ago
27

Motogp: Rossi-Yamaha, dietrologia a orologeria?

Valentino Rossi ha firmato per la Ducati e con la rossa di Borgo Panigale correrà nelle stagioni 2011-2012; ora lo sappiamo e lo abbiamo letto e scritto in tutte le salse.
Grande sfida, grande impatto mediatico, sogno che si avvera, Italiano su moto Italiana eccetera eccetera. Ma. C’è un ma.
Il giorno successivo ai due comunicati ufficiali che hanno sancito lo storico avvenimento, durante i test in vista del 2011 la Yamaha non ha fatto a provare a Rossi la M1 del prossimo anno (e ci mancherebbe) e nemmeno la nuova forcella che invece hanno provato Lorenzo e Spies, lineup ufficiale per l’anno venturo.

Valentino ha ricevuto rassicurazioni dalla casa di Iwata, che gli ha garantito che sarà trattato da ufficiale come lo è sempre stato, anche per le ultime otto gare, sebbene si sappia che saranno le ultime sotto l’insegna dei tre diapason.
Rossi però ci ha tenuto a sottolineare che non sarebbe il caso di concludere in maniera cosi poco elegante lo splendido rapporto che si è creato in questi sette anni di convivenza e oltre al pari trattamento (legittimo pensiamo), ha chiesto espressamente di poter provare la Desmosedici prima della scadenza del suo contratto, prima cioè della fine di questo anno solare.

Yamaha, titolare del suo contratto, ha per ora risposto picche e Rossi non sembra averla mandata giù.
In mezzo a questa querelle si sono infine inseriti i soliti falchi dell’informazione, faziosi certo, ma spesso anche un pò ridicoli nel difendere a spada tratta colui, forse l’unico, che di essere difeso non ne ha proprio bisogno.

Sfogliando noti quotidiani e siti internet in voga in questo periodo di vacche grasse in Motogp, si legge come si sia iniziata a sbandierare una certa dietrologia a orologeria, rispolverata ora che fa comodo, ma ben nascosta quando comodo non faceva.
Le accuse fatte dalla stampa nazionale sembrano virare su un comportamento infimo della Yamaha, che sin dalla gara di Brno (inspiegabile prestazione opaca di Rossi) avrebbe iniziato a mettere i bastoni tra le ruote del Pesarese visto che poi il rapporto tra le due parti si scioglierà alla fine dell’anno.
Certo, la verità non la si sa e forse mai la si saprà, ma al primo incidente di percorso fare illazioni cosi pesanti appare forse un pò troppo, ma da un certo punto di vista ci potrebbe anche stare.
L’orgoglio Italiano delle due ruote se ne va e la Yamaha lo azzoppa tecnicamente per far vincere il suo pupillo Lorenzo, avviato a vincere il mondiale battendo nelle ultime gare proprio il “vecchio” Re partente.
Può starci. Ma. C’è un altro ma.

Una dietrologia del genere è stata il cavallo di battaglia negli ultimi due anni dei tifosi di Raikkonen, ultimo campione del mondo della Ferrari, dato per partente già nella prima parte della stagione 2008, quando ormai sembrava chiaro come la Ferrari avesse già puntato all’ingaggio di Alonso, via sponsor Santander.
La ricostruzione dei Raikkoniani più duri riporta più o meno quanto segue: dopo la spy story del 2007 Alonso (dopo aver sputtanato Ron Dennis e la McLaren tutta) avrebbe conquistato i cuori di Maranello, nonostante la Rossa avesse portato a casa il titolo grazie a Kimi e, forte del proprio sponsor personale multimilionario, il pilota Spagnolo avrebbe firmato per la Ferrari già all’inizio del 2008.
La Ferrari, con Kimi protagonista di un inizio campionato scoppiettante, si trovò quindi a dover “cassare” il proprio pilota di punta nonostante andasse fortissimo, trovando una valida giustificazione per la sua cacciata.
Il team quindi favorì Massa per gran parte del 2008 lasciando perdere Kimi, oggetto di terribili errori del muretto durante l’anno conditi da guasti meccanici e strategie sfavorevoli.
Una campagna di stampa all’arma bianca contro il Finlandese mise la ciliegina sulla torta, spianando la strada all’arrivo del Messia Fernando Alonso, che ha visto accogliere le sue richieste di non avere Kimi come compagno e di essere il numero uno del team.

Questa lettura, forse fantasiosa o forse no, ma comunque plausibile, fù insabbiata e mai portata alla luce, nemmeno come ipotesi, dalla stessa stampa di cui si parlava prima.
Anzi, lo sport preferito di certi giornalisti continuò ad essere lo “sparare a zero su Kimi”, buoni o cattivi che fossero i suoi risultati (nonostante cioè l’ottima seconda parte del 2009).

