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24

Motogp Repubblica Ceca: Pagelle

Jorge Lorenzo – 9,5. Ha commesso un solo errore, cadendo nell’ultimo giro di qualifica il sabato.
Per il resto altro weekend fenomenale per questo pilota che si avvia a battere il record di vittorie e punti in una stagione.
Si è detto da tempo, il mondiale 2010 ce l’ha in tasca. Una tasca chiusa con la zip.

Daniel Pedrosa – 8,5. Ci prova sempre, confermandosi l’unico rivale rimasto a Jorge.
Sabato conquista una pole con un giro incredibile ma poi durante la gara non riesce a scappare; costretto a fare la cosa che gli riesce meno bene (inseguire), Dani alza bandiera bianca solo negli ultimi giri, quando capisce che contro un Lorenzo cosi, non ce n’è.

Casey Stoner – 6,5. Perchè questo non è Stoner.
Non vince da 11 gare, non riesce più a fare la differenza nè in qualifica nè in gara e nessuno capisce il perchè.
Non può aver perso di colpo la sua riconosciuta capacità nel guidare al limite; i maligni dicono che si sta risparmiando in ottica 2011, quando cioè guiderà la Honda, ma da un animale come Casey questo non ce lo aspetteremmo mai.

Ben Spies – 8. Secondo in griglia e quarto in gara, un passo molto buono e la consapevolezza che il prossimo anno con la Yamaha ufficiale potrà dire la sua.
Il campione del mondo Sbk sta confermando ciò che di buono ci si aspettava da lui e siamo sicuri che da qui alla fine dell’anno le cose potranno solo che migliorare.

Valentino Rossi – 5. Sbaglia anche lui come Lorenzo nelle fasi finali della sessione si qualifica, ma quello che ci lascia interdetti è la poca competitività mostrata in gara; gira un secondo più lento rispetto alle prove e lotta con Edwards prima e con Hayden poi, non riuscendo ad avvicinare Ben Spies.
Gamba e spalla non c’entrano, la moto non aveva grip; colpa sua o delle gomme?

Nicky Hayden – 7. Perchè dopo il volo delle prove e conseguente infortunio alla mano, Nicky riesce a mettersi dietro un buon Edwards e riesce per buona parte della gara a tenere il passo di Rossi.
Detto questo continua a prenderle di santa ragione da Stoner e questo non fa altro che qualificarlo come ottimo gregario, anche in ottica Valentino Rossi 2011.

Colin Edwards – 6,5. Buone prove e buona gara; niente di straordinario ma dal vecchio Colin non possiamo aspettarci di più. Sta cercando in tutti i modi di rimanere in motogp anche nel 2011 ma le porte della Ducati Sbk sono spalancate e forse per lui questa sarebbe la scelta giusta.
Può chiudere con onore la sua carriera in motogp, cercando di stare nei primi otto.

Marco Melandri – 6. Inizio di gara poco esaltante, poi recupera e a fine gara riesce ad artigliare un buon ottavo posto concludendo davanti al compagno di team Marco Simoncelli.
La competitività della motogp  è altissima se guardiamo le prime sei posizioni, ma molto più bassa nel resto della griglia; moto troppo diverse, team privati che non riescono ad essere all’altezza nonostante i grandi sforzi, forniture tardive di pezzi competitivi.
E i piloti in pista pagano tutto questo.

lug
26

Motogp USA: Pagelle

Jorge Lorenzo – 10. Pole position e vittoria. Non parte benissimo; rimedia subito sorpassando Spies, poi si aggancia a Stoner e appena Casey commette un errore si tuffa all’inseguimento di Pedrosa.
Rosicchia decimi su decimi a Camomillo che poi esagera e cade e da li in poi Jorge pensa solo a tenere a debita distanza Stoner.
Sei vittorie e tre secondi posti in nove gare. Il mondiale è finito.

