ago
30

Formula 1 Belgio: Hamilton straccia tutti

Dopo la pausa estiva il circus della Formula 1 si è ripresentato a Spa-Francorchamps, uno dei pochi circuito rimasti dal profumo old-style, teatro di gare mai scontate e ricche di colpi di scena.
Anche questa volta Spa non ha tradito le aspettative ed infatti la gara ha visto continui cambi di condizioni atmosferiche con conseguente difficoltà dei piloti nel prendere le opportune contromisure; servive piede, coraggio, testa e freddezza e in questo il migliore si è riconfermato ancora una volta Lewis Hamilton.

Il pilota della McLaren, partito dalla seconda posizione dopo un miracolo in qualifica, ha preso il comando alla prima curva e non lo ha più mollato, dispensando lezioni di guida su asciutto, umido e bagnato a tutto il resto della truppa, dimostrandosi senza dubbio il miglior pilota della F1 moderna.
La gara è stata, come detto, un continuo saliscendi di emozioni, date da errori di guida e cambiamenti di condizioni meteo che hanno rimescolato le carte ma non troppo.
Detto di un Hamilton ai limiti della perfezione (unico neo un lungo a pochi giri dalla fine, mentre era con le slick su asfalto bagnato), l’altro pilota che torna a casa da Spa con un bottino ragguardevole è Mark Webber; dopo aver bruciato letteralmente la pole position con una partenza orrenda, Mark ha approfittato dell’autoscontro provocato dal compagno Vettel (che ha eliminato Button) e dall’errore al box di Kubica che lo precedeva, il quale,dopo una grande gara condotta in seconda posizione, arrivando lungo in piazzola ha perso secondi preziosi ed è stato sopravanzato proprio dal pilota Australiano della Red Bull.

Il duo Hamilton-Webber ora comanda la classifica mondiale con un buon distacco da Button e Vettel, quest’ultimo colpevole nel tamponamento a Button, poi punito con un Drive Through.
Ma la gara ha regalato altri dispiaceri al baby fenomeno, come la gomma bucata nel duello con Liuzzi che lo ha fatto retrocedere nelle ultimissime posizioni, vanificando il tentativo di rimonta che lo stava riportando a spron battuto in zona punti.
Concludendo 15esimo il Tedeschino non ha mosso la classifica ed ora che il suo distacco da Webber in classifica (28 punti) inizia ad essere importante; la sua paura è che il team, pur di portare a casa il titolo mondiale, affidi in toto le proprie sorti al “secondo pilota” Mark Webber, molto più costante fino a questo punto.

Capitolo Ferrari. Il team di Maranello ha effettuato un venerdi da urlo, con il miglior tempo in entrambe le sessioni di Alonso, ma già nelle qualifiche del sabato si è fatta sorprendere dal meteo e dalla scaltrezza degli altri team, col risultato di presentarsi la domenica in griglia con Massa sesto e Alonso decimo.
In gara si poteva recuperare, Spa ha sempre permesso rimonte epiche, ma fin da subito ci si è accorti che per Alonso il gran premio sarebbe stato in salita.
Barrichello infatti all’ultima staccata prima del traguardo sbaglia le misure e gli piomba addosso, distruggendo la propria Williams ma non la Ferrari; Alonso quindi prende subito la via dei box tentando l’azzardo delle gomme intermedie.
Proprio all’uscita dal pit la Safety Car fa però il suo ingresso per i detriti rimasti in pista, vanificando la strategia Ferrari che poteva rappresentare l’asso nella manica di Fernando.
Poco dopo la pioggia cessa e Fernando è costretto a rientrare ai box montando gomme slick, perdendo tempo e scivolando in mezzo al gruppo; la sua rimonta lo porterà fino all’ottava posizione, ma tutto sarà vanificando dall’ennesimo errore dello Spagnolo che a pochi giri dalla fine parcheggerà la sua monoposto distrutta dopo un impatto contro il muro.
Massa dal canto suo non ha commesso errori, ha condotto una gara concreta macchiata solo dal sorpasso subito da Webber nelle fasi iniziali di gara, ma il suo quarto posto è comunque da considerare un discreto risultato che se non altro può dargli un pò di morale dopo essere stato pubblicamente relegato a paggetto di Alonso.
Se pensiamo che la Ferrari in questo 2010 ha consegnato le chiavi di casa a Fernando, fa specie notare che, senza il gioco di squadra in Germania (e relativi 7 punti regalati allo spagnolo), ora la classifica mondiale vedrebbe Alonso a 134 punti e Massa a 116; una distanza irrisoria se pensiamo alle aspettative che l’arrivo di Alonso aveva creato in ottica mondiale piloti.

