave) uno.
Kubica riparte ma Sutil sopraggiunge e i due si scontrano proprio in corsia box; tutte scene dettate dalla fretta di guadagnare anche solo un paio di decimi, necessari per sopravanzare qualche pilota accodato alla Safety Car.

Al rientro in pista di tutti si scopre che Webber non ha effettuato la sosta ed è balzato al comando mentre dietro di lui si accodano Vettel, Alonso, Hamilton che ha sopravanzato Massa e il rookie Petrov con la sua Renault.
Qui il fattaccio.
Durante l’ultimo giro di Safety Car, Vettel rallenta vistosamente creando un “buco” tra lui e il suo compagno, probabilmente per favorirlo e creargli un gap utile per effettuare la sosta e rientrare davanti ad Alonso.

I giudici non ci stanno e dopo pochi giri lo puniscono con un drive through; Webber però è incontenibile e nonostante monti ancora le gomme morbide, effettua la bellezza di 42 giri ad un ritmo infernale, infliggendo distacchi ciclistici a Fernando Alonso che nulla può.
Dopo la penalità scontata da Vettel e la sosta di Webber infatti la classifica vede Webber primo davanti ad Alonso, tallonato da Vettel, poi Massa (Hamilton fermo causa rottura del cambio) e Petrov ottimo quinto.
Nulla cambierà fino alla fine, con Vettel incavolato nero appiccicato agli scarichi di Alonso per trenta giri senza la possibilità di sorpassarlo visto che la pista non lo permette e l’unico punto (la prima frenata) necessita di un’ottima velocità di punta, cosa che la Ferrari ha e la Red Bull no.
Negli ultimi giri c’è spazio per un pò di batticuore durante la battaglia per il decimo (!) posto tra Schumacher e Barrichello; Rubens, con gomme morbide fresche, avvicina e attacca Michael il quale chiude duramente a destra verso il muro.
Barrichello non alza il piede e sfruttando un pertugio a pochi centimetri dal muretto passa il tedesco; una manovra d’altri tempi ma giudicata troppo pericolosa dai giudici che hanno poi inflitto a Schumacher dieci posizioni di penalità da scontare in griglia nel prossimo GP.

Webber quindi trionfa e scala la classifica tornando ad occupare il primo posto, ma nulla è ancora precluso per Hamilton, Button, Vettel e Alonso.
Col sistema attuale di punteggi (25 punti per la vittoria), venti punti sono facilmente recuperabili; servono però affidabilità e costanza.
La tendenza delle ultime gare è stata a favore della Ferrari di Alonso, con le due Red Bull a combinare pasticci in continuazione e a perdere gare già vinte, mentre per quanto riguarda la McLaren, il gap tecnico pare, almeno nel breve periodo, incolmabile.
Ultima nota tecnica.
La stessa McLaren ha fatto un esposto ai commissari per valutare la regolarità delle ali anteriori di Red Bull e Ferrari che in curva flettono (cosa vietata) fino quasi a toccare terra, regalando alle proprie monoposto un vantaggio notevole in termini di velocità.
Entro fine mese, prima di SPA, sapremo se questa soluzione sarà dichiarata legale o no; il risultato dell’Ungheria non è comunque stato dichiarato sub-judice.

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