ago
30

Formula 1 Belgio: Hamilton straccia tutti

Dopo la pausa estiva il circus della Formula 1 si è ripresentato a Spa-Francorchamps, uno dei pochi circuito rimasti dal profumo old-style, teatro di gare mai scontate e ricche di colpi di scena.
Anche questa volta Spa non ha tradito le aspettative ed infatti la gara ha visto continui cambi di condizioni atmosferiche con conseguente difficoltà dei piloti nel prendere le opportune contromisure; servive piede, coraggio, testa e freddezza e in questo il migliore si è riconfermato ancora una volta Lewis Hamilton.

Il pilota della McLaren, partito dalla seconda posizione dopo un miracolo in qualifica, ha preso il comando alla prima curva e non lo ha più mollato, dispensando lezioni di guida su asciutto, umido e bagnato a tutto il resto della truppa, dimostrandosi senza dubbio il miglior pilota della F1 moderna.
La gara è stata, come detto, un continuo saliscendi di emozioni, date da errori di guida e cambiamenti di condizioni meteo che hanno rimescolato le carte ma non troppo.
Detto di un Hamilton ai limiti della perfezione (unico neo un lungo a pochi giri dalla fine, mentre era con le slick su asfalto bagnato), l’altro pilota che torna a casa da Spa con un bottino ragguardevole è Mark Webber; dopo aver bruciato letteralmente la pole position con una partenza orrenda, Mark ha approfittato dell’autoscontro provocato dal compagno Vettel (che ha eliminato Button) e dall’errore al box di Kubica che lo precedeva, il quale,dopo una grande gara condotta in seconda posizione, arrivando lungo in piazzola ha perso secondi preziosi ed è stato sopravanzato proprio dal pilota Australiano della Red Bull.

Il duo Hamilton-Webber ora comanda la classifica mondiale con un buon distacco da Button e Vettel, quest’ultimo colpevole nel tamponamento a Button, poi punito con un Drive Through.
Ma la gara ha regalato altri dispiaceri al baby fenomeno, come la gomma bucata nel duello con Liuzzi che lo ha fatto retrocedere nelle ultimissime posizioni, vanificando il tentativo di rimonta che lo stava riportando a spron battuto in zona punti.
Concludendo 15esimo il Tedeschino non ha mosso la classifica ed ora che il suo distacco da Webber in classifica (28 punti) inizia ad essere importante; la sua paura è che il team, pur di portare a casa il titolo mondiale, affidi in toto le proprie sorti al “secondo pilota” Mark Webber, molto più costante fino a questo punto.

Capitolo Ferrari. Il team di Maranello ha effettuato un venerdi da urlo, con il miglior tempo in entrambe le sessioni di Alonso, ma già nelle qualifiche del sabato si è fatta sorprendere dal meteo e dalla scaltrezza degli altri team, col risultato di presentarsi la domenica in griglia con Massa sesto e Alonso decimo.
In gara si poteva recuperare, Spa ha sempre permesso rimonte epiche, ma fin da subito ci si è accorti che per Alonso il gran premio sarebbe stato in salita.
Barrichello infatti all’ultima staccata prima del traguardo sbaglia le misure e gli piomba addosso, distruggendo la propria Williams ma non la Ferrari; Alonso quindi prende subito la via dei box tentando l’azzardo delle gomme intermedie.
Proprio all’uscita dal pit la Safety Car fa però il suo ingresso per i detriti rimasti in pista, vanificando la strategia Ferrari che poteva rappresentare l’asso nella manica di Fernando.
Poco dopo la pioggia cessa e Fernando è costretto a rientrare ai box montando gomme slick, perdendo tempo e scivolando in mezzo al gruppo; la sua rimonta lo porterà fino all’ottava posizione, ma tutto sarà vanificando dall’ennesimo errore dello Spagnolo che a pochi giri dalla fine parcheggerà la sua monoposto distrutta dopo un impatto contro il muro.
Massa dal canto suo non ha commesso errori, ha condotto una gara concreta macchiata solo dal sorpasso subito da Webber nelle fasi iniziali di gara, ma il suo quarto posto è comunque da considerare un discreto risultato che se non altro può dargli un pò di morale dopo essere stato pubblicamente relegato a paggetto di Alonso.
Se pensiamo che la Ferrari in questo 2010 ha consegnato le chiavi di casa a Fernando, fa specie notare che, senza il gioco di squadra in Germania (e relativi 7 punti regalati allo spagnolo), ora la classifica mondiale vedrebbe Alonso a 134 punti e Massa a 116; una distanza irrisoria se pensiamo alle aspettative che l’arrivo di Alonso aveva creato in ottica mondiale piloti.

