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	<title>MotorAnto &#187; alonso</title>
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	<description>Un blog per chi ama il motorsport</description>
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		<title>Sebastian Vettel, l&#8217;alba di una nuova era</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 20:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; sempre sbagliato fare paragoni fra epoche diverse; Senna, Schumacher, Lauda, Clark appartengono ad ere tecnologiche e sportive marcatamente differenti fra loro e dipingere il nuovo bicampione del mondo come &#8220;l&#8217;erede naturale di&#8221; ho la netta sensazione che sia un errore. Sebastian Vettel non è il nuovo Schumacher. Schumi era una macchina da guerra sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.circusf1.com/f1/wp-content/uploads/2011/05/vettel-monaco-10.jpg" alt="" width="490" height="295" /></p>
<p>E&#8217; sempre sbagliato fare paragoni fra epoche diverse; <strong>Senna</strong>, <strong>Schumacher</strong>, <strong>Lauda</strong>, <strong>Clark</strong> appartengono ad ere tecnologiche e sportive marcatamente differenti fra loro e dipingere il nuovo bicampione del mondo come &#8220;l&#8217;erede naturale di&#8221; ho la netta sensazione che sia un errore.<br />
<span id="more-76"></span></p>
<p>Sebastian <strong>Vettel</strong> non è il nuovo <strong>Schumacher</strong>.<br />
Schumi era una macchina da guerra sotto ogni punto di vista; Vettel lo è in gara, nel senso che nove volte su dieci se parte in testa arriva in testa, senza sbagliare una virgola. Schumi però questa rabbia agonistica la trasferiva in fabbrica, tra i meccanici, nelle giornate di test; Vettel è sulla buona strada, ma da questo punto di vista appare diverso. Non ha ancora trascinato un team al mondiale battendone un altro più forte (come fece Schumi nel 2000 e 2001 per intenderci).<br />
Ma non è una colpa, sia chiaro.</p>
<p>Sebastian Vettel non è il nuovo <strong>Senna</strong>.<br />
Ayrton aveva un approccio mistico al suo mestiere. Senna trasmetteva sull&#8217;asfalto i tratti di una vera e propria missione che, secondo lui, Dio gli aveva dato; vincere il mondiale.<br />
La malinconia albergava costantemente sul suo volto e nelle sue parole; Vettel non è cosi.<br />
Sebastian appare sempre tranquillo e rilassato, il suo mestiere lo carica ma lo rende visibilmente disteso, soprattutto ora che sta andando tutto bene.<br />
La cosa che li accomuna maggiormente è la straordinaria <strong>velocità</strong> in qualifica.<br />
La pole position, per intenderci, è un vizio che li unisce.</p>
<p>Sebastian Vettel non è il nuovo <strong>Prost</strong>.<br />
Il Professore era di un&#8217;altra pasta; non migliore, ma diversa. Alain era fin troppo poco funambolo, non esaltava le folle, ma piazzava prestazioni di altissimo livello figlie di una capacità di preparazione della gara altamente professionale.<br />
Vettel ha più velocità, è più aggressivo; un <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=QFhPAvr_OMo" target="_blank">sorpasso </a></strong>all&#8217;esterno su <strong>Alonso</strong> con due ruote sull&#8217;erba forse Prost non lo avrebbe mai fatto; avrebbe vinto lo stesso la gara, ma avrebbe atteso qualche giro studiando il momento migliore per andare in testa.<br />
Infine Prost era un abilissimo politico; Vettel, per sua fortuna, questa cosa la lascia fare ad altri.</p>
<p>Sebastian Vettel non è il nuovo <strong>Mansell</strong>.<br />
Il Leone era l&#8217;opposto di Prost; tutto istinto, poco raziocinio, <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=uhllcq9YnJo" target="_blank">risse in pista</a></strong> e piede pesante.<br />
Una goduria per i tifosi. Lui si che avrebbe passato Alonso all&#8217;esterno a Monza e forse con tutte e quattro le ruote sull&#8217;erba.<br />
Vettel è meno aggressivo dell&#8217;Inglese, rischia di meno, ragiona di più; sa alzare il piede quando necessario e sa abbassarlo quando ce n&#8217;è bisogno.<br />
Mansell era un personaggio da pub Inglese, con un <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mYyq4lTvJNE&amp;feature=related" target="_blank">cuore grande cosi</a></strong>.<br />
Sebastian sotto questo aspetto è anni luce da lui.</p>
