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06

WorldSBK Phillip Island: Haslam e Checa sorprendono

Il mondiale Superbike è ripartito da Phillip Island ed ha rispettato le attese; come sempre in pista non sono mancate lotte col coltello fra i denti mentre noi davanti alla TV ci siamo sbalorditi fino all’ultimo giro. Anzi, fino all’ultimo metro.

Leon Haslam (Suzuki) e Carlos Checa (Ducati) hanno trionfato nelle prime due manches del 2010 facendosi largo a suon di staccate tra una selva di pretendenti alla vittoria; Fabrizio e Haga (Ducati) e Guintoli (Suzuki) sono stati i più competitivi grazie a delle moto veramente a posto su questo circuito.
Honda e Aprilia, capitanate rispettivamente da Rea e Biaggi, hanno dovuto arrancare un pò, ma se fossero partiti meglio avrebbero sicuramente lottato per il podio in entrambe le manches.

Gara-1. Partenza a razzo per Haslam che tirandosi dietro Fabrizio e Haga, fa il vuoto relegando le Yamaha di Toseland (poi caduto) e Crutchlow, la Honda di Rea e l’Aprilia di Biaggi e le Ducati private di Smrz e Checa ad una strenua lotta per tentare di riprenderli. Invano.
Davanti il ritmo impresso dal giovane Inglese della Suzuki pare infernale e solo Fabrizio e Haga riescono a resistergli.
Dietro di loro la spuntano Rea e Biaggi che, seppur più veloce, deve arrendersi alle staccate furibonde del nuovo asso della Honda, terminando quinto.
Ma se Haga c’è ma non ruggisce (causa caduta e conseguente dolore nel warm up mattutino), negli ultimi due giri è Michel Fabrizio a tentare la zampata su Haslam.
Dopo aver preparato senza successo il sorpasso al primo tornantino, il romano rimane addosso all’inglese anche sul secondo rampino prima del curvone finale; in quel momento però Haslam arriva leggermente lungo e Fabrizio di slancio affronta l’ultima piega ad una velocità superiore passando sul traguardo appaiato all’inglese.
I cronometri (ed i cronometristi) vanno in tilt; in principio viene assegnata la vittoria a Fabrizio, ma dopo le dovute verifiche la vittoria viene data a Leon Haslam, che trionfa in gara-1 per soli 4 (!) millesimi di secondo. In soldoni, per 20 centimetri.
Terzo Haga, quarto Rea e quinto Biaggi, mentre Checa (settimo) è primo dei privati. Corser con la sua BMW chiude nono, mentre va peggio a Vermeulen (Kawasaki) che cade nelle fasi iniziali mentre era nel gruppone di testa.

Gara-2. Guintoli (Suzuki) parte meglio rispetto a gara-1 e si “accomoda” quasi subito in testa seguito dal compagno di team Haslam dalle Ducati ufficiali di Haga e Fabrizio e, a sorpresa, dalla Kawasaki di Chris Vermeulen, protagonista di una partenza da cineteca (dalla quarta fila!).
Rea e Biaggi non riescono a fare di meglio e nel corso del primo giro vanno per campi, rientrando in pista nelle ultimissime posizioni; saranno protagonisti di una rimonta furibonda.
Mentre le Suzuki e le Ducati ufficiali dettano il ritmo, Vermeulen spinge troppo e cade violentemente a 200 km/h nella parte finale del tracciato senza riportare, per fortuna, nessun danno grave. La moto invece è distrutta, cosi come le sua possibilità di far ben figurare la verdona, dopo risultati alquanto deludenti negli ultimi anni.
Le Yamaha sembrano un pò in difficoltà e mentre Corser con la sua BMW si inserisce nella lotta interna tra le due moto della casa di Iwata, sale in cattedra Carlos Checa.
Davanti Haslam e Guintoli sembrano due pistoleri del far west; ogni staccata è una sfida, all’esterno o all’interno non fa differenza e sebbene siano compagni di squadra non si tirano indietro.
Lo spettatore si lecca i baffi, ma tutto ciò fa il gioco degli inseguitori; infatti mentre Fabrizio e Haga rimangono appesi alle Suzuki, da dietro si fa largo Carlos Checa con la sua Ducati del team Althea.
Lo spagnolo grazie ad un ritmo infernale (e alle sportellate dei primi) piomba sui fuggitivi a pochi giri dalla fine; con calma riesce a sorpassarli tutti lasciandosi all’ultimo giro solo Haslam davanti a sè.
Ma Carlos è in stato di grazia e all’ultimo tornantino stacca all’interno e lo infila; l’inglese non può nulla, tenta di resistergli ma Checa nel curvone successivo è un missile terra-aria che ha come obiettivo quello di piombare sul traguardo in testa. E ci riesce.
Terzo giunge Fabrizio mentre il quarto posto va a Guintoli e il quinto ad Haga.
Dopo una spettacolare rimonta a suon di sorpassi, sesto giunge Johnatan Rea, settimo a sorpresa è Corser che nonostante la crisi di aderenza della sua BMW sublima la sua guida con derapate a ruote fumanti, mentre l’ottavo posto è per Max Biaggi.