Il prossimo appuntamento sarà tra due settimane a Monza, una pista ad altissime velocità che teoricamente dovrebbe vedere le Red Bull in difficoltà e McLaren e Force India in grande spolvero.
Le Ferrari sicuramente saranno della partita e probabilmente l’appuntamento Brianzolo rappresenta per la rossa l’ultima chiamata per il mondiale.
Una doppietta riaprirebbe la corsa al titolo piloti (per quello costruttori è più dura), mentre un altro buco nell’acqua cancellerebbe definitivamente ogni speranza di titolo.
Solitamente a Monza (a parte l’eccezione del 2009) il Team Ferrari è solito annunciare la coppia di piloti che farà parte della squadra nell’anno successivo; nel 2011 dovrebbero esserci ancora Alonso e Massa ma, visti i risultati, una piccola porticina per l’arrivo di Kubica sarebbe lecito tenersela aperta.

giu
19

Formula 1 Canada: Pagelle

Lewis Hamilton – 9. E’ in forma straordinaria e si vede; sigla la pole all’ultimo giro (con il giallo benzina) rifilando distacchi pesantissimi guidando magicamente.
In gara rimedia alla lentezza del team durante il pit stop sorpassando Alonso in staccata all’esterno e poi impostando un ritmo gara senza nessuna sbavatura ma soprattutto sorpassando in maniera decisa e senza errori i doppiati. E’ in testa al mondiale e se lo merita.

Jenson Button – 8. Deve fare i conti con un compagno di team che per talento, cattiveria e classe sembra il grande Ayrton Senna, ma non sta sfigurando cosi come si era previsto.
Una gara solidissima, caratterizzata dalla solita pulizia di guida in grado di preservare gli pneumatici e condita dal sorpasso su Alonso nelle fasi finali di gara sfruttando un’incertezza dello spagnolo che regala alla McLaren un’altra doppietta. Secondo nel mondiale.

Fernando Alonso – 6,5. Delusione del Gran Premio. Si qualifica quarto ma grazie alla retrocessione di Webber avanza terzo e terzo conclude.
Durante la gara però si ritrova in condizione di poterla vincere grazie all’ottimo lavoro del box, ma tre sue incertezze lo relegano sul gradino più basso del podio; prima si fa passare da Hamilton mentre cerca di attaccare Buemi, poi incolpa Trulli per avergli fatto perdere tempo (ma non ricorda il tappeto rosso che Jarno gli stese a Montecarlo poche settimane sebbene Trulli non fosse doppiato?), poi verso fine gara cincischia con Chandock e Button lo fulmina.
Positivo il passo gara, al livello delle McLaren, ma qui doveva vincere.
Rimane comunque a 15 punti dalla vetta in classifica.

Sebastian Vettel –  6,5. La Red Bull, intesa come squadra, pasticcia un pò con le strategie, partendo con gomme dure e poi trovandosi ad affrontare una buona parte di gara con le morbide, qui in crisi di aderenza dopo pochi giri.
Vettel si ritrova imbottigliato dietro a Button per quasi tutta la gara e nulla può; dovrebbe ringraziare la squadra per il favore che gli ha fatto facendo rientrare Webber dietro di lui.
Pista non cosi favorevole per la monoposto, affamata di curvoni veloci.

Mark Webber – 7. Anche questa volta aveva battuto Vettel in qualifica ma il team sostituisce il cambio e scala 5 posizioni in griglia. Conduce la gara per molti giri ma causa strategia suicida è costretto a rimanere fuori oltre il dovuto e a perdere i quasi 15 secondi di vantaggio accumulati su Hamilton. Rientra dietro Vettel e la sua gara finisce in quinta posizione.
Il vertice della classifica mondiale è vicino, ma d’ora in poi pare che la Red Bull abbia scelto Vettel come principale condottiero.