Casey Stoner – 7,5. Parte bene ma quando Pedrosa tenta la fuga, Casey sbaglia facendosi passare da Lorenzo. Da quel momento sigla un giro velocissimo (record della pista) ma poi non riesce ad essere più cosi incisivo.
Un secondo posto un pò sottotono, lamenta problemi all’avantreno ma a vederlo in tv non sembra ancora lo Stoner schiacciasassi. O è giù di testa o si sta risparmiando per il 2011 in Honda; ma Stoner che si risparmia sembra un pò strano.

Valentino Rossi – 9. La pista di Laguna pare più esigente dal punto di vista fisico rispetto al Sachsenring e per Rossi i problemi di tenuta fino a fine gara aumentano.
Parte cauto e si accoda a Dovizioso che poi sembra averne di più; nel finale però Valentino aumenta il ritmo e lo va a prendere, conquistando un podio insperato alla vigilia del GP.
Altro passo avanti verso il raggiungimento della piena forma, a Brno vedremo se riuscirà a lottare per la vittoria.

Andrea Dovizioso – 6,5. Pedrosa con la sua stessa moto stava dominando il GP fin oalla caduta; Andrea era riuscito a sbarazzarsi di Rossi ma poi sul finire della gara viene letteralmente risucchiato dalla rimonta di Valentino. Chiude alle calcagna del Pesarese cercando in tutti i modi di attaccarlo, ma non ci riesce.
Manca sempre qualcosina per stare con i migliori, chissà se il momento arriverà prima o poi.

Nicky Hayden – 6. L’ormai ex mostro della Laguna conduce una gara abbastanza anonima, sempre alle spalle di Rossi, sfruttandone ritmo e traiettorie; riesce a concludere primo degli americani solo perchè Spies commette un errore a un pai odi giri dalla fine, ma per il resto non sembra molto incisivo.
Ennesima bastonata ricevuta dal compagni di squadra.

Ben Spies – 6,5. Forse da lui qui a Laguna ci si aspettava qualcosina in più, ma non dobbiamo dimenticarci che questo è il suo primo anno in motogp.
Parte bene, poi sbaglia e si fa passare da tre piloti.
Recupera, si accoda ad Hayden, lo passa, avvicina Rossi e nel tentativo di attaccarlo sbaglia di nuovo e torna dietro Hayden.
Sul finire ci riprova ma è troppo lontano e si deve accontentare di un buon sesto posto, anche se lui in casa sua avrebbe preferito qualcosa in più.

Colin Edwards – 5,5. Texas Tornado ormai si sta affievolendo piano piano; non è più il Colin Edwards da primi sei posti stabile, oramai il posto che gli compete è ai margini della top ten.
Qui a Laguna offre una gara discreta condita dai sorpassi effettuati ai danni di Simoncelli e Melandri, ma nulla più; il vero Colin oggi sarebbe stato con Dovizioso e Rossi.
Prossimo anno in Superbike con Ducati, pare cosa fatta.

Marco Melandri – 5,5. Lotta con Simoncelli sin dall’inizio, poi subisce Edwards e quando SuperSic cade per lui la strada è in “discesa”.
La sua Honda clienti non è sicuramente il massimo, ma viaggiare ai margini della top ten è sempre dura per uno che nel 2006 ha rischiato di vincere il mondiale.
Il suo futuro pare in Superbike con la BMW, con l’obiettivo di rientrare nel motomondiale, sempre con la casa Bavarese, nel 2012. Vedremo.

dic
13

Motogp: Pagelle Campionato 2009


Anche la stagione di Motogp si è conclusa ed è tempo di pagelle.
Il Campionato 2009 ha visto trionfare ancora una volta (la nona) Valentino Rossi; un trionfo però non senza patemi per il Dottore che, a causa di suoi errori, ha messo in discussione più di una volta la sua leadership, dando la possibilità al giovane e velocissimo compagno di squadra Jorge Lorenzo di risalire la china e avvicinarlo in classifica.
Casey Stoner, forse l’avversario più competitivo per Rossi, durante l’estate ha alzato bandiera bianca causa un problemi fisici, mentre Daniel Pedrosa ha di nuovo deluso le attese.
Il resto dei piloti, purtroppo, fa un altro sport.

