set
04

Motogp Indianapolis: Pagelle

Daniel Pedrosa – 9. In qualifica non brilla e si fa mettere sotto anche dal proprio compagno di team Dovizioso; poi in gara si riprende tutto con gli interessi sfoderando una grande prestazione.
Ennesima riprova del fatto che il manico è assoluto, ma non sempre costante; per questo molto probabilmente sarà dura vederlo un giorno Campione del Mondo.
Anche quest’anno, per esempio, si è svegliato troppo tardi.

Ben Spies – 9. Prima pole position in Motogp per Texas Terror e miglior risultato (secondo) da quando corre nel motomondiale.
Certo, in casa ci sono motivazioni ulteriori, ma la sensazione, confermata dal crescendo di risultati, è che Ben stia imparando tantissimo e raccogliendo i frutti di una stagione passata a capire una moto mai vista e molti circuiti nuovi per lui.
Prossimo anno ufficiale Yamaha, promozione meritatissima.

Jorge Lorenzo – 7. Dopo il secondo posto nelle qualifiche ed un passo gara inarrivabile per chiunque, Jorge sbaglia alimentazione nel pre-gara e con 40 gradi si ritrova a guidare senza forze.
Termina comunque terzo (peggior risultato quest’anno e questo la dice lunga), limitando i danni nei confronti del più immediato inseguitore nel mondiale (Pedrosa).
Solo qualche gara lo separa dalla conquista del titolo.

Valentino Rossi – 6. Sufficienza risicata causa le tre cadute durante le prove e delle qualifiche anonime (settimo); in gara alcune circostanze (come il problema alla saponetta di Hayden e la caduta di Stoner) gli rendono la vita più facile ma alla fine riesce a sopravanzare Dovizioso e portare a casa un quarto posto.
A Misano lo aspettiamo in lotta per la vittoria; dopodiche rimaniamo in attesa del 2011 in rosso Ducati.

Andrea Dovizioso – 5,5. Quarto in qualifica e quinto in gara; il suo compagno di team Pedrosa ha un altro passo e si vede, mentre come al solito Andrea riesce a partire bene per poi essere risucchiato dagli avversari nel finale.
Anche in ottica mercato piloti (su di lui pende la riconferma nel team HRC per il 2011) poteva, anzi doveva arrivare a podio ma non ce l’ha fatta. Vedremo cosa succederà.

Nicky Hayden – 6,5. Terzo posto in griglia con stoner dietro è già di per sè un ottimo risultato (anche se in verità bisognerebbe capire se Ducati lo ha “aiutato”), ma in gara succede qualcosa che non si vede di frequente; nel contatto con un cordolo si rompe la saponetta sinistra, fondamentale nelle pieghe e per stabilizzare la moto in caso di perdita di aderenza.
Da quel momento in poi Nicky è costretto ad alzare il ritmo e concludere sesto, rinunciando ad una lotta per il podio alla sua portata, peccato.

Marco Simoncelli – 6,5. Il primo anno in motogp è duro per tutti, un pò meno per Spies, ma Marco ne sta uscendo piano piano con buoni risultati; la tendenza a calare nella seconda parte di gara c’è ancora, ma nella lotta corpo a corpo con Bautista riesce a spuntarla portando a casa un discreto settimo posto.
Ora ci si attende un altro piccolo salto di qualità, per poterlo vedere lottare con coloro che stanno immediatamente al di sotto del podio.

Casey Stoner – 4. Sembra una belva in gabbia; in qualifica toppa letteralmente giungendo sesto e dietro il compagno di squadra, cosa più unica che rara.
In gara parte maluccio, intorno alla decima posizione, ma poi recupera, sorpassa, arriva alle calcagna di Rossi, sigla il proprio giro veloce e..cade.
Ai microfoni non riesce a darsi una spiegazione per l’accaduto e appare come un animale ferito che ha solo voglia di dare del gran gas.
Il problema però è che la classifica, anche quest’anno, piange.

set
01

Motogp Indianapolis: Assolo di Pedrosa

In molti si aspettavano l’ennesimo trionfo di Jorge Lorenzo, oppure una zampata degli Americani, con il poleman Ben Spies in testa; invece Daniel Pedrosa ha messo ancora una volta in fila tutti, andando a vincere ad Indianapolis, laddove l’anno scorso cadde proprio mentre era in testa.