Nico Rosberg – 6,5. La sua Mercedes non è al livello dei tre top team ma Nico non perde occasione per sfoderare belle prestazioni; parte decimo e termina sesto, ancora una volta davanti al compagno di team Schumacher (che va detto ha però subìto un foratura e pagato una strategia del team troppo aggressiva) raggranellando punti importanti per il mondiale.
Ross Brawn promette una versione aggiornata della monoposto per il GP di Valencia; sarà il rilancio per il team tedesco?

Robert Kubica – 5. A dispetto del buon risultato, il voto insufficiente va per la manovra da pistola alla tempia con la quale sorpassa Sutil in ingresso box tagliandogli la strada; Robert è sempre stato duro e aggressivo ma cosi ci pare francamente troppo.
Detto questo, la direzione gara non lo ha punito con multe o retrocessioni, ma soltanto ammonito.
Bello il duello d’altri tempi con Schumacher, ma la scelta del team di partire con gomme dure ha di fatto compromesso la sua gara visto che poteva disporre di una monoposto velocissima sui rettilinei canadesi.

Felipe Massa – 5. Gara caratterizzata dalla rimonta realizzata con un ritmo velocissimo e un’insistenza a cacciarsi nei guai, vedi prima curva con Liuzzi (un concorso di colpa), che gli ha di fatto rovinato l’intero GP.
La prestazione in qualifica era mancata, ma in gara Felipe ha corso bene; purtroppo però quando si trovava in zona punti Schumacher lo ha chiuso in staccata e l’ala anteriore della Ferrari si è rotta. Si sta Barrichellizzando, ma non è un dramma, è proprio ciò che vuole il team.

Vitantonio Liuzzi. 7. Media tra un 10 per la gara, corsa con il coltello fra i denti, rimontando dall’ultima posizione fino al nono posto finale, e un 4 per il patatrac alla prima curva con Massa.
Sia lui che Felipe sembravano insistere troppo e infatti i contatti sono stati ripetuti; peccato veramente perchè Tonio poteva finire dietro le Red Bull visto il suo ritmo.
Che sia di lezione per non strafare la prossima volta.

giu
09

Formula 1 Turchia: Pagelle

Lewis Hamilton – 9. Grande partenza, passo gara prorompente, sempre alle calcagna di Webber; poi il team commette un errore al pit stop e lo fa retrocedere terzo.
Lewis non molla e si aggancia a Vettel, che attacca Webber innescando il patatrac Red Bull.
A quel punto sembra tutto fatto ma Button gli mette le ruote davanti; Lewis non ci sta e subito dopo lo ricaccia indietro. Il  capo è lui.

Jenson Button – 8. Si fa sorprendere da Schumacher in partenza ma risponde subito e si mette alla caccia dei tre in testa. Il passo gara è di tutto rispetto e anche se l’attacco a Hamilton dopo il pasticcio Red Bull sa un pò di “furbata”, il campione del mondo in carica dimostra che è in McLaren per giocarsela ad armi pari. Paracarro non ci sta.

Mark Webber – 7,5. La pole position è stata una bella prova di forza, anche se aiutato dal problema avuto da Vettel nel giro buono.
In gara Mark parte bene ma non riesce a scrollarsi di dosso Hamilton, mentre dopo la sosta, incalzato da Vettel, perde lo spunto necessario per evitare un duello in casa.
Nell’incidente col compagno si dimostra coriaceo e duro (forse fin troppo), non cedendo nemmeno di un millimetro, ma visti i precedenti (con Hamilton, Massa e Raikkonen), sorpassare Webber è un brutto affare.

Michael Schumacher – 7. Buon piazzamento per Schumi, che dimostra di esserci ancora una volta; certo la competitività della sua monoposto non gli permette di ambire al podio, ma da qualche Gran Premio non sfigura più nel confronto col compagno di team.
La ruggine sta scomparendo e se Mercedes metterà in pista una macchina competitiva, forse qualcosa di buono può scapparci.