Valentino Rossi (Yamaha ufficiale) – Il Dottore ha un problema; è costantemente condannato a vincere. Qualsiasi altro risultato diventa una delusione e un secondo posto diventa una scusa per mettere in discussione tutto il suo talento.
Il Campionato 2009 lo ha visto commettere diversi errori (LeMans, Donington, Indianapolis) ma ogni qual volta ha avuto bisogno di un segnale forte (una vittoria) per rimettere le cose a posto ci è riuscito.
E’ mancato il rivale più veloce e forse combattere contro due invece che contro il solo Lorenzo sarebbe stato più complicato, ma ha tutti i meriti per essere riuscito a sfondare il muro delle 100 vittorie, per aver realizzato un sorpasso incredibile a Barcellona, per aver vinto il settimo titolo nella classe regina.
Grande pilota, grande moto, grande team. Se avrà voglia di continuare vincerà ancora tanto.
Vittorie: 6
Podi: 6
Pole: 7
Errori in gara: 3
Gare disputate: 17
Punti: 306
Voto: 9

Jorge Lorenzo (Yamaha ufficiale) – Nel suo secondo anno di Motogp si è trovato a lottare per il mondiale contro il più forte di tutti; Jorge ha tenuto a livello di prestazioni, un pò meno a livello di freddezza e costanza, commettendo troppi errori.
Le sue cadute hanno impedito a Lorenzo di tenere aperto il mondiale fino all’ultimo, ma errori del genere ci possono stare; senza di lui questo campionato (con l’assenza e i malori di Stoner) sarebbe stato una passerella trionfale per Valentino.
Ha “alzato la cresta” un pò troppo con i giornalisti, nel senso che ha rilasciato dichiarazioni da prima donna, pretenziose nei confronti di Yamaha, non tenendo in considerazione il fatto che è Valentino Rossi colui che l’ha portata, dal 2004 a oggi, sul tetto del mondo.
Tende troppo a scimmiottare il compagno di team ma se incanala un pò di costanza nelle prestazioni può vincere il mondiale anche con Rossi in pista.
Vittorie: 4
Podi: 8
Pole: 5
Errori in gara: 4
Gare disputate: 17
Punti: 261
Voto: 8,5

Daniel Pedrosa (Honda HRC) – Oramai si sono perse le speranze nei suoi confronti; Daniel è un pilota velocissimo, guida molto pulito ed è competitivo su ogni tipo di tracciato (da quest’anno anche col bagnato) ma ha un grosso difetto, soffre la bagarre.
Se riesce a partire in testa allora diventa quasi imprendibile, ma se deve fare a gara di staccate con qualcuno finisce sempre dietro e questo, nell’era della perfezione e delle gare giocate sui millesimi, nelle quali spesso si vedono i primi quattro molto vicini, è un grosso handicap.
Ha avuto la sfortuna di iniziare il campionato veramente malconcio, causa infortunio nei test, ma due vittorie (considerando i problemi di Stoner in entrambe le gare) sono un pò pochine per ambire al titolo.
Rimane uno dei fantastici 4, se non altro per la capacità di tenere prestazioni di altissimo livello.
Affossa il compagno di squadra Dovizioso, ma per diventare Campione del Mondo serve altro.
Vittorie: 2
Podi: 9
Errori in gara: 3
Gare disputate: 17
Punti: 234
Voto: 7,5