Partito dalla pole, Spies ha cercato in tutti i modi di fare il vuoto, ma nel corso dei giri Pedrosa, dopo aver scavalcato Dovizioso, ha eroso tutto il vantaggio andando a sopravanzare l’americano e scappando a suon di giri veloci.
Le prime due posizioni si sono ben presto delineate, mentre la lotta per il podio vedeva Dovizioso, Lorenzo, Rossi, Stoner e Hayden; Nicky ben presto ha dovuto alzare il ritmo causa un problema con la saponetta sinistra, mentre Stoner salutava la compagnia cadendo per la troppa foga di recuperare (aveva appena realizzato il suo giro veloce) mentre era in scia a Rossi.

A quel punto Lorenzo, sottotono rispetto alle prove causa un problema di alimentazione, rompeva gli indugi e passava Dovizioso andando a conquistare il terzo posto; stessa cosa riusciva a fare Rossi (relegando Dovi al quinto posto), cristallizzando cosi le posizioni fino a fine gara.
Hayden conquistava il sesto posto e Simoncelli il settimo, mentre l’altro rookie Bautista gli finiva proprio in scia.

In ottica mondiale non cambia molto; Pedrosa guadagna 9 punti a Lorenzo ma il vantaggio rimane consistente (68 punti); la conquista matematica è solo questione di tempo e presumibilmente arriverà con un paio di gare di anticipo.
Preoccupa però la situazione sia di Rossi che di Stoner; Valentino non vince dal Qatar e dopo il suo rientro dall’infortunio non è mai stato in grado di lottare per la vittoria.
L’ottimismo profuso da lui e da giornali e tv fa ben sperare in vista del GP di Misano, ma molto più probabilmente l’impossibilità di lottare per il titolo sta influendo fin troppo sulle sue prestazioni e la crescita di Lorenzo & C. lo sta mettendo sempre più in difficoltà.
Meglio quindi attendere il 2011 per rilanciare la sfida allo spagnolo a cavallo della Ducati ufficiale.

Stoner invece dopo cinque podi consecutivi torna a cadere nelle fasi iniziali di gara; il pilota durante le interviste ha sottolineato come non riesca a capire più il limite della gomma anteriore e questo che una volta era il suo punto di forza, lo porta a sbagliare senza poter rimediare.
Anche per lui quindi si attende il 2011 e il cambio di team come una panacea che potrebbe risolvere i suoi mali.

Da sottolineare infine la bellissima prestazione di Ben Spies; dopo la pole position, il secondo posto in gara rimarca la grande crescita che durante la stagione ha contraddistinto il campione del mondo SBK.
Il suo ingaggio da parte del team ufficiale Yamaha per il 2011 sta a dimostrare come il la casa di Iwata creda fortemente in lui; sicuramente è troppo presto per dirlo, ma credo che dal 2012 sarà in grado di lottare per il titolo.
Il prossimo anno molto probabilmente inizierà a salire sul podio con una discreta costanza, ma per avvicinare il livello di Lorenzo servirà un altro anno di tempo.

ago
17

Motogp Repubblica Ceca: Lorenzo si conferma, Rossi cambia pagina

Nel giorno della settima vittoria di Jorge Lorenzo su dieci gare (e tre secondi posti!), Valentino Rossi annuncia il suo passaggio alla Ducati nella prossima stagione; ovviamente la notizia era già nell’aria da un paio di mesi, ma mancava l’ufficialità.
Ora che i diretti interessati hanno vidimato il cambio di casacca di Rossi, possiamo immaginarci come sarà l’anno prossimo venturo; ma senza dimenticarci di quello che sta succedendo in questo 2010.

A Brno Jorge Lorenzo ha dominato la gara, inseguito invano da Pedrosa, con uno Stoner spento ed uno Spies bello acceso davanti a Valentino Rossi inspiegabilmente lento su una delle sue piste preferite; Dovizioso è invece caduto nelle fasi iniziali di gara mentre lottava con i primi, proprio come Capirossi, con la differenza che Loris, da un bel pò, con i primi non ci sta più.

Il mondiale è da tempo in mano al Maiorchino della Yamaha, scomodissimo compagno di team di Valentino Rossi (chiamarla squadra appare un pò troppo ottimistico) e molto probabilmente il rivale più forte, più tosto, più efficace che Valentino abbia mai avuto.
Più veloce di Biaggi, più tosto di Gibernau, più costante di Stoner, Lorenzo quando sale sulla sua M1 sembra un automa programmato per vincere.
Quest’anno doveva essere l’anno della sfida definitiva e purtroppo l’infortunio capitato a Valentino ci ha tolto di mezzo la possibilità di gustarcela fino in fondo, ma nonostante questo, il dominio messo in campo da Lorenzo non lascia dubbi.