Nico Rosberg – 6,5. Mezzo voto in meno (forse è troppo lo so) perchè è arrivato dietro al compagno sia in qualifica che in gara, anche se in gara sembrava averne di più.
Ma tant’è, i limiti della Mercedes GP sono questi e tanto vale portarla al traguardo senza rischiare lotte fratricide.

Robert Kubica – 7. Ennesima bella prova del Polacco, che si dimostra ancora una volta un gran pilota; peccato però che la sua gara sia condizionata dallo stare dietro alle Mercedes nonostante un passo probabilmente migliore.
La Renault sta migliorando e in questa gara è parsa migliore anche della Ferrari; ora la Mercedes è vicina e diventare terza forza del mondiale sarebbe un bello scherzetto ai grandi team.
C’è da dire che non si capisce come mai nessun top team ancora non abbia ingaggiato Kubica.

Felipe Massa – 6. Settimo posto senza infamia e senza lode. In qualifica fa qualcosa di buono portando la macchina nella Q3 (cosa non riuscita ad Alonso), poi in gara si accoda al trenino Mercedes-Renault e li rimane.
Il problema è la monoposto, apparsa involuta rispetto alle prime gare; o meglio, la monoposto è rimasta sostanzialmente quella (con l’ F-Duct che non funziona a dovere), mentre le altre hanno migliorato. E tanto.

Fernando Alonso – 5. Colui che è considerato il pilota più forte non può non entrare in Q3 mentre il suo secondo si. Gli errori e le mancanze di Fernando negli ultimi GP stanno iniziando ad essere veramente troppi e se a questo aggiungiamo il fatto che la Ferrari non è la monoposto migliore del lotto (ma non hanno iniziato a progettarla da tempo immemore?), sarà veramente dura per lui diventare campione del mondo.
Rimane ancora in corsa per il mondiale grazie a problemi tecnici ed errori di Red Bull e McLaren; dal prossimo GP in Canada aspettiamo tutti che rialzi la testa.

Sebastian Vettel – 4. Voto cattivo. In qualifica stava azzannando la pole quando il differenziale lo saluta, dovendosi accontentare del terzo tempo.
Ma l’errore grosso lo commette in gara; nel tentativo (legittimo) di sorpasso su Webber, Sebastian inizia a chiudere la traiettoria (forse anche involontariamente ma tant’è) quando ancora si trova la stessa occupata dal compagno di box.
Inevitabile l’incidente.
Stava correndo una bella gara e con più giudizio, probabilmente avrebbe vinto.
E con questa sono troppe le occasioni perse.

apr
21

Formula 1 Cina: Pagelle

Jenson Button – 8,5. E lo chiamavano paracarro! Non sbaglia nulla sul piano strategico, dimostra grande coraggio con le slick sull’asfalto viscido e raccoglie il massimo possibile facendo un figurone mettendosi dietro il più talentuoso compagno di squadra.
Ancora è presto per dire se si giocherà il titolo, ma sicuramente fa più impressione ora di quando guidava la Brawn.

Lewis Hamilton – 8,5. Beh, incredibile. Chiunque abbia negli specchietti Lewis non può fare altro che tremare; è un’incrocio tra un Mansell e un Senna, un pilota con una classe infinita nel pilotaggio unita ad un’aggressività fuori dal normale.
La pillola da mandare giù è amara visto che la vittoria non è ancora arrivata, ma di fronte a prestazioni del genere e a rimonte cosi belle, come fare a non considerarlo semplicemente il più forte?

Nico Rosberg – 8. Il figlio di Keke ha il piede che pesa parecchio. E la testa che funziona bene, molto bene. Costante, roccioso, furbo e coraggioso, soprattutto quando guida la prima parte di gara con le slick sotto la pioggia.
Sul finale si difende egregiamente da Alonso e nel computo totale schiaccia inesorabilmente Michael Schumacher. Se la macchina migliora ancora un pò sarà della partita senza dubbio.