Casey Stoner (Ducati ufficiale) – Il canguro mannaro quest’anno ha dovuto alzare bandiera bianca; in 5 gran premi ha corso in condizioni fisiche precarie, mentre altri 3 GP ha deciso di saltarli per curarsi e tornare in forma.
Nonostante ciò è riuscito sempre a stare con i primi, a contendere la vittoria alle Yamaha dominatrici, dimostrando che se fosse stato in forma per tutto l’anno probabilmente il mondiale lo avrebbe vinto.
Commette due veri errori; sbagliando completamente la scelta di gomme a Donington (da bagnato mentre la pista si stava asciugando) e Valencia (durante il giro di ricognizione); per il resto, considerando anche le sue condizioni fisiche, è stato quasi impeccabile.
In Ducati si mangiano le mani e non solo quelle, ma realisticamente nel 2010 dovrebbe essere lui il maggior rivale di Rossi; comunque sia chiude il mondiale doppiando nel punteggio il compagno di team ed ex campione del mondo Nicky Hayden e visto quanto detto sopra nessuno riesce a spiegarsi come faccia a bastonare cosi forte, ogni anno, chi divide il box con lui.
Magia, o forse talento.
Vittorie: 4
Podi: 4
Errori in gara: 2
Gare disputate: 14
Punti: 220
Voto: 8

Colin Edwards (Yamaha Tech3) – Il vecchio Colin non demorde e strappa la quinta posizione nel mondiale ad Andrea Dovizioso, vincendo cosi il “campionato degli umani”.
In Yamaha sta bene e svolge un ottimo lavoro di collaudo; unendo ciò ad un buon manico e una costanza da paura, Texas Tornado riesce ancora a togliersi soddisfazioni, come salire sul podio o partire in prima fila, cose che al giorno d’oggi diventano molto difficili con 4 marziani in pista.
Anche lui demolisce il compagno di squadra, ma Toseland in questo campionato è sembrato tutto fuorchè un pilota.
Podi: 1
Gare disputate: 17
Punti: 161
Voto: 7

Andrea Dovizioso (Honda HRC) – La grande promessa quest’anno è mancata; ci si aspettava di più da Andrea, non che vincesse il mondiale sia chiaro, ma che almeno fosse in grado di frequentare il podio.
Purtroppo come dice lui stesso, non si è trovato con la moto e quando manca il feeling non si riesce ad andare forte; Pedrosa c’è riuscito ma la Honda gli confeziona la moto su misura fin dal 2006, mentre Andrea no.
E’ stato autore di una grandissima gara a Donington, dove ha trionfato sotto una leggera pioggerellina che, con le gomme slick non è la cosa più bella del mondo; hanno sbagliato Rossi, Stoner, Lorenzo ma lui no.
Ecco noi vorremmo vedere sempre quell’ Andrea lì e siamo sicuri che il prossimo anno lo vedremo.
Vittorie: 1
Errori in gara: 4
Gare disputate: 17
Punti: 160
Voto: 6

Toni Elias (Honda Gresini) – Toni quest’anno è partito male, malissimo; e Gresini ha così deciso di scaricarlo.
Ma la psiche dei piloti fa miracoli e annusata la disoccupazione Elias ha dato quanto più gas poteva raccogliendo nella seconda parte di stagione ottimi risultati.
Purtroppo per lui non sono bastati per essere riconfermato in motogp nel 2010 ma hanno dimostrato che il manico ce l’ha; ma non può sfoderarlo solo quando la sella scotta.
Batte il compagno di squadra DeAngelis e in gara si mette dietro Dovizioso (Honda ufficiale) spesso e volentieri.
Podi: 1
Errori in gara: 2
Gare disputate: 17
Punti: 115
Voto: 6,5

Alex DeAngelis (Honda Gresini) – Idem come sopra; nella prima parte di stagione Alex non ha raccolto quello che Gresini sperava, ma quando le voci di mercato hanno iniziato ad allontanarlo dalla motogp, il sanmarinese ha trovato energie nascoste e ha iniziato a frequentare la top six, coronando queste belle prestazioni con il podio di Indianapolis; troppo tardi anche per lui e nel 2010 lo aspetterà la Moto2.
Rimane famoso per essere diventato il “succhiascie” ufficiale di Valentino Rossi.
Podi: 1
Errori in gara: 2
Gare disputate: 17
Punti: 111
Voto: 6,5