<p>Ma allora a chi somiglia Vettel? Ha la velocità di Senna, la capacità di martellare ritmi impossibili di Schumacher, l&#8217;intelligenza di Prost, la fame di Mansell, ma non porta marcatamente i tratti di uno di questi quattro.<br />
Probabilmente il pilota che più gli somiglia è Mika <strong>Hakkinen</strong>.<br />
Velocissimo, sereno e tranquillo fuori dalla monoposto, capace di vincere due mondiali di fila contro un pilota (Schumacher) che in quel momento aveva la macchina inferiore alla sua (a Vettel succede con Alonso), cattivo quanto basta, capace di sorpassi straordinari (rcordate <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=NE-aR9cK7w8" target="_blank">Spa 2000</a></strong>?) e di crescere insieme al suo team.</p>
<p>Hakkinen però si è fermato a quota due mondiali; quando Schumi ha avuto la monoposto migliore ha azzannato titoli a ripetizione. Vettel deve ancora dimostrare di poter battere un avversario del suo calibro su macchina inferiore, ma ha dalla sua l&#8217;età.<br />
A 24 anni sta ancora migliorando; Adrian <strong>Newey</strong>, progettista della sua monoposto, dice di lui che non commette mai lo stesso errore e che ha una grandissima capacità di assorbire informazioni ed imparare cose nuove.<br />
Il presente ed il futuro sono dalla sua, ora sta a lui confermarlo.<!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Formula 1: Vettel campione del mondo</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 13:59:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fine i conti sono stati fatti; e hanno riportato il risultato probabilmente più giusto. Dopo un anno condito da vittorie schiaccianti e problemi tecnici, Sebastian Vettel riesce a laurearsi campione del mondo all’età di 23 anni, il più giovane nella storia di questo sport. Dobbiamo dirlo subito; senza problemi di natura tecnico/meccanica, il Tedeschino avrebbe conquistato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://sport.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/sport/formula1/2010/11/14/gp_abu_dhabi_getty_vettel_6_getty.jpg" alt="" width="490" height="295" /></p>
<p>Alla fine i conti sono stati fatti; e hanno riportato il risultato probabilmente più giusto.<br />
Dopo un anno condito da vittorie schiaccianti e problemi tecnici, Sebastian <strong>Vettel </strong>riesce a laurearsi campione del mondo all’età di 23 anni, il più giovane nella storia di questo sport.</p>
<p>Dobbiamo dirlo subito; senza problemi di natura tecnico/meccanica, il Tedeschino avrebbe conquistato il titolo già un paio di mesi fa; ma la malasorte aveva deciso di tenere aperto il campionato a ben 4 piloti, aiutando più di tutti la <strong>Ferrari </strong>a coltivare il sogno di tornare sul tetto del mondo dopo il rocambolesco finale di stagione 2007.<span id="more-27"></span></p>
<p>Da un punto di vista prettamente prestazionale la stagione di Vettel è stata strepitosa; 10 pole position dimostrano ampiamente la bontà della monoposto Red Bull, ma anche il talento del giovane pilota Tedesco che in termini di velocità pura è devastante.<br />
Le 5 vittorie in realtà non sono un dato cosi eclatante, visto che sono le stesse conquistate da <strong>Alonso </strong>e sono solo una in più delle 4 di <strong>Webber</strong>, suo compagno di team.<br />
Ma nel fare questo conteggio dobbiamo considerare ciò che gli è successo:<br />
- Gp Baharain: Vettel in testa a gara è costretto a rallentare per problemi al propulsore.<br />
- Gp Australia: Vettel in testa alla gara si ritira per rottura dell’impianto frenante.<br />
- Gp Spagna: Vettel è costretto a rallentare per noie ai freni e chiude 3°<br />
- Gp Corea: Vettel in testa alla gara si ritira per rottura del motore.<br />
Più o meno una settantina di punti persi e regalati agli avversari, un capitale incredibile che, per fortuna nostra, ha tenuto aperto il mondiale fino all’ultima gara.</p>
<p>Un’ultimo GP che lo ha visto dominare in lungo e in largo, coadiuvato da un team e una monoposto perfetti; cosa che invece non è successa a Fernando <strong>Alonso </strong>che, terzo in griglia, ha prima perso una posizione alla partenza e poi ha pagato pesantemente un errore di strategia del muretto <strong>Ferrari</strong>, concludendo settimo e frustrato.</p>
