mar
23

Formula 1 Bahrain: Pagelle

Fernando Alonso – 7,5. In qualifica becca 4 decimi dal compagno di squadra, ma si rifà subito alla prima curva quando ristabilisce le gerarchie (se non altro dettate dai suoi due titoli mondiali) sorpassando Massa alla prima curva.
Da qui in poi un lungo inseguimento a Vettel, culminato nel sorpasso decisivo, “macchiato” però dal problema al motore del pilota della Red Bull. Mezzo punto in meno per la paga presa in qualifica, ma l’importante era vincere. Meglio di cosi?

Felipe Massa – 7. In qualifica fa vedere di che pasta è fatto ma poi si scioglie quando alla prima curva del GP pensa troppo a difendersi da Alonso; stacca interno ma troppo presto e viene superato.
Con le gomme morbide rimane agganciato al compagno, poi con le dure recupera decimi su decimi fino a piombargli addosso. Ma a quel punto il motore era cotto e alzare il piede doveroso.
Gara compromessa dall’errore alla prima curva, ma comunque il pilota c’è e darà fastidio.

Sebastian Vettel – 8. Pole position di forza, mentre il suo compagno di team si qualificava sesto. Al via scatta di prepotenza e comanda la gara fino al problema al motore.
A quel punto cerca di difendersi nel tratto misto, dove conta solo il talento e lo fa egregiamente.
Meglio di cosi non poteva fare; la poca affidabilità della sua monoposto gli ha impedito di conquistare il titolo nel 2009, la squadra giura che non succederà una seconda volta.
Speriamo per lui.

Lewis Hamilton – 7. La sua McLaren soffre le gomme morbide e si vede sia in qualifica che nel primo terzo di gara, passato a guardare gli scarichi di Rosberg. Poi con le dure la musica cambia.
Sul finire di gara piomba addosso a Vettel e lo passa e poi avvicina Massa ma non abbastanza; se fosse partito meglio avrebbe portato a casa sicuramente un secondo posto, ma con i se..

Nico Rosberg – 6,5. Mercedes rileva la squadra campione del mondo ma non sembra. La monoposto di Stoccarda è la più lenta del pacchetto dei migliori e i quaranta secondi beccati in gara mostrano ampiamente quanto detto.
Nico però fa una gara senza errori e considerando che riesce a mettersi dietro Schumacher, può essere molto contento.

Michael Schumacher – 6,5. Delude in qualifica, rimediando 4 decimi da Rosberg, mentre in gara imposta un ritmo costante e incisivo, considerando i tre anni lontano dalle gare.
Termina a quattro secondi dal compagno, un buon risultato; Michael si dichiara soddisfatto e fiducioso che le cose non possono che migliorare gara dopo gara.
E’ solo un pò di ruggine, ci sta.

Jenson Button – 5. Il Campione del mondo in carica delude sia in qualifica che in gara. Prima rischia di star fuori dalla top ten il sabato, poi è costretto a difendersi da Webber per tutta la gara, terminando settimo solo grazie ad una buona partenza.
Il passo migliora con le gomme dure ma molto è merito della monoposto che le digerisce molto meglio delle morbide.
Il paragone con Hamilton è scomodo ma non scartiamolo subito, avrà tempo per rifarsi.

Mark Webber – 5,5. Mezzo voto in più di Button ma solo perchè si vedeva a occhio nudo che ne aveva di più. Purtroppo nella formula 1 moderna (e con queste nuove regole) sorpassare è quasi impossibile e dopo aver toppato la partenza, Mark è costretto a stare al caldo degli scarichi della McLaren di Button per tutta la gara.
Detto questo, il confronto con il compagno di squadra Vettel, in Bahrain, è stato terribile.