Fernando Alonso – 7. La partenza anticipata è un errore grossolano che compromette sicuramente la sua gara, ma oltre a ciò bisogna considerare il fatto che è riuscito ad arrivare quarto vicino a Rosberg solo grazie alla safety car.
In Ferrari stanno commettendo tanti errori anche quest’anno e Alonso ne sta pagando le conseguenze; l’entrata su Massa è da uno che non molla e che vuole ribadire chi comanda, anche se forse lascerà strascichi nel rapporto tra i due.
Certo è che se si vuole vincere il titolo, certi errori non si dovranno più fare.

Robert Kubica – 7,5. Prima parte di gara con le slick sull’asfalto viscido, poi viene risucchiato nella seconda parte causa la safety car ma riesce comunque a portare a casa un quinto posto. Rimane inspiegabile come la Renault oggi, con molte meno risorse rispetto agli ultimi due anni, riesca ad andare molto più forte rispetto all’ultima esperienza in terra Francese di Alonso, eletto da tutti a miglior collaudatore della formula 1.

Sebastian Vettel – 6,5. Mezzo voto in più per lo straordinario giro da qualifica che gli ha fatto conquistare la terza pole stagionale. Per il resto una gara anonima, con posizioni perse per il ritardo nell’effettuare il secondo pit e invischiato in lotte a centro gruppo che hanno messo in luce il suo vero limite: non sa sgomitare.
Servono ripetizioni, ma il professor Hamilton fino a fine anno è occupato.
Occasione persa.

Vitaly Petrov – 7,5. La riprova che la Renault quest’anno, guidata nello sviluppo da Kubica, è una gran macchina. Certo non potrà competere con i migliori, ma qui si sta raccogliendo molto più di quello che ci si poteva aspettare da un team prossimo al fallimento.
Strepitosa gara per il rookie Russo che se non si girava quando era quinto chissà dove sarebbe arrivato.

Mark Webber – 5,5. Forse ci poteva stare anche un 5, ma rimane il fatto che sta buttando via tante occasioni; oggi partiva secondo, è arrivato ottavo.
Ma la Red Bull in teoria non dovrebbe mettere le ali?

Felipe Massa – 5. Il Brasiliano della Ferrari ha sofferto in gara e non si è praticamente visto; Alonso lo ha sovrastato sia in termini cronometrici (qualifiche e gara) sia nel confronto diretto, sorpassandolo addirittura all’ingresso della corsia box.
Non si capisce l’involuzione di questo ex vice campione del mondo, oppure la si capisce benissimo.

Michael Schumacher – 5. Risparmio un voto peggiore ad una leggenda che oggi ha dovuto più che altro cercare di difendersi e non c’è riuscito.
Stoico nel duello con Hamilton, quasi commovente.
Forse il tempo è davvero scaduto, forse a fine anno sarebbe per lui meglio appendere il casco al chiodo. Per sempre, questa volta.

apr
19

Formula 1 Cina: Bis di Button, l’ex paracarro

Grande vittoria di Jenson Button (McLaren) nel Gran Premio della Cina, quarta prova del campionato del mondo di formula 1. Il pilota Inglese ha preceduto il compagno di team Lewis Hamilton e Nico Rosberg (Mercedes) al termine di una gara imprevedibile, condita da sorpassi e colpi di scena.

Dopo le qualifiche si pensava che le Red Bull potessero prendere subito il largo, ma una leggera pioggia poco prima dello start scombina subito le carte; a rendere ancora più incerto il GP ci pensa Fernando Alonso con una partenza anticipata, lo spagnolo parte prima dello spegnimento dei semafori e scavalca tutti portandosi in testa.
La pioggia però persiste e quasi tutti i piloti, ad eccezione di Rosberg, Button, Kubica e Petrov, rientrano ai box per montare gomme intermedie; la scelta pare sbagliata, infatti chi è rimane in pista con le slick imposta un buon ritmo e prende il largo, scavando un solco profondo con chi ha effettuato il pit-stop.

Alonso nel frattempo scivola dietro al compagno di team Massa dopo aver scontato il Drive Through per la partenza anticipata, mentre Micheal Schumacher rientra di nuovo ai box per rimontare gomme slick; ora la pioggia è calata di intensità e le gomme intermedie soffrono e tra il sesto e il settimo giro anche Vettel, Hamilton, Webber, Massa e Alonso rientrano per tornare sulle gomme da asciutto.
Proprio durante il rientro Hamilton infila Vettel poco prima della corsia dei box; dopo il cambio gomme però Vettel si riposiziona davanti a Hamilton, lo stringe lungo la pit lane e lo costringe a passare vicinissimo alle piazzole di sosta delle squadre, provocando un possibile pericolo. Saranno poi ammoniti a fine gara dai commissari.