Il prossimo appuntamento sarà tra due settimane a Monza, una pista ad altissime velocità che teoricamente dovrebbe vedere le Red Bull in difficoltà e McLaren e Force India in grande spolvero.
Le Ferrari sicuramente saranno della partita e probabilmente l’appuntamento Brianzolo rappresenta per la rossa l’ultima chiamata per il mondiale.
Una doppietta riaprirebbe la corsa al titolo piloti (per quello costruttori è più dura), mentre un altro buco nell’acqua cancellerebbe definitivamente ogni speranza di titolo.
Solitamente a Monza (a parte l’eccezione del 2009) il Team Ferrari è solito annunciare la coppia di piloti che farà parte della squadra nell’anno successivo; nel 2011 dovrebbero esserci ancora Alonso e Massa ma, visti i risultati, una piccola porticina per l’arrivo di Kubica sarebbe lecito tenersela aperta.

ago
27

Motogp: Rossi-Yamaha, dietrologia a orologeria?

Valentino Rossi ha firmato per la Ducati e con la rossa di Borgo Panigale correrà nelle stagioni 2011-2012; ora lo sappiamo e lo abbiamo letto e scritto in tutte le salse.
Grande sfida, grande impatto mediatico, sogno che si avvera, Italiano su moto Italiana eccetera eccetera. Ma. C’è un ma.
Il giorno successivo ai due comunicati ufficiali che hanno sancito lo storico avvenimento, durante i test in vista del 2011 la Yamaha non ha fatto a provare a Rossi la M1 del prossimo anno (e ci mancherebbe) e nemmeno la nuova forcella che invece hanno provato Lorenzo e Spies, lineup ufficiale per l’anno venturo.

Valentino ha ricevuto rassicurazioni dalla casa di Iwata, che gli ha garantito che sarà trattato da ufficiale come lo è sempre stato, anche per le ultime otto gare, sebbene si sappia che saranno le ultime sotto l’insegna dei tre diapason.
Rossi però ci ha tenuto a sottolineare che non sarebbe il caso di concludere in maniera cosi poco elegante lo splendido rapporto che si è creato in questi sette anni di convivenza e oltre al pari trattamento (legittimo pensiamo), ha chiesto espressamente di poter provare la Desmosedici prima della scadenza del suo contratto, prima cioè della fine di questo anno solare.

Yamaha, titolare del suo contratto, ha per ora risposto picche e Rossi non sembra averla mandata giù.
In mezzo a questa querelle si sono infine inseriti i soliti falchi dell’informazione, faziosi certo, ma spesso anche un pò ridicoli nel difendere a spada tratta colui, forse l’unico, che di essere difeso non ne ha proprio bisogno.

Sfogliando noti quotidiani e siti internet in voga in questo periodo di vacche grasse in Motogp, si legge come si sia iniziata a sbandierare una certa dietrologia a orologeria, rispolverata ora che fa comodo, ma ben nascosta quando comodo non faceva.
Le accuse fatte dalla stampa nazionale sembrano virare su un comportamento infimo della Yamaha, che sin dalla gara di Brno (inspiegabile prestazione opaca di Rossi) avrebbe iniziato a mettere i bastoni tra le ruote del Pesarese visto che poi il rapporto tra le due parti si scioglierà alla fine dell’anno.
Certo, la verità non la si sa e forse mai la si saprà, ma al primo incidente di percorso fare illazioni cosi pesanti appare forse un pò troppo, ma da un certo punto di vista ci potrebbe anche stare.
L’orgoglio Italiano delle due ruote se ne va e la Yamaha lo azzoppa tecnicamente per far vincere il suo pupillo Lorenzo, avviato a vincere il mondiale battendo nelle ultime gare proprio il “vecchio” Re partente.
Può starci. Ma. C’è un altro ma.