Vitantonio Liuzzi – 6,5. Buona partenza e ottimo passo gara. Fortunato e audace, approfitta dei problemi di Kubica (7,5) e Sutil (7) per andare a prendere i primi punti della stagione; parte con le gomme dure sfoderando un buon ritmo, poi con le morbide tiene a distanza Barrichello senza però riuscire ad agganciare Webber. Sarebbe stato troppo forse. Bravo comunque.

Rubens Barrichello – 6. Il Brasiliano non muore mai (sportivamente). Va a punti con la Williams, ennesima squadra di una carriera infinita, approfittando anche lui dell’errore iniziale di Kubica e Sutil.
Si sta ritagliando una seconda giovinezza, anche se a più di un ottavo-decimo posto, quest’anno non potrà aspirare.

Nuove regole – 4. Per ora l’esperimento non ha funzionato.
Bandire i rifornimenti in gara doveva spronare i piloti a sorpassarsi in pista, ma chi fa le regole deve capire una cosa; il problema non sono i piloti, sono le macchine.
Con un’efficienza aerodinamica cosi al limite, stare in scia ad una monoposto procura una perdita di circa il 30% del carico aerodinamico, che tradotto in soldoni significa che in curva la macchina non ha grip.
Infine, i piloti sono costretti a guidare sul velluto per tutta la gara per non maltrattare troppo le gomme (che devono durare il più possibile per poter effettuare una sola sosta) e non consumare troppa benzina, visto che è calcolata al millilitro e non può essere rabboccata.
E’ dura dare spettacolo in queste condizioni!

mar
20

Formula 1 Bahrain: Cronaca – Alonso, buona la prima

Esordio e vittoria, meglio di cosi non poteva andare. Fernando Alonso (Ferrari) vince il GP del Bahrain, terminando davanti al compagno di squadra Felipe Massa e a Lewis Hamilton (McLaren) dopo una gara che ha visto nel problema al motore di Vettel (Red Bull) l’unico vero colpo di scena.

Non poteva iniziare meglio per Fernando Alonso la sua avventura in Ferrari; dopo un inverno pieno zeppo di attese e proclami, il bicampione del mondo spagnolo è riuscito a bissare lo straordinario debutto del suo predecessore Kimi Raikkonen che, vincitore in Australia nel 2007, aveva poi terminato la stagione come Campione del Mondo.
Riuscirà Fernando a bissare anche la vittora del mondiale? Il compito è difficile, ma talento, macchina e team ci sono e le possibilità sono alte.

Le qualifiche (finalmente a serbatoi scarichi, il più veloce sta davanti) avevano visto la pole position di un Sebastian Vettel in gran forma, seguito dal duo ferrari (Massa davanti ad Alonso) e poi da Hamilton, Rosberg, Webber, Schumacher e Button.
I quattro top team avevano monopolizzato i primi posti dello schieramento, anche se era parso chiaro da subito come la Mercedes, Webber e Button fossero in difficoltà; le ragioni sono diverse, ma se Button e Webber pagano un pò di talento nei confronti dei loro rispettivi capisquadra, una Mercedes cosi indietro non se l’aspettava nessuno.

Al via Vettel scatta bene, mentre dietro di lui Massa, per tentare di proteggersi da Alonso, stacca troppo interno e si fa affiancare dallo spagnolo; nel successivo cambio di direzione lascia aperta la porta e Alonso si infila conquistando la seconda posizione.
Dietro di loro Rosberg scatta meglio di Hamilton e guadagna il quarto posto, mentre Schumacher riesce a tenersi dietro Button e Webber.
Nel parapiglia Kubica e Sutil (due probabili protagonisti) si toccano e scivolano negli ultimi posti; saranno protagonisti di una bellissima rimonta, soprattutto il Polacco della Renault.

Dopo i primi giri la situazione appare ben delineata; i primi tre iniziano a scavare un solco nei confronti degli inseguitori, mentre Hamilton, bloccato da Rosberg, non può partecipare al banchetto per la vittoria nonostante l’ottimo passo che mostrerà in seguito.
Con l’abolizione dei rifornimenti i piloti sono costretti a sorpassare gli avversari in pista, ma l’efficienza aerodinamica delle monoposto viene a mancare quando ci si trova molto vicino alla macchina davanti e il gioco è fatto; nessun sorpasso tra i piloti a punti e spettacolo completamente azzerato.