Al rientro Vettel Webber e Hamilton occupano la nona, la decima e l’undicesima posizione, seguiti a distanza dalle due Ferrari; Hamilton però è indomabile in rimonta e riesce a far fuori entrambi i piloti Red Bull, poi agguanta Kovalainen, lo passa, recupera su Sutil e scavalca pure lui, infine non contento fa segnare per due giri consecutivi il record della pista.
La preda successiva è nientemento che Schumacher; il tedesco si difende stoicamente, cerca di contenere l’incontenibile, ma dopo un paio di giri deve alzare bandiera bianca.
Per Schumi però non è finita; dopo Hamilton sarà sopravanzato anche da Vettel, in un passaggio di consegne che ormai pare definitivo.

La pista però si allaga di nuovo e i piloti rientrano nuovamente ai box per rimontare le gomme intermedie; in quel momento la classifica vede Rosberg in testa seguito a circa tre secondi da Button, poi Kubica più staccato e Petrov (compagno di Kubica) leggermente più indietro. A oltre un minuto tutti gli altri.
La pioggia però riapre la gara; Rosberg arriva leggermente lungo e perde la testa della corsa e mentre Alguersuari (bella gara la sua) perde pezzi di alettone in pista (facilmente rimovibili per altro), la direzione gara decide di fare un grandissimo regalo alle scuderie in difficoltà fino a quel momento, facendo entrare (a mio avviso a sproposito) la safety car.

Nel frattempo però accade un fatto di cui probabilmente si parlerà nei prossimi giorni; in entrata di corsia box, esattamente dove in precedenza Hamilton aveva passato Vettel, Alonso attacca e sopravanza Massa, suo compagno di team, con una manovra sicuramente da grande mastino, ma molto discutibile se si considera che è stata eseguita nei confronti del compagno di squadra.
Approfittando quindi della safety car, le Ferrari (ma soprattutto Alonso) tornano in contatto col gruppo di testa rilanciandosi cosi nella lotta per il podio.

Alla ripartenza della gara Button rallenta tantissimo alla penultima curva per guadagnare terreno ma combina un pasticcio causando quasi una collisione fra chi lo segue; nel marasma generale Webber sopravanza Hamilton (illegale per via della safety car in pista) e nella curva successiva con una manovra alla Nigel Mansell, Lewis Hamilton spedisce nell’erba con una ruotata il pilota australiano, riprendendosi cosi la posizione che gli spettava.

Massa appare veramente poco competitivo, mentre Alonso, galvanizzato probabilmente dalla nuova situazione di classifica si ritrova in pista addirittura davanti alle Red Bull, grazie al ritardo con il quale le monoposto Austriache hanno effettuato il cambio gomme.
Button sempre in testa, con Rosberg a seguire, poi Kubica, Petrov, Hamilton, Sutil, Schumacher, Alonso, Vettel e Barrichello compongono la top ten; Hamilton non molla e va all’attacco di Petrov, lo passa, mentre dietro di loro Alonso e Vettel si sbarazzano di Schumacher.
Lewis recupera anche su Kubica e dopo qualche giro lo scavalca inesorabilmente; lo stesso fa Alonso con Sutil, imitato poi anche da Vettel.
Petrov nel tentativo di resistere a Alonso e Vettel sbaglia, si gira in pista ma riparte; la pioggia si intensifica di nuovo, Hamilton attacca anche Rosberg che risponde, Webber rientra ai box, seguito poi da Hamilton, Vettel e Kubica, tutti per montare gomme intermedie.