Loris Capirossi (Suzuki) – Loris aveva riposto tante speranze per il 2009; durante i test invernali lui e la sua Suzuki sembravano in gran forma e tenere il passo delle Yamaha non era impossibile.
La stagione agonistica però si sa è ben altra cosa e il divario tra l’efficienza dei top team e l’improvvisazione della Suzuki si è inesorabilmente allargato.
Un team allo sbando e Loris nulla ha potuto; la moto è rimasta indietro nello sviluppo, per non parlare dell’elettronica; niente da fare per Loris che come sempre ha guidato col cuore in mano anche quando l’obiettivo era un 12esimo posto.
Si è dato un’ultima possibilità nel 2010 ma, mi dispiace dirlo, non vedo per lui e la Suzuki la luce in fondo al tunnel.
Errori in gara: 2
Rotture meccaniche: 1
Gare disputate: 17
Punti: 110
Voto: 5,5

Marco Melandri (Kawasaki Hayate) – Dopo la “traumatica” esperienza in Ducati Melandri ha dirottato il suo 2009 verso un bagno di umiltà per rinvigorirsi e tornare nel 2010 in un team più competitivo.
La Kawasaki in veste non ufficiale non è stata il massimo ma con essa Marco si è tolto qualche soddisfazione, come precedere a volte Nicky Hayden (sulla rossa appunto) ma soprattutto salire sul podio nella gara di Le Mans.
La sua guida è sempre stata di livello ma anche con una moto non competitiva si è intravisto un Melandri non pienamente in grado di adattarsi al mezzo in tutte le situazioni, ragion per cui alcuni gran premi si sono trasformati in veri e propri calvari.
Rimane un pilota da podio, ma probabilmente non in grado di lottare stabilmente per il titolo.
Podi: 1
Errori in gara: 1
Incidenti subiti: 1
Gare disputate: 17
Punti 108
Voto: 6

Randy DePuniet (Honda LCR) – Pilota veloce ma alquanto inaffidabile a causa delle troppe cadute, Randy nel 2009 si è contenuto, sbagliando solo due volte in gara e conquistando pure un podio nel difficilissimo GP di Donington reso viscido dalla pioggerella e un quarto posto a Jerez.
Molto veloce in qualifica, non è quasi mai stato in grado di confermare la competitività anche in gara, trovandosi a lottare sempre nel gruppetto che si è conteso il settimo posto.
Nel 2010 altra chance nel team di Cecchinello, vedremo se sarà in grado di migliorare.
Podi: 1
Errori in gara: 2
Gare disputate: 17
Punti: 106
Voto: 5,5

Chris Vermeulen (Suzuki) – Pilota molto competitivo sul bagnato, Chris ha sofferto gli stessi problemi di Capirossi, amplificati dal fatto che ha saputo molto presto che nel 2010 avrebbe dovuto cercarsi un’altra moto.
Correndo in queste condizioni, con una moto per giunta lontana dalla decenza, Chris ha mancato il podio, conquistando un quinto e due sesti posti come risultati migliori.
Meno veloce di Capirossi ma più costante, nel 2010 tornerà in Superbike con la Kawasaki ufficiale, per conquistare quel titolo che mancò di un soffio nel 2004 e nel 2005. Auguri Chris!
Gare disputate: 17
Punti: 106
Voto: 5,5