Il round di Phillip Island ha offerto tanto spettacolo ma soprattutto ha chiarito i valori in campo, perlomeno in questa prima parte del campionato.
Le Ducati sono sempre in cima, il tempo passa ma il bicilindrico di Borgo Panigale ha evidentemente risorse inaspettate a fronte di un continuo sviluppo delle quattro cilindri; Fabrizio e Haga forse soffriranno in circuiti iper veloci, ma nel misto sono ancora imbattibili.
La Suzuki è una sorpresa, cosi forte non ce l’aspettavamo ed ora che Haslam sembra in stato di grazia, non è utopia parlare di titolo mondiale.
Honda e Aprilia invece hanno sofferto; probabilmente le caratteristiche della pista non si sposavano completamente alle loro esigenze, ma non parliamo di crisi; nel prossimo appuntamento a Portimao saranno davanti.
Yamaha ha fatto un sostanziale passo indietro a livello di risultati; la dipartita di Ben Spies ha lasciato la casa di Iwata senza un mago che sapesse mettere una pezza in ogni momento e mentre Toseland sembra un pò involuto rispetto al bicampione 2004 e 2006, il giovano Crutchlow pare essere ancora un pò troppo acerbo per lottare coi primi. Non gli manca il manico, ma un pò di costanza.
BMW senza Xaus si è dovuta affidare al vecchio coccodrillo Troy Corser e lui non ha deluso; il settimo posto in gara-2 è tutta farina del suo sacco e vederlo derapare dopo aver sorpassato le Yamaha è una goduria.
Infine la cenerentola del campionato, la Kawasaki; Vermeulen ci ha provato, ma è caduto in entrambe le manches.
Per stare con i primi è troppo presto, mancano un pò di decimi al giro e Chris ce li stava mettendo con il polso; ma rischiare cosi tanto non può garantire risultati certi e per ora ciò che può aspirare Kawasaki è una sortita nella top ten.
Prossimo round il 28 marzo a Portimao.

feb
16

WorldSBK: Portimao winter test, Rea detta legge


Sul circuito di Portimao (Portogallo) sono ripartiti i test pre-campionato del mondiale Superbike; presenti tutti i piloti pretendenti al trono lasciato vacante dall’americano Ben Spies, nel frattempo passato armi e bagagli in motogp per sfidare Valentino Rossi e soci.

I piloti rimasti nel campionato delle derivate dalla serie invece hanno iniziato a darsele di santa ragione, con i ragazzi terribili a svettare su tutti; Rea e Haslam infatti hanno dominato i tre giorni di test, sia sull’asciutto che sul bagnato dimostrandosi (semmai ci fossero ancora dubbi) velocissimi.
La conferma nel team Ten Kate proietta Rea, con un anno di esperienza in più, di diritto fra i pretendenti al titolo; unico suo neo durante il 2009 è stata l’esuberanza, se riuscirà a gestire meglio la tattica di gara senza strafare e tentare numeri impossibili (come passarne un paio alla rivazza) io dico che il mondiale lo può vincere.
Occhio però al suo compagno di team, il rientrante Max Neukirchner, sempre velocissimo in ogni condizione e approdato su una moto a detta di tutti gestibile e facile da guidare; il suo risultato poco entusiasmante in questi test non deve trarre in inganno, per lui la moto è nuova è lo vedremo sicuramente tra i primi alla partenza del mondiale.