La sosta ai box viene quindi utilizzata esclusivamente per il cambio gomme e la regola che i primi dieci in griglia debbano partire con le stesse gomme usate in qualifica, obbliga i top team (a parte Sutil che aveva giocato in contropiede) a partire con il compound morbido e fermarsi dopo un terzo di gara per sostituirle con quelle di mescola dura, in grado di durare fino alla fine del GP.
La tattica in questione viene utilizzata da tutti i team e l’unico a trarne vantaggio è Hamilton, che riesce a sopravanzare Rosberg grazie ad una sosta anticipata di un giro, grazie alla quale Lewis riesce a guadagnare quel tanto che basta per mettere le sue ruote davanti a Nico.

Con il cambio gomme McLaren e Ferrari iniziano ad imporre un ritmo forsennato; Mercedes rimane indietro, mentre Vettel riesce a gestire il suo vantaggio nei confronti di Alonso nell’ordine dei due secondi.
Massa avvicina Alonso, il quale a sua volta si fa sotto a Vettel; la battaglia sembra  dover iniziare da un momento all’altro quando..il team radio di Vettel non lascia dubbi; il motore perde potenza e Alonso in rettilineo sfrutta 30 km/h di velocità in più e lo passa, inesorabilmente.
Poco dopo lo imita Massa, portando cosi davanti la seconda Ferrari.
Vettel è costretto a segnare tempi record nel settore guidato per cercare di riuscire a non perdere troppo tempo da Hamilton, ma sarà inutile.
Lewis lo raggiunge e lo sorpassa relegandolo al quarto posto; posizione che riuscirà a conservare fino alla fine, rispondendo bene agli attacchi di Nico Rosberg, avvicinatosi al tedeschino proprio nelle battute finali.

La lotta per la vittoria però non era già chiusa; Massa sembrava in gran forma (prima gara dopo l’incidente del luglio scorso a Budapest) e un duello in casa poteva dare quel tocco di spettacolarità alla corsa fin qui mancato.
Purtroppo per Massa però dai box arriva una comunicazione inequivocabile; “le temperature di esercizio del motore sono troppo alte, rallenta, lo dovrai usare anche nella prossima gara, non rischiare”. Gara finita, Alonso vince.

Fernando quindi si porta a casa il risultato grosso, quella vittoria che gli mancava dal Fuji 2008, troppo tempo per un campione come lui; Massa completa la festa Ferrari, mentre Hamilton, velocissimo con le gomme dure, si deve accontentare del terzo posto.
Quarto Vettel, quinto Rosberg, sesto Schumi; settimo il campione del mondo in carica Jenson Button (McLaren), autore di una prova anonima in coppia con Mark Webber, ottavo, secondo pilota Red Bull.

Le sensazioni raccolte dopo il GP devono comunque essere prese con le molle; non siamo che alla prima gara e in un campionato cosi lungo sono sicuro che nulla è ancora scritto.
Detto questo abbiamo visto una Ferrari veloce e abbastanza affidabile (il problema di Massa è un piccolo campanello d’allarme), mentre le Red Bull, figlia delle scelte estreme del genio Adrian Newey paga dazio per quanto riguarda i motori; il propulsore Renault (dopo il tentativo andato a vuoto di passare ai Mercedes in inverno) ha mostrato ancora una volta tutti i suoi limiti.
Le voci secondo le quali il V10 francese sia in ritardo di circa 30cv rispetto alla concorrenza buttano ulteriori dubbi sulla scelta del team Austriaco di non forzare i contratti per passare al motore di Stoccarda; se questo costerà a Vettel il mondiale lo sapremo più avanti però, per ora registriamo le prestazioni sublimi di un pilota giovanissimo e velocissimo che aveva dominato una gara e che è stato costretto ad alzare bandiera bianca non per colpa sua.
McLaren ancora una volta si è dovuta affidare alla sua punta di diamante Lewis Hamilton per fare risultato e sono sicuro che se non avesse perso tempo dietro a Rosberg nel primo terzo di gara, ora staremmo qui a raccontare un GP diverso; le prestazioni ci sono, forse a Woking soffrono di più con le gomme morbide ma il piede del “ragazzino” (come lo chiama Baldisserri) ci mette ampiamente una pezza.
Il Campione del mondo Button invece non pervenuto; ma siamo solo alla prima gara, non è giusto ricoprirlo di fango già da ora, diamogli qualche altra chanches.
Ma, aggiungo io, per lui sarà dura. Molto dura.