<p>Nell’era degli Alonso, <strong>Hamilton </strong>e <strong>Kubica</strong>, dire che Vettel ha aperto un ciclo appare francamente troppo; ripetersi il prossimo anno sarà dura, considerando che la <strong>McLaren </strong>non può subire ancora, che la Ferrari sarà sicuramente più rodata e competitiva e che la <strong>Mercedes</strong> sta lavorando da mesi alla nuova monoposto.<br />
C’è un però: in Red Bull possono contare sul genio di Adrian <strong>Newey</strong>, lo storico progettista che ha reso vincenti McLaren e Williams nel passato e la Red Bull oggi.<br />
Se anche la monoposto del prossimo anno dovesse essere all’altezza di quella di quest’anno e per giunta più affidabile, beh allora, si salvi chi può.<!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Formula 1: un mondiale per tre?</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 14:04:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Gran Premio di Abu Dahabi di domenica prossima incoronerà il campione del mondo Formula 1 2010; in lizza matematicamente ci sono quattro piloti, Fernando Alonso, Mark Webber, Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. Ma in realtà i pretendenti effettivi sono i primi tre; 24 punti da recuperare su 25 disponibili sono troppi anche per un fenomeno come Hamilton, che alla guida di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.derapate.it/img/silverstone-f1-2010-alonso-vettel.jpg" alt="" width="490" height="295" /></p>
<p>Il Gran Premio di <strong>Abu Dahabi</strong> di domenica prossima incoronerà il campione del mondo Formula 1 2010; in lizza matematicamente ci sono quattro piloti, Fernando <strong>Alonso</strong>, Mark <strong>Webber</strong>, Sebastian <strong>Vettel </strong>e Lewis Hamilton.<br />
Ma in realtà i pretendenti effettivi sono i primi tre; 24 punti da recuperare su 25 disponibili sono troppi anche per un fenomeno come <strong>Hamilton</strong>, che alla guida di una monoposto assolutamente non all’altezza dovrà rimandare al 2011 le sue ambizioni iridate.<br />
<span id="more-30"></span></p>
<p>La classifica arride al Ferrarista <strong>Alonso</strong>, colui che nella seconda parte di stagione ha racimolato più punti di tutti, commettendo meno errori e sfruttando una monoposto affidabile e molto veloce su ogni tracciato.<br />
Gli 8 punti di vantaggio su <strong>Webber </strong>e i 15 su <strong>Vettel </strong>gli garantiscono il mondiale matematicamente con un secondo posto in caso di vittoria dell’Australiano e con un quarto posto in caso di vittoria del baby Tedesco.<br />
Due risultati ampiamente alla sua portata; tutto probabilmente si risolverà alla partenza, quando le due Red Bull, presumibilmente in prima fila, si giocheranno una buona fetta di titolo mondiale.</p>
<p>Il ferrarista, pilota navigato e con esperienza da vendere in merito a gare decisive per il titolo, ha altissime probabilità di potercela fare, anche considerando la decisione della dirigenza <strong>Red Bull</strong> di non dare ordini di scuderia ai suoi piloti, lasciati liberi di giocarsela sul nastro d’asfalto.<br />
L’ostinata strategia trasparente (fino a che punto lo vedremo) della Red Bull fin’ora ha giocato a vantaggio della rossa di Maranello, ma nel caso in cui a pochi giri dalla fine <strong>Vettel </strong>si trovasse in testa con <strong>Webber</strong> secondo e<strong>Alonso </strong>terzo, siamo sicuri che a Milton Keynes non prenderanno nessuna decisione regalando a Fernando il titolo piloti?<!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Formula 1: Alonso, che delusione</title>
		<link>http://www.motoranto.it/2010/formula-1-alonso-che-delusione/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 14:10:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Campionato del mondo 2010 doveva rappresentare per la Ferrari la stagione della riscossa; troppi bocconi amari mandati giù dal 2008 ad oggi (titolo piloti perso all’ultima curva e 2009 da dimenticare con solo una vittoria), serviva quindi, secondo la dirigenza, una svolta radicale. L’arrivo di Alonso, con annesso lo sponsor plurimilionario Banco Santander, era visto come la panacea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.corrieredelgiorno.com/wp-content/uploads/2011/05/alonso-ferrari.jpg" alt="" width="490" height="295" /></p>