Dicevamo di Haslam; il paffuto pilota Inglese ingaggiato dal team Suzuki AllStare sembra trovarsi a suo agio con la potenza entusiasmante della nuova Suzuki GSX-R K10 e i problemi di usura eccessiva del pneumatico posteriore (cruccio della K10 negli anni passati) sembrano ridimensionati.

Le due Ducati ufficiali del team Xerox non sono sembrate in grande spolvero, anche se Haga e Fabrizio hanno preso con le molle questi test; la sensazione è che arrivati al terzo anno di sviluppo della 1198, la bicilindrica di Borgo Panigale sia al limite delle sue prestazioni, mentre le quattro cilindri Jap e l’Aprilia possano contare su un margine maggiore da gestire.
Portimao nel 2008 e nel 2009 è stato terreno di caccia per la Ducati e vederla arrancare un pò durante i test lascia presagire le probabili difficoltà che andranno ad amplificarsi sui tracciati meno congeniali.
Detto questo però è da sottolineare il gran risultato di Shane Byrne con la sua 1098 del team Althea (dotata dell’elettronica ride-by-wire ufficiale) che qui è sempre andato forte; sicuramente sarà il miglior pilota non ufficiale della stagione e lo vedremo spesso nei dintorni del podio a dar fastidio agli ufficiali.

Max Biaggi e la sua Aprilia, dopo l’exploit nei test di novembre a Valencia, hanno subìto piccole noie derivate da vibrazioni in inserimento e percorrenza curva, come se il cambio di pista e di asfalto abbiano portato alla luce vecchi problemi di gioventù della RSV1000.
Max però ha sottolineato come non abbia cercato la prestazione pura durante i test e si sia invece concentrato sul passo gara con gomme dure; un atteggiamento meno portato ai titoli dei giornali e più all’affinamento della moto, sinonimo di maturità sua e della squadra.
Il suo compagno di team e debuttante Leon Camier sta migliorando passo dopo passo e anche se il suo obiettivo non è quello di vincere subito la sensazione è che lo vedremo spesso a giocarsi posizioni importanti; la SBK 2010 sarà uno spettacolo con tanti piloti veloci e competitivi ma credo che ci sarà un gruppetto a giocarsi il titolo ed uno subito dietro ad inserirsi.
Io Camier lo metto tra questi.

In Yamaha la situazione invece è molto meno definita; Toseland è tornato in SBK convinto di poter riconquistare il titolo vinto nel 2004 e nel 2006, ma all’interno del box si è trovato un rookie terrificante (ovviamente Inglese) che risponde al nome di Cal Crutchlow.
Non stiamo parlando di un nuovo Ben Spies, ma a detta di molti poco ci manca.
Durante i test di novembre e questi ultimi a Portimao è sempre stato davanti a Toseland, rifilandogli distacchi per nulla confortanti; le gerarchie all’interno del team Yamaha Motor Italia non sembrano quindi cosi scontate ed il lavoro per Massimo Meregalli non sarà facile.

Sul fronte BMW i problemi non sembrano ancora risolti; Davide Tardozzi, approdato dopo le dimissioni dalla Ducati, ha garantito che una struttura del genere, impegnata in forma ufficiale con risorse e know-how da Formula 1, arriverà presto a giocarsi il podio con entrambi i piloti.
Corser e Xaus però ancora non sembrano in grado di competere a questi livelli e la moto non riesce a scaricare a terra tutta la potenza come vorrebbe chi la guida.
Nonostante abbia debuttato nel 2009 proprio come l’Aprilia, BMW è però in netto ritardo rispetto alla casa di Noale e ciò rende merito ad una casa, l’Aprilia, che in fatto di competizioni non ha niente da imparare, motomondiale o superbike non fa differenza.