Ultimo appunto per Mercedes e Schumacher.
Il team di Ross Brawn sembrava leggermente indietro rispetto agli altri top team e cosi è stato confermato dalla pista; quaranta secondi di ritardo dalla Ferrari significano 8 decimi al giro che sono francamente troppi.
Il nuovo kit aerodinamico che doveva debuttare nel primo dei GP europei molto probabilmente verrà introdotto prima; questo per dare la possibilità a Rosberg  e Schumacher di avvicinarsi al podio e per cercare di aiutare lo stesso Schumi a non perdere troppi punti in ottica mondiale.
Schumacher, appunto. Sesto al traguardo per un pilota fermo da ottobre 2006 secondo il mio punto di vista non è assolutamente un cattivo risultato; certo, ora la stampa in generale lo attacca, cerca di screditarlo, ma tutto questo solo perchè ora non guida una Ferrari.
Diamogli il tempo di levarsi di dosso la ruggine e poi ne riparleremo, in altri termini, fra 2-3 gran premi.

Infine piccola nota per le nuove scuderie al debutto in Bahrain; HRT e Virgin sembrano (cioè sono) un vero disastro, i distacchi rimediati dai primi vanno dai 7 ai 10 secondi al giro, prestazioni nemmeno da GP2.
Perdono ruote, alettoni, si fermano in mezzo alla pista.
Leggermente meglio la Lotus, che nonostante i problemi di affidabilità è riuscita almeno a finire a 2 giri dal primo con Kovalainen e fino alla rottura all’ultimo giro era in corsa (ultima) anche con Trulli.
Bisogna dar loro tempo e modo di crescere; i test però sono vietati e questa assurda regola non so come possa dar loro la possibilità di arrivare a produrre perlomeno prestazioni decenti.
Speriamo ci riescano.
Prossimo GP in Australia il 28 marzo.

mar
12

Formula 1 Bahrain: Preview

Parte finalmente il campionato del mondo di Formula 1; sul circuito del Bahrain si ritrovano, dopo un inverno denso di polemiche e aspettative, tutti i grandi attori che daranno vita al mondiale 2010.
Tutti meno uno, l’ultimo campione del mondo della ferrari, al secolo Kimi Raikkonen, passato al mondiale rally e completamente scaricato dalla stampa, come una vecchia scarpa che non serve più.

Il circuito del Bahrain è stato nel frattempo modificato; presenterà una sezione più lenta, che farà aumentare il tempo sul giro e le difficoltà di messa a punto della monoposto.
Siccome si riparte da zero non è facile fare pronostici; ovviamente le prime otto posizioni si pensa saranno colonizzate dai quattro top team (Ferrari, Mercedes, McLaren e Red Bull) e dai loro piloti.
Chi riuscirà a mettersi dietro tutti? Personalmente individuo in Hamilton il pilota più incisivo, senza dimenticare però Alonso e Schumacher. Massa e Vettel gli “outsider” (se cosi si possono chiamare due vicecampioni del mondo), mentre Button, Rosberg e Webber vorrei vederli prima di capire se saranno condannati al ruolo di seconda guida oppure se potranno ambire a qualcosa di più.