Nicky Hayden (Ducati ufficiale) – Qui il discorso è un pò complicato. Fino al GP di Barcellona Nicky sembrava, come Melandri nel 2008, in completa balìa della desmosedici.
Dai test post-gara però qualcosa è cambiato e con la solita abnegazione, Nicky è riuscito piano piano a trovare velocità e competitività; la nuova gestione elettronica semplificata lo ha aiutato molto, ma senza il suo noto stakanovismo non avrebbe conquistato il podio a Indianapolis e altri bei risultati sul finire della stagione.
Non si è arreso come ha invece fatto Melandri l’anno prima e per questo merita un voto ampiamente sufficiente; rimane un ottimo secondo pilota.
Podi: 1
Errori in gara: 1
Incidenti subiti: 1
Gare disputate: 17
Punti: 104
Voto: 6

James Toseland (Yamaha Tech3) – Il pianista Inglese ci ha provato ma è andato tutto storto; non è riuscito a fare in motogp quello che invece gli è riuscito molto bene in Superbike, cioè vincere.
La Yamaha ha deciso per lo scambio di sellini con Ben Spies e nel 2010 lo rivedremo nel campionato per le derivate dalla serie convinti che tornerà competitivo; in motogp non lascia grandi ricordi e i migliori risultati del 2009 sono due sesti posti. Poca cosa per un ex campione del mondo.
Errori in gara: 2
Gare disputate: 17
Punti: 92
Voto: 5

Mika Kallio (Ducati Pramac) – Rookie dell’anno con la moto più difficile del mondiale il finlandese è riuscito a dimostrare buone cose, anche se nel corso dell’anno si è un pò perso, forse schiacciato dalla pressione nel momento in cui è stato designato come sostituto di Stoner quando Casey era a curarsi in Australia.
Molto veloce e capace di un ottimo controllo del mezzo anche in condizioni limite sarà un discreto protagonista negli anni a venire anche se per ora è ancora troppo incline all’errore in gara.
Errori in gara: 6
Gare disputate: 17
Punti: 71
Voto: 6

Niccolò Canepa (Ducati Pramac) – L’ex collaudatore Ducati è stato fiondato nel campionato del mondo più difficile senza un minimo di esperienza; nel 2007 è stato campione del mondo Superstock ma poi per tutto il 2008 ha solo svolto collaudi a parte una uscita nel mondiale SBK a Brno.
La giovane età (20 anni) e l’inesperienza lo hanno bruciato, ed il team ha deciso di metterlo alla porta; nel 2010 correrà in Moto2 per ricostruirsi la carriera.
Nel 2009 ha in bacheca un ottavo ed un nono posto come risultati migliori, anche se ottenuti in condizioni particolari; a Donington sono andati fuori tutti big e al Mugello correva praticamente nel salotto di casa.
Rottosi il gomito in Australia, è stato messo fuori dalla squadra a favore di Aleix Espargarò.
Errori in gara: 5
Gare disputate: 15
Punti: 38
Voto: 4,5

Gabor Talmacsi (Honda Scott) – Unico ungherese nel motomondiale, il buon vecchio Gabor ha sfruttato la buona dote degli sponsor per ricavarsi un posticino in motogp “rubando” di fatto il posto a Takahashi.
Si è rivelato una vera bufala, se non altro perchè aveva cosi poca esperienza (una manciata di gare in 250) che in effetti è stato un delitto farlo correre nella top class.
Che dire, è arrivato a punti perchè la classifica prevede punteggi fino al 15esimo e in motogp le moto in griglia erano 17. Aggiungiamoci qualche caduta ed ecco che Gabor poteva timbrare il cartellino.
Sinceramente speriamo di non rivederlo in motogp prima di un paio d’anni.
Errori n gara: 1
Gare disputate: 10
Punti: 19
Voto: 4

Aleix Espargarò (Ducati Pramac) – Chiamato a sostituire Kallio nel frattempo spostatosi nel team Ducati ufficiale, Aleix ha fatto vedere cose buonissime, dimostrandosi un ottimo pilota.
Tempi di rilievo sul bagnato e sull’asciutto, nessun timore reverenziale per la moto più tosta di tutte, lo spagnolo si è conquistato un posto fisso per il mondiale 2010 grazie ai risultati; da rookie e senza alcun test ha portato a casa 16 punti in 4 gare.
Gare disputate: 4
Punti: 16
Voto: 6,5