Chiudiamo infine con la Kawasaki. La verdona quest’anno si è affidata al rientrante Chris Vermeulen e allo scaricato (da parte di Yamaha) Tommy Sykes con l’obiettivo di inserirsi stabilmente nella top ten.
Non sarà facile, le altre case hanno moto che vanno fortissimo e anche se Vermeulen è un pilota di primo piano nel mondiale superbike, il suo apporto allo sviluppo non credo che si farà sentire prima di metà stagione.
Il fatto che la casa di Tokyo non si sia ritirata è solo un bene e ciò andrà a favore di un campionato che vedrà al via, per la sua seconda stagione consecutive ben sette case costruttrici impegnate in forma ufficiale. Un record.

dic
31

WorldSuperbike: Pagelle Campionato 2009


Il Mondiale Superbike 2009 è andato in archivio con una certezza: Ben Spies, a dispetto del risicato vantaggio in classifica col quale ha legittimato il titolo, ha stradominato sul fronte delle prestazioni.
Soltanto Haga è parso al suo livello, ma non in ogni appuntamento; questo ha fatto la differenza.
Fabrizio si è ben comportato, anche se il suo mancato gioco di squadra a Imola avrebbe forse cambiato le cose nella lotta per il campionato, mentre l’Aprilia di Max Biaggi è via via cresciuta tantissimo nel corso della stagione, fino a confermarsi spesso e volentieri sul podio.
Grande rivelazione dell’anno il britannico Johnatan Rea che grazie ad una ottima Honda ha dato spettacolo, candidandosi tra i più agguerriti nella corsa al mondiale 2010.
Ma come per Formula 1 e Motogp, anche in SBK è tempo di pagelle.

Ben Spies (Yamaha MotorItalia) – Texas Terror ha letteralmente terrorizzato gli avversari in ogni appuntamento; non conosceva il 90% delle piste, ma per lui non è stato un grosso problema.
Ha fatto incetta di superpole, giri veloci e vittorie condite da sorpassi incredibili e solo problemi tecnici accusati dalla sua Yamaha gli hanno impedito di conquistare il mondiale con un vantaggio consistente.
Considerando i suoi 24 anni, la sua serietà, costanza e velocità siamo sicuri che nel 2010 in motogp inizierà a dare del filo da torcere a parecchi colleghi e non escluderei per lui qualche podio.
Irresistibile.
Vittorie: 14
Podi: 3
Superpole: 11
Errori: 1
Problemi tecnici: 3
Incidenti subiti: 1
Manches: 28
Punti: 462
Voto: 10

Noriyuki Haga (Ducati Xerox) – Il compito di Nori era quello di vincere il mondiale; preferito a Max Biaggi per rimpiazzare Troy Bayliss, Haga non ha deluso, ma semplicemente si è trovato di fronte il più forte.
Per resistere a Ben ha sbagliato e ha compromesso diverse gare (a Donington ha rischiato grosso) e il suo talento spesso lo ha tolto dai guai recuperando in gara posizioni poco nobili conquistate in qualifica.
Nel 2010 dovrebbe vincere, ma in casa Fabrizio è cresciuto tanto e la concorrenza non dorme: che sia vera la maledizione secondo la quale Haga non vincerà mai il mondiale SBK?
Vittorie: 8
Podi: 11
Superpole: 1
Errori: 3
Incidenti subiti: 1
Manches: 28
Punti: 456
Voto: 9

Michel Fabrizio (Ducati Xerox) – Il 2009 per Michel è stato un anno di grandi soddisfazioni e ottimi risultati; ha finalmente iniziato a vincere e a frequentare il podio con costanza, segno che è maturato veramente tanto.
In molte piste è andato più forte di Haga, mentre qualche errorino ancora non riesce ad evitarlo; e proprio questo aspetto lo ha messo fuori dalla lotta per il mondiale.
Se parliamo di prestazioni nulla da eccepire, per quanto riguarda il gioco di squadra invece Michel poteva fare di più; i 5 punti di Imola avrebbero fatto molto comodo ad Haga.
Vittorie: 3
Podi: 12
Superpole: 1
Errori: 3
Manches: 28
Punti: 382
Voto: 8,5

Max Biaggi (Aprilia Factory) – Il 2009 è stato per Max un ritorno alle origini; Aprilia è tornata in SBK in forma ufficiale e sfruttando tutto il know-how acquisito in oltre 20 anni di competizioni ha realizzato una RSV1000 con i fiocchi. Biaggi dopo una buonissima partenza ha sofferto nella fase centrale del campionato per poi prendere le misure alla sua moto e affacciarsi spesso sul podio nella seconda parte della stagione.
La vittoria di Brno è stata la ciliegia sulla torta di un’ottimo debutto che dovrà per forza di cose essere il preludio per un 2010 da protagonista.
Ottimo sul ritmo gara, Max paga qualcosa nel corpo a corpo dove la sua poca cattiveria in frenata lo limita sia nel difendersi sia nell’attaccare.
Sarà dura per lui contro assi della staccata del calibro di Haga, Fabrizio, Rea e Haslam.
Vittorie: 1
Podi: 8
Manches: 28
Punti: 319
Voto: 8

