WorldSBK Phillip Island: Haslam e Checa sorprendono
Il mondiale Superbike è ripartito da Phillip Island ed ha rispettato le attese; come sempre in pista non sono mancate lotte col coltello fra i denti mentre noi davanti alla TV ci siamo sbalorditi fino all’ultimo giro. Anzi, fino all’ultimo metro.
Leon Haslam (Suzuki) e Carlos Checa (Ducati) hanno trionfato nelle prime due manches del 2010 facendosi largo a suon di staccate tra una selva di pretendenti alla vittoria; Fabrizio e Haga (Ducati) e Guintoli (Suzuki) sono stati i più competitivi grazie a delle moto veramente a posto su questo circuito.
Honda e Aprilia, capitanate rispettivamente da Rea e Biaggi, hanno dovuto arrancare un pò, ma se fossero partiti meglio avrebbero sicuramente lottato per il podio in entrambe le manches.
Gara-1. Partenza a razzo per Haslam che tirandosi dietro Fabrizio e Haga, fa il vuoto relegando le Yamaha di Toseland (poi caduto) e Crutchlow, la Honda di Rea e l’Aprilia di Biaggi e le Ducati private di Smrz e Checa ad una strenua lotta per tentare di riprenderli. Invano.
Davanti il ritmo impresso dal giovane Inglese della Suzuki pare infernale e solo Fabrizio e Haga riescono a resistergli.
Dietro di loro la spuntano Rea e Biaggi che, seppur più veloce, deve arrendersi alle staccate furibonde del nuovo asso della Honda, terminando quinto.
Ma se Haga c’è ma non ruggisce (causa caduta e conseguente dolore nel warm up mattutino), negli ultimi due giri è Michel Fabrizio a tentare la zampata su Haslam.
Dopo aver preparato senza successo il sorpasso al primo tornantino, il romano rimane addosso all’inglese anche sul secondo rampino prima del curvone finale; in quel momento però Haslam arriva leggermente lungo e Fabrizio di slancio affronta l’ultima piega ad una velocità superiore passando sul traguardo appaiato all’inglese.
I cronometri (ed i cronometristi) vanno in tilt; in principio viene assegnata la vittoria a Fabrizio, ma dopo le dovute verifiche la vittoria viene data a Leon Haslam, che trionfa in gara-1 per soli 4 (!) millesimi di secondo. In soldoni, per 20 centimetri.
Terzo Haga, quarto Rea e quinto Biaggi, mentre Checa (settimo) è primo dei privati. Corser con la sua BMW chiude nono, mentre va peggio a Vermeulen (Kawasaki) che cade nelle fasi iniziali mentre era nel gruppone di testa.
Gara-2. Guintoli (Suzuki) parte meglio rispetto a gara-1 e si “accomoda” quasi subito in testa seguito dal compagno di team Haslam dalle Ducati ufficiali di Haga e Fabrizio e, a sorpresa, dalla Kawasaki di Chris Vermeulen, protagonista di una partenza da cineteca (dalla quarta fila!).
Rea e Biaggi non riescono a fare di meglio e nel corso del primo giro vanno per campi, rientrando in pista nelle ultimissime posizioni; saranno protagonisti di una rimonta furibonda.
Mentre le Suzuki e le Ducati ufficiali dettano il ritmo, Vermeulen spinge troppo e cade violentemente a 200 km/h nella parte finale del tracciato senza riportare, per fortuna, nessun danno grave. La moto invece è distrutta, cosi come le sua possibilità di far ben figurare la verdona, dopo risultati alquanto deludenti negli ultimi anni.
Le Yamaha sembrano un pò in difficoltà e mentre Corser con la sua BMW si inserisce nella lotta interna tra le due moto della casa di Iwata, sale in cattedra Carlos Checa.
Davanti Haslam e Guintoli sembrano due pistoleri del far west; ogni staccata è una sfida, all’esterno o all’interno non fa differenza e sebbene siano compagni di squadra non si tirano indietro.
Lo spettatore si lecca i baffi, ma tutto ciò fa il gioco degli inseguitori; infatti mentre Fabrizio e Haga rimangono appesi alle Suzuki, da dietro si fa largo Carlos Checa con la sua Ducati del team Althea.
Lo spagnolo grazie ad un ritmo infernale (e alle sportellate dei primi) piomba sui fuggitivi a pochi giri dalla fine; con calma riesce a sorpassarli tutti lasciandosi all’ultimo giro solo Haslam davanti a sè.
Ma Carlos è in stato di grazia e all’ultimo tornantino stacca all’interno e lo infila; l’inglese non può nulla, tenta di resistergli ma Checa nel curvone successivo è un missile terra-aria che ha come obiettivo quello di piombare sul traguardo in testa. E ci riesce.
Terzo giunge Fabrizio mentre il quarto posto va a Guintoli e il quinto ad Haga.
Dopo una spettacolare rimonta a suon di sorpassi, sesto giunge Johnatan Rea, settimo a sorpresa è Corser che nonostante la crisi di aderenza della sua BMW sublima la sua guida con derapate a ruote fumanti, mentre l’ottavo posto è per Max Biaggi.
Il round di Phillip Island ha offerto tanto spettacolo ma soprattutto ha chiarito i valori in campo, perlomeno in questa prima parte del campionato.
Le Ducati sono sempre in cima, il tempo passa ma il bicilindrico di Borgo Panigale ha evidentemente risorse inaspettate a fronte di un continuo sviluppo delle quattro cilindri; Fabrizio e Haga forse soffriranno in circuiti iper veloci, ma nel misto sono ancora imbattibili.
La Suzuki è una sorpresa, cosi forte non ce l’aspettavamo ed ora che Haslam sembra in stato di grazia, non è utopia parlare di titolo mondiale.
Honda e Aprilia invece hanno sofferto; probabilmente le caratteristiche della pista non si sposavano completamente alle loro esigenze, ma non parliamo di crisi; nel prossimo appuntamento a Portimao saranno davanti.
Yamaha ha fatto un sostanziale passo indietro a livello di risultati; la dipartita di Ben Spies ha lasciato la casa di Iwata senza un mago che sapesse mettere una pezza in ogni momento e mentre Toseland sembra un pò involuto rispetto al bicampione 2004 e 2006, il giovano Crutchlow pare essere ancora un pò troppo acerbo per lottare coi primi. Non gli manca il manico, ma un pò di costanza.
BMW senza Xaus si è dovuta affidare al vecchio coccodrillo Troy Corser e lui non ha deluso; il settimo posto in gara-2 è tutta farina del suo sacco e vederlo derapare dopo aver sorpassato le Yamaha è una goduria.
Infine la cenerentola del campionato, la Kawasaki; Vermeulen ci ha provato, ma è caduto in entrambe le manches.
Per stare con i primi è troppo presto, mancano un pò di decimi al giro e Chris ce li stava mettendo con il polso; ma rischiare cosi tanto non può garantire risultati certi e per ora ciò che può aspirare Kawasaki è una sortita nella top ten.
Prossimo round il 28 marzo a Portimao.