Ora, le cose sono due; o si tratta di una coincidenza e quindi la dietrologia nel caso di Rossi è giusta mentre quella su Kimi no, oppure, come diceva qualcuno che ne ha seppelliti fin troppi “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.

ago
17

Motogp Repubblica Ceca: Lorenzo si conferma, Rossi cambia pagina

Nel giorno della settima vittoria di Jorge Lorenzo su dieci gare (e tre secondi posti!), Valentino Rossi annuncia il suo passaggio alla Ducati nella prossima stagione; ovviamente la notizia era già nell’aria da un paio di mesi, ma mancava l’ufficialità.
Ora che i diretti interessati hanno vidimato il cambio di casacca di Rossi, possiamo immaginarci come sarà l’anno prossimo venturo; ma senza dimenticarci di quello che sta succedendo in questo 2010.

A Brno Jorge Lorenzo ha dominato la gara, inseguito invano da Pedrosa, con uno Stoner spento ed uno Spies bello acceso davanti a Valentino Rossi inspiegabilmente lento su una delle sue piste preferite; Dovizioso è invece caduto nelle fasi iniziali di gara mentre lottava con i primi, proprio come Capirossi, con la differenza che Loris, da un bel pò, con i primi non ci sta più.

Il mondiale è da tempo in mano al Maiorchino della Yamaha, scomodissimo compagno di team di Valentino Rossi (chiamarla squadra appare un pò troppo ottimistico) e molto probabilmente il rivale più forte, più tosto, più efficace che Valentino abbia mai avuto.
Più veloce di Biaggi, più tosto di Gibernau, più costante di Stoner, Lorenzo quando sale sulla sua M1 sembra un automa programmato per vincere.
Quest’anno doveva essere l’anno della sfida definitiva e purtroppo l’infortunio capitato a Valentino ci ha tolto di mezzo la possibilità di gustarcela fino in fondo, ma nonostante questo, il dominio messo in campo da Lorenzo non lascia dubbi.

Quest’anno il più forte è lui.
D’altronde se su 250 punti disponibili Jorge ne ha conquistati “solo” 235 un motivo ci dovrà pur essere.
Il passaggio di Rossi in Ducati va quindi letto (soprattutto) come una naturale conseguenza di una logorante rivalità interna; il futuro a lungo termine è nelle mani di Lorenzo, ma Rossi è lontano dall’abdicare e siccome Yamaha, pur volendo entrambi in squadra, non poteva garantire  ad uno dei due lo status di prima guida, ha dovuto fare una scelta.

Rossi si è sentito quindi messo da parte, ha sentito venire a meno la riconoscenza che la casa di Iwata gli dovrebbe per averne risollevato le sorti nelle quali era caduta nel  2003 e ha  deciso di cedere alle avances  messe in campo dalla Ducati.
Moto Italiana e pilota Italiano, una coppia altamente competitiva in grado di fare grandi cose; l’operazione sta scaldando gli animi dei tifosi e vedere il 46 sulla rossa sarà un pò come rivivere i fasti di Giacomo Agostini e la sua Mv Agusta.

giu
07

MotoGP Italia: Cronaca – Pedrosa espugna il Mugello

Daniel Pedrosa (Honda) vince il GP d’Italia Motogp precedendo Jorge Lorenzo (Yamaha) e il compagno di team Andrea Dovizioso.
Una vittoria netta la sua, costruita su di un ritmo gara insostenibile per chiunque e su una guida pulitissima e straordinariamente redditizia sui saliscendi del Mugello.
Certo l’assenza per incidente di Valentino Rossi ha pesato sull’economia del gran premio, ma un Pedrosa cosi in palla sarebbe stato un cliente difficile anche per il dottore.

Fin dalle qualifiche infatti Pedrosa aveva messo in chiaro le cose, andandosi a prendere la pole position (soffiandola a Lorenzo) con un giro strepitoso; gli altri piloti, a partire da Stoner (terzo) pagavano distacchi abbastanza consistenti e si era capito da subito che la vittoria sarebbe stata un affare spagnolo.
Allo start Pedrosa scatta bene, cosi come Lorenzo; Stoner perde un pò di terreno, ma chi fa una gran partenza è Dovizioso che dalla settima piazza balza subito a ridosso dei primi due.
Dani però ha decimi di margine e fin da subito inizia a spingere, creando un gap ei confronti degli inseguitori Lorenzo e Dovizioso.
Stoner scivola più indietro, a vedersela con Melandri e De Puniet, dopo che il suo compagno di squadra Hayden cade nelle fasi iniziali.