<p>Il Campionato del mondo 2010 doveva rappresentare per la <strong>Ferrari </strong>la stagione della riscossa; troppi bocconi amari mandati giù dal 2008 ad oggi (titolo piloti perso all’ultima curva e 2009 da dimenticare con solo una vittoria), serviva quindi, secondo la dirigenza, una svolta radicale.<br />
L’arrivo di <strong>Alonso</strong>, con annesso lo sponsor plurimilionario Banco <strong>Santander</strong>, era visto come la panacea di tutti i mali; il bicampione del mondo rappresentava garanzia di competitività, leadership e competenze nello sviluppo della monoposto, tutte doti che secondo Ferrari, si erano perse per strada negli ultimi anni.<br />
<span id="more-33"></span></p>
<p>Forte del proprio blasone, della propria esperienza e, perchè no, di uno sponsor molto pesante, <strong>Alonso </strong>venne investito quasi subito del ruolo del leader nel team; ben pochi credevano nei proclami di Felipe <strong>Massa </strong>in merito alla parità all’interno della squadra, il leader era e doveva essere Alonso.</p>
<p>Purtroppo però nel corso della stagione, l’Asturiano non ha rispettato le attese, commettendo una grande quantità di errori, sicuramente non giustificabile per un campione come lui; un pilota, <strong>Alonso</strong>, che grazie alla costanza e al livello altissimo di prestazioni era riuscito a conquistare due titoli mondiali, 2005 e 2006, campionati nei quali dove non bastava la prestazione, ci metteva la caparbietà.</p>
<p>Certo, non si può dire che nel corso della sua carriera Fernando sia stato un pilota sfortunato; ma anche per questo motivo sembrava poter essere l’uomo giusto per raddrizzare la baracca di Maranello e far rivivere antichi fasti targati Micahel <strong>Schumacher</strong>.<br />
Forte di una campagna di stampa di grande appoggio partita dal 2008 e che richiedeva a gran voce il suo approdo in rosso, Alonso è approdato quest’anno in Emilia ma qualcosa, nel corso della stagione, non è andato per il verso giusto.<br />
Analizziamo ora, gara per gara, i risultati dello spagnolo.</p>
<p><strong>Baharain</strong>. Vittoria al debutto, maturata grazie ad un problema al motore della Red Bull di Vettel che era in testa alla corsa.<br />
<strong>Australia</strong>. Errore in partenza (3° posto in griglia) che innesca un incidente coinvolgendo Button e Schumacher; Fernando recupera grazie ad un gran ritmo, rinuncia ad attaccare Massa e grazie ad un problema ai freni di Vettel ed al tamponamento di Webber su Hamilton (che lo stava attaccando) riesce a portare a casa un buon quarto posto.<br />
<strong>Malesia</strong>. In qualifica si commette l’ennesimo errore di valutazione (colpa del team o del pilota?) che costringe Fernando a partire 19° in griglia. La gara è un calvario, dopo essersi fatto passare da Massa, Alonso lo insegue senza riuscire più a prenderlo, complice anche un problema alla frizione in scalata.<br />
Ma sarà la rottura del propulsore durante la lotta con Button a chiudere definitivamente il suo Gran Premio.<br />
<strong>Cina</strong>. Partenza anticipata per Fernando che dopo aver scontato il Drive Through si ritrova dietro Massa; la Safety Car regala alle rosse una grande occasione e, durante l’ingresso in pit lane, Alonso sorpassa il compagno di squadra in maniera discutibile, andando a cogliere un buon quarto posto finale.<br />
<strong>Spagna</strong>. Secondo posto finale per Fernando, figlio però di problemi ai freni sulla Red Bull di Vettel e del cedimento della sospensione sulla McLaren di Hamilton; entrambi, al manifestarsi di questi problemi, erano infatti davanti a lui. Resta il fatto che il suo ritmo è stato altissimo per tutta la gara.<br />
<strong>Turchia</strong>. Ottavo posto finale per Fernando che in qualifica non riesce nemmeno a rientrare nei primi dieci, mentre il suo compagno di squadra si.<br />
<strong>Canada</strong>. Nel corso del Gran Premio Fernando si ritrova in testa ed ha la vittoria in mano; ma complici tre dormite colossali (che da uno come lui non si possono accettare) scivola al terzo posto finale.<br />
Prima si fa passare da Hamilton cincischiando con Buemi, poi perde tempo dietro Trulli ed infine un’incertezza nel doppiaggio di Chandock lo fa passare anche da Button.<br />