Sete Gibernau (Ducati Francisco Fernando) – Poteva risparmiarselo il ritorno Sete; ci ha provato ma non è più quello del 2003-2006 che poteva puntare al podio e alla vittoria.
La Ducati è moto solo per Stoner e la motogp un campionato che corre troppo veloce per chi si ferma per due stagioni e pensa che un pò di palestra possano pareggiare i conti.
Ai limiti del ridicolo, quasi ingiudicabile, un undicesimo posto a Jerez e poi basta cosi Sete.
Per fortuna la squadra è fallita.
Errori in gara: 2
Gare disputate: 6
Punti: 12
Voto: 3

Ben Spies (Yamaha ufficiale) – Il Campione del Mondo SBK ha corso a Valencia per tastare il polso ai suoi rivali; ha fatto capire che nel 2010 ci sarà anche lui per la lotta per il podio, correndo da veterano un gran premio che niente poteva dargli e tutto poteva togliergli.
Una sciocchezza poteva costargli cara e invece con il nono tempo in qualifica ed il settimo posto in gara ha fatto capire a tutti che con lui non si scherza.
Poi nei test post-gara ha abbassato di oltre un secondo i suoi tempi, cosi per tranquillizzare tutti.
Fenomeno pronto a giocarsela con i più forti.
Gare disputate: 1
Punti: 9
Voto: 7,5

Yuki Takahashi (Honda Scott) – Messo alla porta per motivi economici (gli sponsor di Talmacsi remuneravano molto bene), il giapponesino è tornato mestamente a casa, ma senza aver dimostrato chissà che cosa.
Ci si aspettava di più da lui perchè in 250 era discretamente veloce, ma forse era giusto dargli più tempo.
Sarebbe ingiudicabile, ma siccome abbiamo giudicato tutti in simpatia, diamo il voto anche a lui.
Errori in gara: 3
Gare disputate: 7
Punti: 9
Voto: 3

nov
25

Motogp Valencia: Cronaca – Pedrosa domina in casa


Seconda vittoria stagionale per lui e 2009 che va in cantiere non senza colpi di scena. Daniel Pedrosavince il GP della Comunità Valenciana davanti a Valentino Rossi e a Jorge Lorenzo.
E’ la seconda vittoria stagionale per lui sopo il successo di Laguna Seca; vittoria sicuramente resa più semplice dal grossolano errore di Casey Stoner nel giro di allineamento, nel quale ha esagerato con il gas a gomme fredde, cadendo e dicendo addio ai sogni di (probabilissima) vittoria.

Durante le qualifiche Stoner aveva messo in riga tutti e tutti si aspettavano che anche in gara Casey potesse fare un altro sport; dopo la caduta nel warm up lap però la vittoria è tornata in gioco e Pedrosa è stato il più lesto di tutti nell’approfittare di ciò.
In partenza Dani non si fa pregare e parte a fionda mentre Rossi e Lorenzo vengono sopravanzati daElias; i due yamahisti impiegano un paio di giri nel risorpassarlo ma intanto Pedrosa è già scappato.
Il suo ritmo è insostenibile sia per Rossi che per Lorenzo il quale, dopo un rischio in uscita di curva, salta sulla moto e sbatte violentemente sul serbatoio andando per un attimo in confusione.
Una volta passato il male Jorge riprende il ritmo e si riavvicina a Rossi ma Valentino riesce a rispondere e a garantirsi cosi la seconda posizione.