Una dietrologia del genere è stata il cavallo di battaglia negli ultimi due anni dei tifosi di Raikkonen, ultimo campione del mondo della Ferrari, dato per partente già nella prima parte della stagione 2008, quando ormai sembrava chiaro come la Ferrari avesse già puntato all’ingaggio di Alonso, via sponsor Santander.
La ricostruzione dei Raikkoniani più duri riporta più o meno quanto segue: dopo la spy story del 2007 Alonso (dopo aver sputtanato Ron Dennis e la McLaren tutta) avrebbe conquistato i cuori di Maranello, nonostante la Rossa avesse portato a casa il titolo grazie a Kimi e, forte del proprio sponsor personale multimilionario, il pilota Spagnolo avrebbe firmato per la Ferrari già all’inizio del 2008.
La Ferrari, con Kimi protagonista di un inizio campionato scoppiettante, si trovò quindi a dover “cassare” il proprio pilota di punta nonostante andasse fortissimo, trovando una valida giustificazione per la sua cacciata.
Il team quindi favorì Massa per gran parte del 2008 lasciando perdere Kimi, oggetto di terribili errori del muretto durante l’anno conditi da guasti meccanici e strategie sfavorevoli.
Una campagna di stampa all’arma bianca contro il Finlandese mise la ciliegina sulla torta, spianando la strada all’arrivo del Messia Fernando Alonso, che ha visto accogliere le sue richieste di non avere Kimi come compagno e di essere il numero uno del team.

Questa lettura, forse fantasiosa o forse no, ma comunque plausibile, fù insabbiata e mai portata alla luce, nemmeno come ipotesi, dalla stessa stampa di cui si parlava prima.
Anzi, lo sport preferito di certi giornalisti continuò ad essere lo “sparare a zero su Kimi”, buoni o cattivi che fossero i suoi risultati (nonostante cioè l’ottima seconda parte del 2009).

Ora, le cose sono due; o si tratta di una coincidenza e quindi la dietrologia nel caso di Rossi è giusta mentre quella su Kimi no, oppure, come diceva qualcuno che ne ha seppelliti fin troppi “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.

lug
28

Formula 1 Germania: Ferrari, doppietta amara

Fernando Alonso (Ferrari) vince il GP di Germania ad Hockenheim davanti al compagno di team Felipe Massa e a Sebastian Vettel (Red Bull).
Il dominio Ferrari in gara non è mai stato messo in discussione; dalla prima curva in poi è apparso chiaro come le due rosse fossero a loro agio nel toboga tedesco, appendice dello storico circuito immerso nella foresta che regalava duelli sul filo dei 350 km/h.

Una gara quella tedesca segnata però non tanto dalla ritrovata competitività della Ferrari, ma quanto dal discusso ordine di scuderia arrivato a Felipe Massa che ha di fatto lasciato strada al compagno, regalandogli cosi la vittoria e 7 punti mondiali.
Gli ordini di scuderia sono parte integrante dello sport della Formula 1, da sempre; dal mio punto di vista infatti non è in discussione il fatto che siano di cattivo gusto o no.
Il problema vero, al vaglio del consiglio mondiale della FIA che si riunirà a settembre per decidere il da farsi, dopo aver multato la Ferrari di 100 mila dollari, è che nel regolamento ufficiale esiste una norma, la 39.1 che vieta espressamente gli ordini di scuderia.

Ma cos’è successo in pista? Dopo una partenza convulsa, nella quale Alonso si è trovato stretto da Vettel, Massa ha approfittato del corridoio libero lasciato dal pilota Red Bull ed ha infilato entrambi, prendendo la testa della corsa.
Alonso è rimasto alle sue spalle fino alla sosta ai box, poi cambiate le gomme, ha iniziato a mettere pressione a Felipe, attaccandolo pure ma ricevendo una difesa ostinata della posizione da parte del pilota brasiliano.
Alonso ha apostrofato via radio la manovra con un secco “it’s ridicolous” e poco dopo Rob Smedley, ingegnere di pista di Massa, ha chiamato Felipe comunicandogli “Fernando è più veloce di te, conferma che hai capito il messaggio”.

Massa non ha risposto, rendendo eloquente il suo stato d’animo; chiunque mastichi un pò di Formula 1 sa infatti benissimo che questo è il tipico messaggio che sta a significare chiaramente “fai passare il tuo compagno”.
Poco dopo infatti, all’uscita del tornantino, Massa apre il gas solo a metà e Alonso lo sorpassa come se fosse un semplice doppiato; una manovra troppo plateale, che poteva sicuramente essere gestita meglio.
A quel punto Rob Smedley richiama Massa: “Ok Felipe, buon lavoro, ora rimani vicino a Fernando. Scusa.”