Jonhatan Rea (Honda Ten Kate) – Rookie dell’anno con i controfiocchi. Si conosceva il suo valore ma non ci si poteva aspettare un talento del genere; ha stupito tutti con la sua guida di traverso, sempre all’attacco e senza timori reverenziali.
Ha portato a casa due vittorie in condizioni difficili, la prima a Misano nel misto asciutto-bagnato e la seconda al Nurburgring tenendo dietro Spies; ha commesso però diversi errori ma data la giovane età (22 anni) ci possono stare.
Ottimo inizio, poi qualche problema dopodichè da quando la sua Honda ha montato le nuove sospensioni Showa la musica è cambiata.
Attaccante puro, staccatore folle, coraggioso come pochi; nel 2010 tutti dovranno fare i conti con lui.
Vittorie: 2
Podi: 6
Punti: 315
Voto: 9

Leon Haslam (Honda Althea) – Ha solo 24 anni ma una grande esperienza; ricordiamoci che a 17 anni debuttò nel motomondiale sulla terribile Honda 500 a due tempi, ma i risultati migliori li ha poi raccolti nel campionato Britannico Superbike.
Protagonista di duelli stupendi con Spies durante il 2009, Leo ha pagato la mancanza di costanza nei risultati che non gli ha permesso sempre di lottare per il podio.
Il processo di crescita si sta completando e anche se non è sembrato così prorompente come Spies o Rea, l’ingaggio da parte del team Suzuki Allstare per il 2010 gli darà la possibilità di lottare per il titolo.
Podi: 4
Manches: 28
Punti: 241
Voto: 7

Carlos Checa (Honda Ten Kate) – Il vecchio Carlos ha deluso; da lui ci si aspettava una stagione da protagonista, ma l’incostanza l’ha fatta da padrone ed è stato sonoramente battuto dal suo compagno di team Jonnhy Rea.
Negli anni della motogp aveva raccolto buoni risultati e il passaggio in SBK prometteva sicuramente faville; ma abbiamo visto che il livello è alto anche nelle derivate di serie e di scontato qua non c’è nulla.
Ingaggiato per il 2010 dalla Ducati Althea, dovrà, secondo me, mandare giù rospi sempre grossi.
Podi: 4
Manches: 28
Punti: 219
Voto: 5,5

Shane Byrne (Ducati Sterilgarda) – Cuor di Leone alla Bayliss, Shane ha fatto vedere ottime cose in più di un’occasione; purtroppo per lui la mancanza di una struttura ufficiale alle spalle non gli ha permesso di tenere alto il livello delle prestazioni, ma gare come quella di Misano non si dimenticano.
E’ velocissimo, non si arrende mai e la conferma in Ducati (Althea) per il 2010 a fianco di Checa, darà la misura del suo valore.
Podi: 1
Manches: 28
Punti: 192
Voto: 7

Tom Sykes (Yamaha MotorItalia) – Essere compagno di team di Ben Spies non è una passeggiata; Sykes se n’è accorto ma le sue prestazioni sono state molto al di sotto delle attese.
Il suo ingaggio doveva dare una continuità a quello che di buono Spies avrebbe sicuramente fatto nel 2009 (e l’ha fatto) ma avere come migliore risultato un sesto posto guidando la moto con la quale il tuo compagno di box ha vinto il mondiale è sinonimo di mancanza di competitività.
La Kawasaki lo ha ingaggiato per il 2010 affiancandolo al rientrante Chris Vermeulen e per Tom si prospettano, ancora una volta, tempi duri. Durissimi.
Manches: 26
Punti: 176
Voto: 5