Dietro a Pedrosa Rossi e Lorenzo la gara ha visto un paio di lotte interessanti; la prima quella traEdwards e Hayden per la quarta posizione e la seconda la risalita nel gruppo di Ben Spies, Campione del Mondo Superbike qui a bordo della Yamaha M1.
Edwards per concludere in campionato davanti a Dovizioso doveva assolutamente raccogliere un risultato di rilievo e proprio come ha detto lui “arrivare primo degli umani”; Hayden nonostante ami Valencia non è riuscito a tenere il passo di Colin ma ha comunque corso una buona gara giungendo quinto precedendo Toni Elias, disoccupato di lusso per il 2010.
Spies invece, dopo il nono posto in griglia, è partito cauto, prendendo il ritmo a mano a mano che i giri passavano e le lotte con i colleghi si facevano sempre più intense.
E’ riuscito a sopravanzare piloti vecchi e nuovi, fino a riprendere e a fulminare con una bellissima staccata Dovizioso, conquistando cosi la settima piazza finale.
La sensazione è che ci troviamo di fronte ad un grande pilota, uno di quelli che nel 2010 dirà la sua nella lotta per il podio in svariate occasioni, anche se per pensare di infilarsi fra i fantastici quattro forse è ancora un pò presto.

ott
22

Motogp Australia: Analisi

motogpfotopiloti2009
Casey Stoner – Rinato
. In un sol colpo ha vinto, battuto Rossi e scacciato i fantasmi dello stop estivo. Ha sorso una gara straordinaria dando spettacolo con derapate fuori dal comune e gestendo il ritmo perfettamente.
Ha vinto per la terza volta consecutiva a Phillip Island; nemmeno Doohan c’era riuscito.
Un fenomeno.

Valentino Rossi – Passo avanti. Alla fine è contento per i 20 punti recuperati su Lorenzo ma anche un pò scocciato per non aver battuto la bestia Stoner. Ci ha provato, non c’è riuscito.
Si rifarà sicuramente a Sepango in Malesia dove per la nona volta stapperà lo champagne.

Daniel Pedrosa – Zoppicante. Corre in condizioni limite dopo la brutta caduta di sabato. Becca un secondo al giro da Stoner e Rossi ma almeno arriva sul podio.
Ennesima stagione corsa in sordina; arriverà mai l’ora di Daniel?

Alex DeAngelis – Combattivo. Il posto per il 2010 ancora non ce l’ha ma Alex non molla. Ultimamente è velocissimo e batte regolarmente Dovizioso che di Honda guida quella ufficiale.
Come dice Marco Masetti, uno che va cosi forte a Phillip Island un posto in Motogp lo deve avere.

Colin Edwards – Sempre quinto. Anche lui si è stancato di timbrare sempre il cartellino del quinto posto, ma questa volta si addormenta in partenza e la possibilità di lottare per il quarto sfuma subito.
Nel corso della gara passa da nono a quinto; non male per una motogp cosi avara di sorpassi!

Andrea Dovizioso – Deludente. Corre dopo aver avuto problemi intestinali e questo è giusto dirlo. Però è da un pò di GP che arriva dietro alle Honda clienti.
Perde punti da Edwards nella lotta per il quinto posto mondiale (primo degli umani), e spera tutto nel 2010, quando potrà guidare una moto sviluppata anche da lui.

Jorge Lorenzo – Arreso. Dopo qualche centinaia di metri commette l’errore più grave della stagione. Regalando di fatto il mondiale a Valentino Rossi.
Doveva controllarsi, dimostrare di essere cresciuto come pilota, ed invece la smania di recuperare lo tradisce facendolo ruzzolare per terra.
Al suo secondo anno ha messo in difficoltà il Re della Motogp e questo è un punto da tenere in considerazione; nel 2010 ci sarà la rivincita.

Suzuki – Inguardbile. Oramai è un pianto; la moto azzurra è di una categoria inferiore.
Capirossi e Vermeulen invece di lasciar perdere ci provano ma arrivano dietro. Troppo.
La sensazione è che se nel 2010 non arriveranno risultati, dopo la Kawasaki il mondiale motogp dovrà fare a meno anche della Suzuki.

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