Le nuove regole che vietano i rifornimenti in gara metteranno sotto stress le gomme;  le soste ai box per il cambio gomme varieranno in funzione del circuito, ma saranno presumibilmente o una o al massimo due. La macchina (e il pilota) più gentile con gli pneumatici avrà grossi vantaggi nel finale di gara.
Hamilton solitamente li frantuma, mentre Button li accarezza; Schumacher si adatta magicamente ad ogni condizione mentre Alonso e Massa non mollano mai.
Buon divertimento!

Previsione MotorAnto
1- Hamilton
2- Schumacher
3- Alonso

Da tenere d’occhio
- Massa
- Vettel
- Button

Orari GP Bahrain
Venerdi – prove libere ore 8.00
Venerdi – prove libere ore 12.00
Sabato – prove libere ore 9.00
Sabato – qualifiche  ore 12.00
Domenica – gara ore 13.00
- Fuso orario Italiano -

feb
27

Formula 1 On Board: Nurburgring


Il circuito del Nordschleife fino agli anni ‘70 misurava circa ventitrè chilometri; aveva centocinquantadue curve e praticamente zero vie di fuga.
Era sopranniminato “l’inferno verde”.
Jim Clark negli anni ‘60 dava ai suoi colleghi lezioni di guida sopraffina, mentre Niki Lauda nel 1976 vi vide la morte in faccia avvolto dalle fiamme.
Era troppo pericoloso.
Oggi è completamente diverso, ma rimane bellissimo, vario, completo, capace ancora di mettere alla prova i piloti, oramai abituati a tracciati stile playstation.
Alzate il volume, si sale sulla Ferrari del Kaiser Michael Schumacher.

gen
21

Formula 1 Story: Interlagos 2008

hamilton-champ

Che fine ha fatto Glock!? Che fine ha fatto Glock!?

Se lo sarà chiesto anche Luiz Massa, padre di Felipe, che fu interrotto bruscamente durante i (comici) festeggiamenti per l’apparente vittoria del mondiale del figlio.
Il destino, purtroppo per Massa, aveva invece riservato un finale thriller; all’ultima curva, Lewis Hamilton riuscì a scavalcare appunto Timo Glock diventando il più giovane iridato nella storia della formula 1.

Il gran premio filò via liscio fin quasi alla fine, ma dopo una gara controllata dal quarto posto Hamilton rischiò di perdere il titolo a quattro giri dal termine per uno scroscio di pioggia.
Mentre tutti i piloti che stavano occupando i primi posti (Massa, Alonso, Raikkonen, Hamilton, Vettel) rientrarono a sostituire le gomme da asciutto con quelle da bagnato, Timo Glock continuò con le slick, risalendo fino alla quarta posizione e facendo precipitare Hamilton al quinto posto.
Per Lewis la quinta posizione era il minimo sindacale per diventare campione visti i 7 punti di vantaggio su Massa in classifica; ma la minaccia era li, pronta a colpire e si chiamava Sebastian Vettel.
La sua Toro Rosso motorizzata Ferrari volava letteralmente sull’asfalto viscido e a due giri dal termine sfruttando un errorino dell’Inglese, sorpassò Hamilton riaccendendo le speranze di Massa e dei tifosi in rosso.

Nonostante sia un mago del bagnato, Lewis dovette inchinarsi alla guida eccezionale del giovane tedesco; i giochi sembravano fatti quando….
All’ultima curva inaspettatamente i due in lotta sorpassarono Glock, in evidente crisi di aderenza sotto la pioggia con i pneumatici da asciutto (perse 18 secondi nell’ultimo giro); questo sorpasso regalò il titolo ad Hamilton ed una grande delusione a Massa e suo padre che forse ancora oggi si starà chidendo “che fine ha fatto Glock!?”

Switch to our mobile site