Jackub Smrz (Ducati Guendalini) – Pilota tutto cuore e senza stipendio (1000 euro al mese o poco più) ma con un gran manico; sua l’unica superpole di un pilota privato, ottenuta a Misano.
Gare di alto livello ne ha corse, ma ha commesso qualche errore che poteva trasformare in piazzamenti a ridosso del podio.
La sua gara più bella rimane quella di Assen dove, battendo all’ultima curva Fabrizio, sale sull’unico podio stagionale.
Il talento c’è, deve imbrigliare le esuberanza e lo farà sicuramente a bordo dell’Aprilia il prossimo anno.
Podi: 1
Manches: 28
Punti: 169
Voto: 7

Ryuichi Kiyonari (Honda HRC) – Stagione ben al di sotto delle attese per Kyo; dopo un 2008 di grandi duelli e ottimi risultati ci si aspettava che facesse parte della schiera di piloti in lizza per il titolo ma cosi non è stato. La sua guida spettacolare che sotto il diluvio di Donington fece impazzire gli appassionati non si è più vista e i due podi raccolti durante la stagione sono stati poca cosa.
Ragion per cui nel 2010 tornerà, si spera a vincere, nel British Superbike.
Podi: 2
Manches: 25
Punti: 141
Voto: 5

Yukio Kagayama (Suzuki AllStare) – Idem come sopra; il pilota imposto dalla casa madre delude ancora una volta non raccogliendo risultati degni di nota (a parte un podio) nemmeno dopo il brutto incidente di Neukirchner, quando cioè Yukio è stato promosso a prima guida.
Il team Manager Francois Batta lo ha detto chiaro e tondo, “ci manca un pilota forte” e il destino di Yukio pareva segnato. Nel 2010 probabilmente non sarà in SBK.
Podi: 1
Manches: 28
Punti: 128
Voto: 4,5

Troy Corser/Ruben Xaus (Bmw) – Debutto in pompa magna per la Bmw nel mondiale Superbike; ingenti capitali investiti, piloti di prima fascia, strutture di livello, ma moto non competitiva.
Perlomeno, non ancora. La cavalleria a disposizione è tanta ma non si riesce a sfruttarla e Corser, sublime pilota dalla spiccata sensibilità di guida è riuscito a domarla in parte cogliendo risultati ben poco esaltanti.
Xaus spesso ci ha provato col cuore e con la sua guida sporca ma nemmeno la sua esperienza in fatto di derapate lo ha aiutato più di tanto.
La moto distrugge le gomme e l’elettronica non è cosi sviluppata come sulla Ducati; spesso troy è partito a fionda dalla griglia di partenza ma dopo metà gara si è trovato a remare derapando a destra e a manca.
Il prossimo anno la moto dovrà per forza migliorare altrimenti l’investimento di Bmw sarà da considerare un fallimento.
Manches: 26/26
Punti: 96/74
Voto: 6 politico

Shinya Nakano (Aprilia Factory) – Il Giapponese era stato scelto come compagno di team di Max Biaggi per formare uno squadrone d’assalto, ma Nakano si è rivelato più che deludente e soprattutto è stato demolito da Biaggi.
Shinya in motogp  con la Honda ufficiale terminava spesso nei primi 6-8 e non ci si aspettava da lui una debàcle cosi importante.
A fine stagione dopo un brutto infortunio ha deciso di appendere il casco al chiodo concludendo in modo triste una carriera onesta.
Manches: 19
Punti: 86
Voto: 4

Max Neukirchner (Suzuki AllStare) – Stagione sfortunata per Max; dopo un inizio di stagione scoppiettante ha dovuto alzare bandiera bianca a Monza causa un terribile incidente che lo ha visto subire una bruttissima frattura al femore.
Tornato abile per i test collettivi di Imola a luglio, Max è però caduto di nuovo riportando ancora danni fisici, mettendo fine alle speranze di poter tornare in sella durante il 2009.
Un vero peccato perchè nonostante una Suzuki non al massimo della competitività, Max sarebbe potuto entrare nella lotta per il titolo regalando emozioni.
Il prossimo anno sarà in sella alla Honda Ten Kate a fianco di Jonhatan Rea con il quale formerà una coppia di piloti “terribile” per tutti gli altri. Ne vedremo delle belle.
Podi: 2
Manches: 8
Punti: 75
Voto: 7,5

ott
18

WorldSBK Magny Cours: Haga-Spies alla bella

SPIES_HAGA
Il mondiale Superbike 2009 si giocherà all’ultimo appuntamente di Portimao, in Portogallo.
Questo è quanto emerso dal weekend di Magny Cours, durante il quale un Ben Spies in forma strepitosa si è dovuto arrendere ad una gomma difettosa, perdendo punti in gara-2 da un altrettanto battagliero Nori Haga.