<strong>Valencia</strong>. Gara viziata dall’ingresso poco chiaro della safety car; le Ferrari in quel momento terza e quarta, costrette ad accodarsi alla macchina di sicurezza ed impossibilitate al pit stop, retrocedono in mezzo al gruppo e Fernando complice anche il sorpasso subito da Kobayashi nel finale, si classificherà ottavo.<br />
<strong>Germania</strong>. Con Massa primo e Alonso secondo arriva l’ordine di scuderia più discusso dai tempi di Zeltweg 2002; Felipe è costretto a far passare Fernando regalandogli la vittoria e sette punti iridati.<br />
<strong>Ungheria</strong>. Secondo posto finale per Alonso, dietro alla Red Bull di Webber e davanti a quella di Vettel, grazie ad un Drive Through inflitto al pilota Tedesco per comportamento non consono sotto regime di Safety Car.<br />
<strong>Belgio</strong>. Fernando si qualifica decimo (nonostante Hamilton segni il secondo tempo nelle medesime condizioni) ma alla fine del primo giro viene tamponato da Barrichello.<br />
Invece di approfittare e montare gomme dure lo spagnolo tenta il jolly delle intermedie ma gli va male; costretto a rientrare di nuovo per montare le slick si porta in zona punti, ma durante l’ultimo scroscio di pioggia (con gomme intermedie e assetto da bagnato) commette un errore e va a muro.</p>
<p>Facendo un conteggio degli <strong>errori </strong>commessi, notiamo quindi come il risultato sia impietoso per un pilota del suo calibro sul quale una squadra intera ha riposto le speranze di vittoria del titolo iridato.<br />
Troppi errori, senza i quali Fernando sicuramente sarebbe stato molto più vicino ad <strong>Hamilton </strong>in classifica (ora è a -41); certo il mondiale non è ancora perso, le possibilità di conquista del titolo sono ancora reali, ma d’ora in poi ciò che servirà sarà in primis l’assoluta perfezione sia nella gestione delle qualifiche che nella gestione della gara.</p>
<p>Da notare è anche la differenza con il proprio compagno di squadra; ora la classifica vede <strong>Alonso</strong> a 141 e <strong>Massa</strong>a 109, mentre senza i sette punti regalati in Germania la realtà vedrebbe Alonso 134 e Massa 116, una distanza recuperabile in un GP e che non giustificherebbe assolutamente un trattamento da seconda guida per Massa iniziato già a metà stagione.</p>
<p>Le due vittorie ottenute da Fernando sono state entrambe “viziate”; la prima è arrivata grazie a problemi tecnici altrui, la seconda per un regalo di <strong>Massa</strong>.<br />
Una vittoria netta, pulita, conquistata di forza non è quindi ancora arrivata.<br />
Anche i due secondi posti conquistati hanno un profumo di “regalo”; quello in Spagna è frutto di ben due problemi tecnici degli avversari, mentre quello in Ungheria è arrivato grazie ad un Drive Through appioppato a Vettel per aver fatto il furbetto con la Safety Car.<br />
Detto ciò, bisogna anche sottolineare il fatto che in questo 2010 la <strong>Ferrari </strong>non è mai partita in pole position e questo è imputabile più all’efficienza della <strong>Red Bull</strong> sul giro secco piuttosto che ad errori dei piloti in rosso.<br />
Oltre alle Ferrari ci sono ltre quattro monoposto in pista in grado di vincere delle gare e questo denota sicuramente un alto livello di concorrenza; siamo lontani, per fare un esempio, dai tempi d’oro (2002 e 2004) di Schumacher.</p>
<p>Ora rimangono sei gare, sei finali come le ha chiamate Fernando, per poter ribaltare questa stagione poco trionfale fino ad ora; la delusione nei confronti del pilota Fernando <strong>Alonso </strong>può ancora trasformarsi in gioia per un titolo non ancora perso del tutto ma molto difficile.<br />
Fernando può farcela; ma è chiamato, in queste sei gare, a dimostrare che gli enormi investimenti dei suoi sponsor, gli sforzi unidirezionali del team e l’enorme appoggio mediatico di cui dispone non siano del tutto ingiustificati.<!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Formula 1: Gp Belgio Pagelle</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 15:08:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lewis Hamilton – 10. In qualifica con gomme slick su asfalto viscido si ferma a 87 millesimi da Webber che aveva girato su asciutto, staccando Alonso di 2 secondi a parità di condizioni. In gara conquista la vetta alla prima curva e poi non la molla più, imponendo un ritmo inavvicinabile, giocando con i giri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://foto.infomotori.com/photo/2010/08/30/cache/Formula%201%20GP%20Belgio%202010%20risultati%20(6)_big.jpg" alt="" width="490" height="295" /></p>