La fuga di Pedrosa è inesorabile e i due inseguitori nulla possono a fronte di una superiorità cosi grande; Dovizioso però non riesce a stare incollato a Lorenzo e nonostante ce la metta tutta, il gap tra i due (seppur minimo) rimane fino alla fine.
E’ dietro di loro però che si scatena la bagarre; Melandri e De Puniet mettono alle corde Stoner, tentando di beffarlo a suon di staccate furiose, ma il ducatista, sebbene un pò in affanno, sa come difendersi e soprattutto come attaccare.
La lotta continua fino all’ultimo giro, quando Stoner, dopo aver passato De Puniet, attacca Melandri alla Casanova-Savelli, una esse in discesa molto difficile; Melandri risponde subito ma all’ingresso dell’ arrabbiata 1 (tratto pauroso) Casey lo infila di nuovo andando poi a cogliere la quarta posizione.
Bottino magro per lui, ma ci sono segnali di ripresa.

Davanti nulla cambia per tutta la gara; Pedrosa va a vincere in solitario davanti a Lorenzo e Dovizioso, quarto Stoner, poi Melandri, de Puniet, Spies ed un ottimo Aleix Espargarò.
I giochi mondiali non sembrano cosi chiusi come qualcuno vuole far credere; Lorenzo è in una posizione di forza, con 25 punti su Pedrosa, ma considerando che Stoner sta lentamente tornando lo Stoner che conosciamo e che Daniel non starà a guardare, per Jorge il compito non sarà poi cosi facile.
Detto questo i conti vanno fatti anche con i punti che Rossi perderà nelle prossime gare; se starà fuori 4-5 GP e Lorenzo non riuscirà a scappare, allora tutto potrà ancora succedere, ma se i GP di stop per Valentino saranno 6 con Lorenzo in spolvero, forse per Rossi la scelta giusta sarà quella di tornare a fine stagione per prepararsi al meglio per il 2011.
Prossimo GP il 20 giugno a Silverstone.

mar
06

WorldSBK Phillip Island: Haslam e Checa sorprendono

Il mondiale Superbike è ripartito da Phillip Island ed ha rispettato le attese; come sempre in pista non sono mancate lotte col coltello fra i denti mentre noi davanti alla TV ci siamo sbalorditi fino all’ultimo giro. Anzi, fino all’ultimo metro.

Leon Haslam (Suzuki) e Carlos Checa (Ducati) hanno trionfato nelle prime due manches del 2010 facendosi largo a suon di staccate tra una selva di pretendenti alla vittoria; Fabrizio e Haga (Ducati) e Guintoli (Suzuki) sono stati i più competitivi grazie a delle moto veramente a posto su questo circuito.
Honda e Aprilia, capitanate rispettivamente da Rea e Biaggi, hanno dovuto arrancare un pò, ma se fossero partiti meglio avrebbero sicuramente lottato per il podio in entrambe le manches.

Gara-1. Partenza a razzo per Haslam che tirandosi dietro Fabrizio e Haga, fa il vuoto relegando le Yamaha di Toseland (poi caduto) e Crutchlow, la Honda di Rea e l’Aprilia di Biaggi e le Ducati private di Smrz e Checa ad una strenua lotta per tentare di riprenderli. Invano.
Davanti il ritmo impresso dal giovane Inglese della Suzuki pare infernale e solo Fabrizio e Haga riescono a resistergli.
Dietro di loro la spuntano Rea e Biaggi che, seppur più veloce, deve arrendersi alle staccate furibonde del nuovo asso della Honda, terminando quinto.
Ma se Haga c’è ma non ruggisce (causa caduta e conseguente dolore nel warm up mattutino), negli ultimi due giri è Michel Fabrizio a tentare la zampata su Haslam.
Dopo aver preparato senza successo il sorpasso al primo tornantino, il romano rimane addosso all’inglese anche sul secondo rampino prima del curvone finale; in quel momento però Haslam arriva leggermente lungo e Fabrizio di slancio affronta l’ultima piega ad una velocità superiore passando sul traguardo appaiato all’inglese.
I cronometri (ed i cronometristi) vanno in tilt; in principio viene assegnata la vittoria a Fabrizio, ma dopo le dovute verifiche la vittoria viene data a Leon Haslam, che trionfa in gara-1 per soli 4 (!) millesimi di secondo. In soldoni, per 20 centimetri.
Terzo Haga, quarto Rea e quinto Biaggi, mentre Checa (settimo) è primo dei privati. Corser con la sua BMW chiude nono, mentre va peggio a Vermeulen (Kawasaki) che cade nelle fasi iniziali mentre era nel gruppone di testa.