Gara-1. Spies parte fortissimo e tenta l’allungo; dietro di lui però Biaggi, Rea e Haga tengono il passo e riescono a non farsi staccare, nonostante la lotta furibonda che li vede protagonisti.
Rea però inizia ad accusare problemi ai freni e in una staccata arriva lungo decidendo poi di rientrare ai box per ritirarsi; a quel punto Biaggi e Haga tentano di ricongiursi a Spies anche se il divario rimane risicato, di circa un secondo.
Haga tallona Biaggi, lo segue come un’ombra, fino a che Max commette un errorino e si fa passare; alla fine del lungo rettilineo prima del tornantino Adelaide il romano tenta di tornare secondo ma arriva lungo e dice addio alla vittoria.
Haga a quel punto ha pochi giri per riprendere Spies e, spinto anche dal DT Tardozzi dai box, riesce a raggiungerlo all’ultimo giro; la tensione è altissima e Spies arriva lungo in un cambio di direzione, Haga lo infila ma Ben risponde e tiene dietro il Jap fino alla bandiera a scacchi.
Vittoria fondamentale per l’Americano, mentre Haga perde 5 punti pesantissimi. Terzo Biaggi che si conferma competitivo in questa seconda parte di stagione. Fabrizio chiude quarto e mai in grado di aiutare il compagno di squadra.
Highlitghts Gara-1

Gara-2. Spies parte male e viene infilato da Haga, Biaggi e Rea. I tre davanti danno spettacolo con staccate mozzafiato, derapate e sportellate quasi ad ogni curva, mentre l’americano sembra patire qualche problema sulla sua moto.
Fabrizio cade forzando la staccata al tornantino Adelaide, Haga prende la testa della gara e prova il break ma Rea e Biaggi lo tengono a tiro; Biaggi allora con un colpo di reni infila Rea e lo manda largo, mettendosi subito alla caccia del Giapponese.
Haga però è in forma smagliante e per Biaggi è irraggiungibile e il secondo che li separa rimarrà fino alla fine.
Terzo giunge Rea dopo l’ennesima ottima gara mentre Spies porta a casa un quarto posto, causa pneumatico difettoso, che lo fa sprofondare secondo a 10 punti da Haga; tutto si deciderà a Portimao.
Highlights Gara-2

Come ci ha quasi sempre abituato il mondiale SBK decreterà il suo Campione all’ultimo appuntamento, questa volta a Portimao, circuito molto bello e vario sul quale il rookie Ben Spies e il veterano Nori Haga dovranno dare tutto per portarsi a casa l’iride.
Haga avrà dalla sua i favori del compagno Michel Fabrizio, anche se il mancato gioco di squadra a Imola rimarrà pesante come un macigno nel caso in cui il mondiale andasse a spies per una manciata di punti.
Ben vuole chiudere da campione per presentarsi in Motogp carico e con una spinta in più e cioè dimostrare una volta per tutte che la “sindrome da non vittoria” che ha colpito quasi tutti gli ex-superbikers non lo riguarda.
Prossimo appuntamento a Portimao il 25 ottobre.

sbk magny race 1sbk magny race 2

ott
01

WorldSBK Imola: Regno Ducati

imola sbk
Il mondiale Superbike non smette mai di stupire e di divertire.
Questa volta ci ha pensato Marco Simoncelli, campione del mondo 250 in carica, a portare una ventata d’aria nuova in mezzo ad una sfida già di per se infuocata.
La lotta per il titolo si fa ancora più accesa dopo che sembrava saldamente in mano a Ben Spies; sul santerno invece la Ducati e Nori Haga hanno ripreso le redini del campionato e in vista del prossimo appuntamento a Magny Cours (pista sulla quale la Ducati va forte) a Borgo Panigale punteranno ad aumentare ancora il vantaggio in classifica.