Quest’anno il più forte è lui.
D’altronde se su 250 punti disponibili Jorge ne ha conquistati “solo” 235 un motivo ci dovrà pur essere.
Il passaggio di Rossi in Ducati va quindi letto (soprattutto) come una naturale conseguenza di una logorante rivalità interna; il futuro a lungo termine è nelle mani di Lorenzo, ma Rossi è lontano dall’abdicare e siccome Yamaha, pur volendo entrambi in squadra, non poteva garantire  ad uno dei due lo status di prima guida, ha dovuto fare una scelta.

Rossi si è sentito quindi messo da parte, ha sentito venire a meno la riconoscenza che la casa di Iwata gli dovrebbe per averne risollevato le sorti nelle quali era caduta nel  2003 e ha  deciso di cedere alle avances  messe in campo dalla Ducati.
Moto Italiana e pilota Italiano, una coppia altamente competitiva in grado di fare grandi cose; l’operazione sta scaldando gli animi dei tifosi e vedere il 46 sulla rossa sarà un pò come rivivere i fasti di Giacomo Agostini e la sua Mv Agusta.

lug
26

Motogp USA: Pagelle

Jorge Lorenzo – 10. Pole position e vittoria. Non parte benissimo; rimedia subito sorpassando Spies, poi si aggancia a Stoner e appena Casey commette un errore si tuffa all’inseguimento di Pedrosa.
Rosicchia decimi su decimi a Camomillo che poi esagera e cade e da li in poi Jorge pensa solo a tenere a debita distanza Stoner.
Sei vittorie e tre secondi posti in nove gare. Il mondiale è finito.

Casey Stoner – 7,5. Parte bene ma quando Pedrosa tenta la fuga, Casey sbaglia facendosi passare da Lorenzo. Da quel momento sigla un giro velocissimo (record della pista) ma poi non riesce ad essere più cosi incisivo.
Un secondo posto un pò sottotono, lamenta problemi all’avantreno ma a vederlo in tv non sembra ancora lo Stoner schiacciasassi. O è giù di testa o si sta risparmiando per il 2011 in Honda; ma Stoner che si risparmia sembra un pò strano.

Valentino Rossi – 9. La pista di Laguna pare più esigente dal punto di vista fisico rispetto al Sachsenring e per Rossi i problemi di tenuta fino a fine gara aumentano.
Parte cauto e si accoda a Dovizioso che poi sembra averne di più; nel finale però Valentino aumenta il ritmo e lo va a prendere, conquistando un podio insperato alla vigilia del GP.
Altro passo avanti verso il raggiungimento della piena forma, a Brno vedremo se riuscirà a lottare per la vittoria.

Andrea Dovizioso – 6,5. Pedrosa con la sua stessa moto stava dominando il GP fin oalla caduta; Andrea era riuscito a sbarazzarsi di Rossi ma poi sul finire della gara viene letteralmente risucchiato dalla rimonta di Valentino. Chiude alle calcagna del Pesarese cercando in tutti i modi di attaccarlo, ma non ci riesce.
Manca sempre qualcosina per stare con i migliori, chissà se il momento arriverà prima o poi.

Nicky Hayden – 6. L’ormai ex mostro della Laguna conduce una gara abbastanza anonima, sempre alle spalle di Rossi, sfruttandone ritmo e traiettorie; riesce a concludere primo degli americani solo perchè Spies commette un errore a un pai odi giri dalla fine, ma per il resto non sembra molto incisivo.
Ennesima bastonata ricevuta dal compagni di squadra.

Ben Spies – 6,5. Forse da lui qui a Laguna ci si aspettava qualcosina in più, ma non dobbiamo dimenticarci che questo è il suo primo anno in motogp.
Parte bene, poi sbaglia e si fa passare da tre piloti.
Recupera, si accoda ad Hayden, lo passa, avvicina Rossi e nel tentativo di attaccarlo sbaglia di nuovo e torna dietro Hayden.
Sul finire ci riprova ma è troppo lontano e si deve accontentare di un buon sesto posto, anche se lui in casa sua avrebbe preferito qualcosa in più.

Colin Edwards – 5,5. Texas Tornado ormai si sta affievolendo piano piano; non è più il Colin Edwards da primi sei posti stabile, oramai il posto che gli compete è ai margini della top ten.
Qui a Laguna offre una gara discreta condita dai sorpassi effettuati ai danni di Simoncelli e Melandri, ma nulla più; il vero Colin oggi sarebbe stato con Dovizioso e Rossi.
Prossimo anno in Superbike con Ducati, pare cosa fatta.