Gara-2. Guintoli (Suzuki) parte meglio rispetto a gara-1 e si “accomoda” quasi subito in testa seguito dal compagno di team Haslam dalle Ducati ufficiali di Haga e Fabrizio e, a sorpresa, dalla Kawasaki di Chris Vermeulen, protagonista di una partenza da cineteca (dalla quarta fila!).
Rea e Biaggi non riescono a fare di meglio e nel corso del primo giro vanno per campi, rientrando in pista nelle ultimissime posizioni; saranno protagonisti di una rimonta furibonda.
Mentre le Suzuki e le Ducati ufficiali dettano il ritmo, Vermeulen spinge troppo e cade violentemente a 200 km/h nella parte finale del tracciato senza riportare, per fortuna, nessun danno grave. La moto invece è distrutta, cosi come le sua possibilità di far ben figurare la verdona, dopo risultati alquanto deludenti negli ultimi anni.
Le Yamaha sembrano un pò in difficoltà e mentre Corser con la sua BMW si inserisce nella lotta interna tra le due moto della casa di Iwata, sale in cattedra Carlos Checa.
Davanti Haslam e Guintoli sembrano due pistoleri del far west; ogni staccata è una sfida, all’esterno o all’interno non fa differenza e sebbene siano compagni di squadra non si tirano indietro.
Lo spettatore si lecca i baffi, ma tutto ciò fa il gioco degli inseguitori; infatti mentre Fabrizio e Haga rimangono appesi alle Suzuki, da dietro si fa largo Carlos Checa con la sua Ducati del team Althea.
Lo spagnolo grazie ad un ritmo infernale (e alle sportellate dei primi) piomba sui fuggitivi a pochi giri dalla fine; con calma riesce a sorpassarli tutti lasciandosi all’ultimo giro solo Haslam davanti a sè.
Ma Carlos è in stato di grazia e all’ultimo tornantino stacca all’interno e lo infila; l’inglese non può nulla, tenta di resistergli ma Checa nel curvone successivo è un missile terra-aria che ha come obiettivo quello di piombare sul traguardo in testa. E ci riesce.
Terzo giunge Fabrizio mentre il quarto posto va a Guintoli e il quinto ad Haga.
Dopo una spettacolare rimonta a suon di sorpassi, sesto giunge Johnatan Rea, settimo a sorpresa è Corser che nonostante la crisi di aderenza della sua BMW sublima la sua guida con derapate a ruote fumanti, mentre l’ottavo posto è per Max Biaggi.

Il round di Phillip Island ha offerto tanto spettacolo ma soprattutto ha chiarito i valori in campo, perlomeno in questa prima parte del campionato.
Le Ducati sono sempre in cima, il tempo passa ma il bicilindrico di Borgo Panigale ha evidentemente risorse inaspettate a fronte di un continuo sviluppo delle quattro cilindri; Fabrizio e Haga forse soffriranno in circuiti iper veloci, ma nel misto sono ancora imbattibili.
La Suzuki è una sorpresa, cosi forte non ce l’aspettavamo ed ora che Haslam sembra in stato di grazia, non è utopia parlare di titolo mondiale.
Honda e Aprilia invece hanno sofferto; probabilmente le caratteristiche della pista non si sposavano completamente alle loro esigenze, ma non parliamo di crisi; nel prossimo appuntamento a Portimao saranno davanti.
Yamaha ha fatto un sostanziale passo indietro a livello di risultati; la dipartita di Ben Spies ha lasciato la casa di Iwata senza un mago che sapesse mettere una pezza in ogni momento e mentre Toseland sembra un pò involuto rispetto al bicampione 2004 e 2006, il giovano Crutchlow pare essere ancora un pò troppo acerbo per lottare coi primi. Non gli manca il manico, ma un pò di costanza.
BMW senza Xaus si è dovuta affidare al vecchio coccodrillo Troy Corser e lui non ha deluso; il settimo posto in gara-2 è tutta farina del suo sacco e vederlo derapare dopo aver sorpassato le Yamaha è una goduria.
Infine la cenerentola del campionato, la Kawasaki; Vermeulen ci ha provato, ma è caduto in entrambe le manches.
Per stare con i primi è troppo presto, mancano un pò di decimi al giro e Chris ce li stava mettendo con il polso; ma rischiare cosi tanto non può garantire risultati certi e per ora ciò che può aspirare Kawasaki è una sortita nella top ten.
Prossimo round il 28 marzo a Portimao.

feb
20

Motogp Story: Laguna Seca 2008

E’ stato uno dei pochi duelli del 2008.
Ma è stato bellissimo.
Il coriaceo Casey Stoner dopo tre vittorie consecutive stava recuperando manciate di punti a Valentino Rossi, insidiandolo nella lotta per il titolo.
Lagua Seca sembrava dovesse trasformarsi in un altro monologo dell’Australiano; durante le prove aveva dato a tutti distacchi abissali, in perfetto stile Bastoner e nulla sembrava poterlo fermare.
Valentino doveva tirar fuori il coniglio dal cilindro per batterlo.
E ci riuscì.

A causa della mancata autorizzazione di DORNA SPORT a mostrare gli highlights della gara, rimando al seguente link di youtube per la visione:
Rossi-Stoner Laguna Seca 2008 battle

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