Quel “scusa” è la dimostrazione lampante di ciò che la Ferrari ha fatto ma che avrebbe potuto mascherare se non altro in maniera migliore.
In un periodo delicato nei repporti con la FIA, il team di Maranello ha (volutamente?) gestito in maniera un pò dilettantistica una situazione estremamente delicata; le bugie, le mezze frasi ma soprattutto le facce di Alonso, Domenicali e soprattutto Massa dicevano più di mille parole.

Un podio triste, sottotono, ben lontano da come dovrebbe essere un podio conquistato con una doppietta con la conseguenza di un mondiale piloti riaperto.
Certo, ormai è acclarato; Massa all’interno della squadra è il numero 2, sia quando è dietro sia quando è davanti ad Alonso.
L’unico modo che ha la Ferrari per portare a casa il titolo è quello di favorire sempre e comunque l’asturiano, ma ci sono mille modi per evitare di finire sotto la gogna mediatica e quella regolamentare.
Ora non rimane che aspettare la decisione dei giudici FIA a settembre; la Ferrari rischia da una semplice ammonizione alla cancellazione del risultato conseguito, un’eventualità che avrebbe un peso altissimo nelle dinamiche del campionato.
Infine un’ultima considerazione; ma è possibile che in tutte le squadre in cui Fernando Alonso mette piede, debbano avvenire scandali, giochi “sporchi”, ombre, dubbi e chi più ne ha più ne metta?

mar
26

Formula 1 Australia: Preview

Il secondo Gran Premio della stagione 2010 di Formula 1 si disputa sul circuito cittadino di Albert Park, nei pressi di Melbourne, sede del GP d’ Australia.
Le caratteristiche del tracciato sono quelle di un classico cittadino condite da un’alta velocità media sul giro.
Storicamente questo Gran Premio ha sempre regalato sorprese o colpi di scena; il debutto vincente delle Brawn nel 2009, la debàcle Ferrari nel 2008, lo straordinario hat trick di Kimi Raikkonen nel 2007, l’incidente di Schumacher nel 2006, la vittoria di Fisichella nel 2005 e tanti altri ancora.

In questo 2010 le monoposto favorite dovrebbero essere Red BullFerrari; ma non dimentichiamoci le McLaren molto a loro agio sul passo gara. Per quanto riguarda Mercedes non si sa ancora se il nuovo kit aerodinamico arriverà già a Melbourne oppure se sarà disponibile dal GP della Malesia, ma la sensazione è che per Rosberg e Schumacher ci sarà ancora da sudare.

Button e Webber saranno alla prova del fuoco; anche se siamo ancora al secondo GP dell’anno per loro (Campione del mondo uno e pilota in scadenza l’altro), entrambi necessitano perlomeno di un buon risultato per cancellare le voci (affrettate secondo me) che hanno iniziato a ronzare dopo la prova del Bahrain.

Schumacher riuscirà a scrollarsi di dosso tutta la ruggine e tornare a lottare con Alonso? Massa potrà dire la sua per la vittoria? La Red Bull si confermerà straordinaria ma fragile?
Tante domande, poche risposte; le prestazioni di piloti e monoposto devono ancora stabilizzarsi e avventurarsi in una previsione è come fare un salto nel buio.

Previsione MotorAnto
1- Hamilton
2- Vettel
3- Alonso

Da tenere d’occhio
- Schumacher
- Massa
- Rosberg

Orari GP Australia
Venerdi – prove libere ore 2.30
Venerdi – prove libere ore 6.30
Sabato – prove libere ore 4.00
Sabato – qualifiche  ore 7.00
Domenica – gara ore 8.00
- Fuso orario Italiano -

mar
23

Formula 1 Bahrain: Pagelle

Fernando Alonso – 7,5. In qualifica becca 4 decimi dal compagno di squadra, ma si rifà subito alla prima curva quando ristabilisce le gerarchie (se non altro dettate dai suoi due titoli mondiali) sorpassando Massa alla prima curva.
Da qui in poi un lungo inseguimento a Vettel, culminato nel sorpasso decisivo, “macchiato” però dal problema al motore del pilota della Red Bull. Mezzo punto in meno per la paga presa in qualifica, ma l’importante era vincere. Meglio di cosi?

Felipe Massa – 7. In qualifica fa vedere di che pasta è fatto ma poi si scioglie quando alla prima curva del GP pensa troppo a difendersi da Alonso; stacca interno ma troppo presto e viene superato.
Con le gomme morbide rimane agganciato al compagno, poi con le dure recupera decimi su decimi fino a piombargli addosso. Ma a quel punto il motore era cotto e alzare il piede doveroso.
Gara compromessa dall’errore alla prima curva, ma comunque il pilota c’è e darà fastidio.