Marco Melandri – 5,5. Lotta con Simoncelli sin dall’inizio, poi subisce Edwards e quando SuperSic cade per lui la strada è in “discesa”.
La sua Honda clienti non è sicuramente il massimo, ma viaggiare ai margini della top ten è sempre dura per uno che nel 2006 ha rischiato di vincere il mondiale.
Il suo futuro pare in Superbike con la BMW, con l’obiettivo di rientrare nel motomondiale, sempre con la casa Bavarese, nel 2012. Vedremo.

lug
21

Motogp Germania: Pagelle

Daniel Pedrosa – 10. Quando è in giornata è incontenibile. Cosi come al Mugello, anche al Sachsenring nessuno aveva il passo di Pedrosa; Lorenzo si è dovuto arrendere, gli altri non lo hanno mai visto. Non si capisce se Dani sia un fenomeno che non riesce ad esprimersi sempre al meglio, oppure un bel pilota in grado, solo ogni tanto, di fare gare della vita.
Io propendo per la prima; rimane il fatto che quando guida cosi è inavvicinabile.

Jorge Lorenzo – 9. E’ maturo per il titolo e lo fa vedere anche in questa gara; nonostante Pedrosa sia il vero “nemico” in casa (sono Spagnoli entrambi), Jorge lascia acceso il cervello, capisce che nulla può e porta a casa 20 punti fondamentali per il mondiale.
Il più vicino in classifica è proprio Pedrosa, ma 49 punti di vantaggio sono gestibilissimi; considerato anche che come peggior risultato 2010 Jorge ha un secondo posto.
Fate vobis.

Casey Stoner – 8,5. Si pensava fosse più competitivo, ma nella seconda parte di gara soffre per un decadimento eccessivo del pneumatico posteriore; Rossi lo avvicina, lo attacca, lo passa.
Ma Casey è li che si accende.
Risponde colpo su colpo al maestro del corpo a corpo e all’ultima curva lo infila con una staccata tanto violenta quanto aggressiva.
E’ questo il vero Casey Stoner.

Valentino Rossi – 9. Se ne sono dette di tutti i colori prima del suo rientro; tempi truccati durante il test SBK, gomme speciali ecc. Balle.
Semplicemente era sufficientemente in forma per guidare (e forte) una moto da corsa.
I medici e preparatori hanno fatto un grande lavoro, cosi come lo ha fatto Valentino, che ha messo li una gara maiuscola, arrendendosi solo alla fine ad uno Stoner incontenibile.
Il secondo giro veloce della gara dimostra come fosse già in ottima forma.
A Laguna cosa combinerà?

Andrea Dovizioso – 6. Ancora non sembra in grado di stare costantemente con i primi; purtroppo per lui sarebbe importante stare più vicino ai Rossi, ai Pedrosa ecc, ma per ora non si può.
Lotta con Simoncelli e Hayden, riuscendo a strappare un quinto posto che gli garantisce il terzo posto nel mondiale.
Andrea perà sa che per confermare la sua presenza in HRC nel 2011 serve di più.
E anche noi ci aspettiamo di più da lui. Molto di più.

Marco Simoncelli – 7. Sesto posto per l’ex campione del mondo della 250 cc e debuttante quest’anno in motogp, un ottimo risultato considerando il fatto che Dovizioso, ufficiale HRC, è finito davanti a lui di pochi decimi.
Era riuscito anche a salire al quinto posto, ma dopo un grosso spavento per una perdita di aderenza, ha forse deciso di non esagerare troppo.

Nicky Hayden – 6. Come Dovizioso paga pesanti distacchi dal compagno di team; le gare di inizio stagione sono un lontano ricordo e ora che Stoner sta tornando Bastoner la forbice tra i due è destinata inevitabilmente ad allargarsi.
Nicky è un buon gregario e forse anche la Ducati non si aspetta vittorie da lui.

Ben Spies – 6,5. Debuttante al Sachsenring, pista dove i distacchi sul giro sono minimi e ottavo posto che fa capire quanto margine ha ancora Ben a sua disposizione.
Dopo una qualifica non buona, fuori dalla top ten, Spies in gara viene fuori con un buon ritmo, concludendo a soli 3 secondi da Hayden.
Se non sbaglio, questo qui il prossimo anno qualche grattacapo ai fantastici 4 potrà iniziare a darlo.

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