<p><strong>Lewis Hamilton – 10</strong>. In qualifica con gomme slick su asfalto viscido si ferma a 87 millesimi da Webber che aveva girato su asciutto, staccando Alonso di 2 secondi a parità di condizioni.<br />
In gara conquista la vetta alla prima curva e poi non la molla più, imponendo un ritmo inavvicinabile, giocando con i giri veloci e trovandosi a suo agio in ogni condizione.<br />
Unico brivido un lungo durante l’ultimo acquazzone mentre calzava le slick.<br />
Non ci sono più dubbi, è il più forte di tutti.<br />
<span id="more-36"></span></p>
<p><strong>Mark Webber – 7,5</strong>. Bella pole position, ma subito vanificata da una partenza orribile.<br />
Si rimbocca le maniche, sorpassa Massa, poi approfitta degli errori altrui e risale fino al secondo posto, senza commettere errori.<br />
Il mondiale ora chiede alla Red Bull uno sforzo per dare la possibilità a Mark di giocarselo fino in fondo; se lo merita, quest’anno sta guidando meglio di Vettel.</p>
<p><strong>Robert Kubica – 8,5</strong>. Parte bene, si accoda a Button e Vettel e quando i due fanno patatrac conquista il secondo posto; purtroppo però all’ultima sosta arriva lungo al pit stop perdendo secondi preziosi a vantaggio di Webber che lo sorpassa.<br />
Conclude terzo, ma con la Renault, che non è certo una Ferrari…</p>
<p><strong>Felipe Massa – 7</strong>. Una gara concreta, senza errori, ma anche senza guizzi, improntata sul raggiungimento di un buon risultato, giusto per dare morale alla squadra.<br />
Purtroppo per lui però la squadra i risultati se li aspetta da Alonso e quindi il quarto posto di Felipe viene accolto come un contentino; da qui alla fine deve solo aiutare Fernando a vincere il mondiale, ma guardando la sua faccia, non più sorridente come un tempo, si vede proprio che non ne ha voglia.</p>
<p><strong>Adrian Sutil – 8,5</strong>. La Force India sui circuiti veloci vola letteralmente, ma qui Sutil fa qualcosa in più visto che Liuzzi finisce molto più indietro.<br />
Una gara condotta alle calcagna della Ferrari di Massa, sempre pericoloso e senza errori; sicuramente farà altrettanto bene anche a Monza, suo terreno naturale.</p>
<p><strong>Schumache e Rosberg – 7</strong>. Entrambi partiti molto indietro nello schieramento causa penalità, entrambi protagonisti di una bella rimonta, aiutata dalla possibilità di partire subito con gomme dure per poi fermarsi a montare le intermedie nel momento giusto.<br />
Un più per Rosberg per il cattivissimo sorpasso ai danni di Schumi nelle fasi finali di gara, giusto per rimarcare il fatto che quest’anno il migliore dei due si sta rivelando il biondino.</p>
<p><strong>Sebastian Vettel – 4</strong>. Altro errore e probabilmente altro mondiale che se ne va.<br />
Le potenzialità del Tedeschino sono altissime, ma spesso e volentieri le manda per campi con errori di guida grossolani.<br />
Era più veloce di Button e stava cercando il modo di passarlo quando alla frenata del bus stop (a 300 km/h) perde il controllo e piomba addosso all’inglese buttandolo fuori dalla corsa.<br />
Vettel rientra ai box, sostituisce il musetto e poi riparte, recupera di rabbia, lotta con Liuzzi ma buca una gomma per un contatto.<br />
A quel punto le possibilità di andare a punti si annullano e Sebastian conclude 15esimo.<br />
Ora farà il secondo a Webber?</p>
<p><strong>Fernando Alonso – 3</strong>. Qualifica inguardabile; nello stesso giro di Fernando, Hamilton conquistava la seconda posizione in griglia, mentre Alonso siglava il decimo posto.<br />
In gara è sfortunato per il tamponamento di Barrichello, ma nemmeno più di tanto visto che accade all’ingresso della corsia box; potrebbe montare subito le dure per andare fino alla fine, ma tenta l’azzardo delle intermedie e le possibilità di rimontare se ne vanno.<br />
Infine, giusto per rimarcare che era partito con l’assetto da bagnato, commette un errore e va a muro mentre occupa l’ottava posizione.<br />
Ennesimo errore di una stagione fin troppo al di sotto delle aspettative.<!-- PHP 5.x --></p>
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