Gara-1. Max Biaggi scatta bene e balza davanti a tutti; col passare dei giri impone il suo ritmo forsennato e soltanto Haga e Fabrizio riescono in qualche modo a rimanergli in scia.
Ben Spies appare in difficoltà, mentre Rea, sempre velocissimo, arriva lungo alla Rivazza per un piccolo problema ai freni che poteva risolversi in maniera molto più pericolosa visto che nell’uscita ha sfiorato ad alta velocità la ducati di Haga.
Biaggi rimane al comando per due terzi di gara, mentre Simoncelli partito male risale fino alla quinta posizione; mentre il passo di gara è quello dei primi incappa però in una scivolata alla Tosa che lo costringe al ritiro.
L’attenzione si riporta sul gruppo di testa; Haga rompe gli indugi e passa prima Fabrizio e poi Biaggi.
A quel punto il Giapponese sente odore di vittoria e inanella una serie di giri velocissimi che gli permettono di stare al sicuro fino alla bandiera a scacchi, mentre dietro di lui Fabrizio e Biaggi danno vita ad una splendida lotta negli ultimi due giri.
Fabrizio passa Biaggi e tenta di scrollarselo di dosso, ma Max resiste e con un colpo di reni lo passa all’ultima chicane dell’ultimo giro, portando cosi a casa un bellissimo secondo posto.
Peccato solo per una vittoria che sembrava alla sua portata.
Spies chiude quarto, perdendo ben 12 punti da Haga che lo riavvicina in classifica, lasciando cosi pregustare una gara-2 coi fiocchi.

Highlights Gara-1

Gara-2. Questa volta Fabrizio parte meglio riuscendo a guidare il gruppo fin dall’inizio.
Dietro di lui è francobollato il suo compagno Nori Haga e a breve distanza segue Max Biaggi; Simoncelli scatta male ma nei primi giri recupera velocemente battagliando con Haslam, Byrne e Rea, riuscendo a portarsi brevemente alle calcagna di Ben Spies in quinta posizione.
Davanti a loro le due Ducati cercano di scappare con Fabrizio che cerca di chiudere la porta ad Haga; non sembra che nel box Ducati ci siano ordini di scuderia per agevolare Haga e quindi il Giapponese deve fare tutto da solo. Alla prima occasione attacca Michel e lo passa; Biaggi invece sembra leggermente arrancare e col passare dei giri inizia a soffrire.
Simoncelli nel frattempo passa anche Ben Spies e si lancia all’inseguimento di Max; una volta ripreso non esita e all’imbocco della variante bassa entra in curva all’ultimo secondo e lo passa.
La manovra è però al limite e infatti Biaggi deve rialzare la moto ed andare lungo nella sabbia trascinandosi con se anche Ben Spies che li seguiva da vicino.
Entrambi perdono circa tre-quattro secondi, poi rivelatisi fatali per il risultato finale.
Davanti la lotta si accende e Fabrizio riesce a riportarsi davanti ad Haga e a creare un piccolo break che gli permette di vincere la gara in maniera perentoria.
Secondo Haga, terzo Simoncelli, quarto Biaggi che negli ultimi giri aveva recuperato terreno su superSic e quinto Ben Spies che chiude il weekend Italiano a -3 in classifica dal Giapponese della Ducati.

Highlights Gara-2

Davide Tardozzi, team manager del team di Borgo Panigale lascia intendere che l’ordine di scuderia per agevolare Haga in realtà era arrivato, ma Fabrizio ha voluto lo stesso portare a casa il risultato grosso.
Questi 5 punti potranno essere decisivi nella lotta per il titolo; Haga e Spies molto probabilmente faranno i conti all’ultimo appuntamento della stagione a Portimao e ora la Ducati spera e prega che il bottino lasciato per strada non sia decisivo.
L’Aprilia dimostra con Biaggi e Simoncelli di essere ad altissimi livelli e per il 2010 Max sarà uno dei seri pretendenti al titolo; la Yamaha invece, che probabilmente perderà Spies in odore di Motogp, recrimina per mancanza di competitività su un tracciato dove Ben ha ottenuto la pole ma ha faticato troppo in gara.
Fra sette giorni si replicherà a Magny Cours e Fabrizio si è detto disponibile ad aiutare Haga; in Francia il Giapponese è sempre andato forte e probabilmente non avrà bisogno di aiuti dal compagno di squadra, anche se con la batteria di avversari che si ritrova, potrebbe sempre ritrovarsi in difficoltà.
Prossimo round a Magny Cours il 4 ottobre.

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