Sebastian Vettel – 8. Pole position di forza, mentre il suo compagno di team si qualificava sesto. Al via scatta di prepotenza e comanda la gara fino al problema al motore.
A quel punto cerca di difendersi nel tratto misto, dove conta solo il talento e lo fa egregiamente.
Meglio di cosi non poteva fare; la poca affidabilità della sua monoposto gli ha impedito di conquistare il titolo nel 2009, la squadra giura che non succederà una seconda volta.
Speriamo per lui.

Lewis Hamilton – 7. La sua McLaren soffre le gomme morbide e si vede sia in qualifica che nel primo terzo di gara, passato a guardare gli scarichi di Rosberg. Poi con le dure la musica cambia.
Sul finire di gara piomba addosso a Vettel e lo passa e poi avvicina Massa ma non abbastanza; se fosse partito meglio avrebbe portato a casa sicuramente un secondo posto, ma con i se..

Nico Rosberg – 6,5. Mercedes rileva la squadra campione del mondo ma non sembra. La monoposto di Stoccarda è la più lenta del pacchetto dei migliori e i quaranta secondi beccati in gara mostrano ampiamente quanto detto.
Nico però fa una gara senza errori e considerando che riesce a mettersi dietro Schumacher, può essere molto contento.

Michael Schumacher – 6,5. Delude in qualifica, rimediando 4 decimi da Rosberg, mentre in gara imposta un ritmo costante e incisivo, considerando i tre anni lontano dalle gare.
Termina a quattro secondi dal compagno, un buon risultato; Michael si dichiara soddisfatto e fiducioso che le cose non possono che migliorare gara dopo gara.
E’ solo un pò di ruggine, ci sta.

Jenson Button – 5. Il Campione del mondo in carica delude sia in qualifica che in gara. Prima rischia di star fuori dalla top ten il sabato, poi è costretto a difendersi da Webber per tutta la gara, terminando settimo solo grazie ad una buona partenza.
Il passo migliora con le gomme dure ma molto è merito della monoposto che le digerisce molto meglio delle morbide.
Il paragone con Hamilton è scomodo ma non scartiamolo subito, avrà tempo per rifarsi.

Mark Webber – 5,5. Mezzo voto in più di Button ma solo perchè si vedeva a occhio nudo che ne aveva di più. Purtroppo nella formula 1 moderna (e con queste nuove regole) sorpassare è quasi impossibile e dopo aver toppato la partenza, Mark è costretto a stare al caldo degli scarichi della McLaren di Button per tutta la gara.
Detto questo, il confronto con il compagno di squadra Vettel, in Bahrain, è stato terribile.

Vitantonio Liuzzi – 6,5. Buona partenza e ottimo passo gara. Fortunato e audace, approfitta dei problemi di Kubica (7,5) e Sutil (7) per andare a prendere i primi punti della stagione; parte con le gomme dure sfoderando un buon ritmo, poi con le morbide tiene a distanza Barrichello senza però riuscire ad agganciare Webber. Sarebbe stato troppo forse. Bravo comunque.

Rubens Barrichello – 6. Il Brasiliano non muore mai (sportivamente). Va a punti con la Williams, ennesima squadra di una carriera infinita, approfittando anche lui dell’errore iniziale di Kubica e Sutil.
Si sta ritagliando una seconda giovinezza, anche se a più di un ottavo-decimo posto, quest’anno non potrà aspirare.

Nuove regole – 4. Per ora l’esperimento non ha funzionato.
Bandire i rifornimenti in gara doveva spronare i piloti a sorpassarsi in pista, ma chi fa le regole deve capire una cosa; il problema non sono i piloti, sono le macchine.
Con un’efficienza aerodinamica cosi al limite, stare in scia ad una monoposto procura una perdita di circa il 30% del carico aerodinamico, che tradotto in soldoni significa che in curva la macchina non ha grip.
Infine, i piloti sono costretti a guidare sul velluto per tutta la gara per non maltrattare troppo le gomme (che devono durare il più possibile per poter effettuare una sola sosta) e non consumare troppa benzina, visto che è calcolata al millilitro e non può essere rabboccata.
E’ dura dare spettacolo in queste condizioni!

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