Nel giro successivo, il 39esimo, anche il leader Button li imita seguito da Rosberg, Alonso, Petrov, Sutil e Massa in quel momento fuori dalla top ten.
Al rientro dalle soste Button si conferma leader, seguito da Hamilton, poi Rosberg, Alonso, Kubica, Vettel, Webber, Schumacher, Alguersuari e Petrov; le McLaren però sul bagnato sembrano di un altro pianeta e i due piloti si staccano dal resto del gruppo.
Button controlla e poi guadagna su Hamilton, che soffre un degrado eccessivo all’anteriore sinistra ma non molla; lo stesso Button però commette un piccolo errore a cinque giri dalla fine che risveglia lo squalo-Hamilton il quale ricomincia a tirare e guadagnare sul compagno di team.
Dietro di loro nel frattempo Alonso deve alzare bandiera bianca con Rosberg e accontentarsi del quarto posto, mentre Petrov conclude la sua spettacolare rimonta sorpassando prima Alguersuari, poi Schumacher ed infine Webber, confermando la bontà della Renault.
Button quindi va a vincere il GP forse più difficile della sua carriera davanti ad un grandissimo Hamilton, poi un’ottimo Rosberg seguito da Alonso, Kubica, Vettel, Petrov, Webber e Massa che all’ultimo giro riesce a conquistare il nono posto ai danni di Schumacher.

McLaren. Il team di Woking ha siglato una doppietta schiacciante per la concorrenza pur partendo in quinta e sesta posizione sulla griglia; questo significa che le strategie di gara di entrambi i piloti sono state perfette e gli stessi piloti impeccabili.
Le altre scuderie (in primis la Ferrari) dovrebbero chiedersi il perchè.
Button nonostante orde di giornalisti contro (che lo chiamano paracarro) ha vinto due gare quest’anno, mentre Hmilton è di gran lunga il pilota più spettacolare e talentuoso del circus.
Certe sue rimonte e certi suoi sorpassi, fatti sempre a piloti dentro alla top ten, fanno sembrare i suoi colleghi dei principianti. Giù il cappello.

Mercedes. Nico Rosberg (per me non una sorpresa) si sta rivelando fortissimo; veloce sia in qualifica che in gara, senza commettere errori, guidando in condizioni anche difficili, oltre a far sembrare Schumacher un pivellino, riesce a tenersi dietro, con una macchina non impeccabile, gente del calibro di Alonso e Vettel. Sveglia ragazzi, questo è forte per davvero.
Capitolo Schumi. Il tedesco appare in difficoltà, non riesce a fare i tempi del compagno di box e nonostante si sia corso con condizioni in passato per lui favorevoli, anche oggi ha sofferto e subìto tanti, troppi sorpassi. Probabilmente l’era Schumi è finita. Peccato.

Ferrari. Gara costellata da errori, ancora una volta, ancora una volta con la pioggia. Diversificare le strategie non sarebbe stata una scelta sbagliata, ma evidentemente a Maranello preferiscono ostinarsi a perdere le occasioni.
Alonso con la partenza anticipata ha rovinato un probabile podio, mentre Massa non è praticamente esistito; per il quarto posto di Fernando si deve ringraziare chi ha fatto entrare in pista la safety car, mentre per l’entrata dello spagnolo su Massa la lettura può essere questa: “dopo aver bussato per un paio di gare questa volta sono entrato senza chiedere il permesso, vedi tu”. Ecco Felipe, vedi tu, a meno che sul nuovo contratto non ci sia scritto qualcosa di specifico.

Red Bull. In assoluto la delusione del Gran Premio; anche qui è mancato il coraggio nel diversificare le strategie come invece hanno fatto sia in McLaren che in Mercedes. Per il resto i piloti hanno mostrato quali sono i loro limiti più grossi; Vettel quando si tratta di sgomitare non ne ha, mentre Webber va in confusione totale.
La monoposto è all’altezza di lottare in ogni gara, ma se i due non partono e fuggono via allora iniziano i problemi. Rimane il fatto che in qualifica Vettel era stato bestiale.

Infine ancora una volta devo mettere in risalto l’ottima prestazione delle Renault; Kubica ha portato a casa un quinto posto che vale oro, mentre Petrov con il suo settimo ha dimostrato di saperci fare, girando fortissimo negli ultimi giri. Peccato per quell’errore quando era quinto.
Prossimo GP il 9 maggio in Spagna.

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